Stellantis al Mimit, la scommessa di Fiat e il "piano di guerra" contro la Cina: 50 novità in arrivo e la svolta a Mirafiori

Stellantis al Mimit, la scommessa di Fiat e il "piano di guerra" contro la Cina: 50 novità in arrivo e la svolta a Mirafiori
Pubblicità
Le immatricolazioni volano e la Pandina si conferma la regina del mercato, ma Fiat e l'industria italiana si preparano a una battaglia decisiva. Dal tavolo del Ministero delle Imprese arrivano i nuovi piani strategici: Mirafiori volta pagina con una batteria di nuova generazione per la 500 elettrica (e 400 nuovi assunti), mentre prende forma un piano da 50 nuovi modelli in 5 anni per arginare l'avanzata cinese.
14 luglio 2026

Mentre l'automotive europeo attraversa una delle tempeste più complesse della sua storia recente, tra la transizione ecologica e l'offensiva dei marchi asiatici, da Torino e Roma arrivano i primi segnali di riscossa per l'industria italiana.

Al Tavolo automotive del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i vertici di Stellantis hanno tracciato un bilancio del "Piano Italia", rivendicando traguardi che superano le aspettative ma lanciando, al contempo, un severo allarme sulle regole europee e sulla concorrenza cinese. Al centro del rilancio c'è il marchio Fiat, che si conferma il vero e proprio motore trainante del mercato nazionale.

 

Fiat trascina il mercato: volano le immatricolazioni e la produzione in Italia

I dati del primo semestre dell'anno fotografano una netta inversione di tendenza per il sistema Paese. Le immatricolazioni complessive in Italia hanno registrato una crescita di quasi il 7%. Un dato che balza vicino al 16% se si include nel computo anche l'apporto dei modelli Leapmotor, il partner cinese distribuito dal gruppo.

A guidare questa performance è proprio la Fiat. La "Pandina" si conferma ancora una volta la regina indiscussa delle vendite, l'auto più amata e acquistata dagli italiani, mentre la divisione Fiat Professional mantiene saldamente la leadership nel settore cruciale dei veicoli commerciali.

Questa risposta del mercato ha avuto un impatto diretto e benefico sulle fabbriche italiane: la produzione interna è cresciuta di circa il 14% nel semestre, permettendo una drastica riduzione del ricorso alla cassa integrazione e agli ammortizzatori sociali nella maggior parte degli stabilimenti della Penisola.

 

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

La svolta di Mirafiori: nuova batteria per la 500 elettrica e 400 assunzioni

Tra le novità più importanti spicca il piano di rilancio per lo storico stabilimento di Mirafiori. Per il polo torinese è stata annunciata una doppia e decisiva evoluzione per la Fiat 500 elettrica. Nel 2027 la vettura riceverà un importante aggiornamento tecnico grazie all'adozione di nuove batterie interamente sviluppate e prodotte a Torino, pensate per renderla molto più competitiva e attraente sul mercato. A partire dal 2030, inoltre, debutterà la nuova generazione del modello, che sarà proposta in più varianti per consolidare definitivamente il ruolo dello stabilimento.

La dirigenza ci ha tenuto a precisare che il futuro di Mirafiori va ben oltre il semplice assemblaggio delle vetture. Il complesso torinese ospita infatti la produzione dei cambi elettrificati eDCT per i modelli ibridi, l'hub di economia circolare dedicato alla rigenerazione di motori, cambi e batterie, e un polo di ricerca e sviluppo d'eccellenza dove lavorano oltre 3.000 ingegneri. Una diversificazione che ha già portato a una crescita produttiva significativa, con l'inserimento di circa 400 nuovi lavoratori e l'abbattimento di oltre il 70% del ricorso agli ammortizzatori sociali.

 

Il "muro" contro la Cina: 50 nuovi modelli e l'alleanza per il "Made in Europe"

Nonostante i dati positivi del semestre, le criticità strutturali che pesano sul settore restano profonde. Dal 2019 a oggi, il mercato automobilistico europeo ha perso circa 3 milioni di veicoli, di cui oltre la metà sono utilitarie e piccoli furgoni commerciali: i due segmenti storicamente più forti per l'industria italiana. Su questo scenario si innesta l'agguerrita concorrenza cinese, che ha già superato il 10% di quota di mercato in Europa sfruttando asimmetrie competitive difficilmente replicabili nel nostro Continente.

Per rispondere a questa sfida, Stellantis ha annunciato una controffensiva di prodotto senza precedenti: nei prossimi 5 anni verranno lanciati in Europa 50 nuovi prodotti, suddivisi tra 25 modelli inediti e 25 importanti aggiornamenti di gamma. Per sostenere questo sforzo, l'Europa beneficerà di circa il 40% delle risorse e degli investimenti globali del gruppo.

Parallelamente, sul fronte politico e industriale, è stata siglata una storica posizione comune insieme ai rivali di Volkswagen e Renault per definire le regole del futuro "Made in Europe". Le tre sorelle dell'auto europea chiedono a Bruxelles criteri rigorosi: i benefici della misura dovranno andare solo a chi produce all'interno dell'Unione Europea almeno il 70% delle auto vendute nei confini comunitari, con una quota analoga di componentistica locale.

Il piano prevede inoltre che il valore del "Made in Europe" includa l'intera catena del valore (design, ricerca e sviluppo, ingegneria) e non la sola fase di montaggio finale. Sulle batterie viene proposto l'obbligo di produzione locale a partire dal 2030. L'obiettivo comune è difendere il patrimonio industriale del continente e impedire che la transizione ecologica si traduca in una desertificazione industriale dell'Europa e dell'Italia.

 

Pubblicità