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Enel X, ad Venturini: «Colonnine pubbliche? La burocrazia ci ostacola»

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Più facile installarle su aree private che in quelle pubbliche. Al lavoro sulle infrastrutture autostradali, ma il braccio di ferro tra Governo ed Autostrade non aiuta

Enel X, ad Venturini: «Colonnine pubbliche? La burocrazia ci ostacola»

Alle naturali difficoltà di un mercato ai primi passi, sulla strada della diffusione sul larga scala dell'auto elettrica in Italia c'è un ostacolo molto difficile da superare chiamato burocrazia.

E' quanto ha riferito al Corriere della Sera pochi giorni fa Francesco Venturini, amministratore delegato di Enel X.

Per l'ad del ramo di Enel dedicato alla mobilità elettrica, «Il passo lento e incostante (nello sviluppo della rete di colonnine, ndr) ci è imposto dalla burocrazia. Il problema è che non esiste una normativa generale. E anche se tutti si dicono d'accordo, non appena si va a proporre la posa delle colonnine cominciano i distinguo e le difficoltà. I permessi da chiedere sono infiniti e non ci sono certezze di procedure. Così le opere rallentano e il traguardo si raggiunge accumulando enormi ritardi», spiega Venturini parlando dei rapporti con le amministrazioni locali.

La soluzione, temporanea, è stata individuata da Enel X nella collaborazione con i privati: «Per evitare che i tempi si allunghino abbiamo deciso di mettere nostri punti di ricarica su terreni privati, in aree strategiche. Partiremo da Roma, dove inaugureremo la prima stazione di servizio di Enel X per auto elettriche con infrastrutture di ricarica ultrarapide fino a 350 kW in grado di ricaricare la maggior parte delle vetture in meno di 15 minuti».

Il piano di Enel X sposta adesso il focus dalle città alle grandi via di comunicazione. In particolare le autostrade. «Ora è il momento di intervenire sugli assi principali della viabilità. Dopo le polemiche degli anni scorsi tra noi e i concessionari autostradali che hanno rallentato il processo, pare che tutto stia rientrando in traiettorie normali e si potrebbe partire. Ora è aperta la questione del concessionario principale (ovvero il braccio di ferro tra Governo e Autostrade per l'Italia, ndr), aspettiamo che la vicenda si concluda e vedremo se il nuovo gestore investira'' e con quale tempistica. Una colonnina da 300 kW, quella che sara'' utilizzata, costa tra i 250 e i 300 mila euro: e'' tanto perche'' incide la distanza del sito dalla rete a cui ci si deve attaccare. Aspi (la concessionaria che attualmente fa capo ad Atlantia, della famiglia Benetton, ndr) ha varato un piano sperimentale per costruire una rete di 70 punti di ricarica e le prime colonnine autostradali saranno operative dalla fine di quest'anno", conclude.

 

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