Ferrari 296 GT Modificata, 730 CV e 3 secondi in meno a Fiorano: la nuova Ferrari da pista è estrema

Ferrari 296 GT Modificata, 730 CV e 3 secondi in meno a Fiorano: la nuova Ferrari da pista è estrema
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Ferrari 296 GT Modificata è la nuova sportiva di Maranello pensata esclusivamente per il circuito: deriva dalla 296 GT3 Evo, ma non è vincolata dai regolamenti delle competizioni. Ha 730 CV, pesa 1.330 kg a secco e può essere fino a tre secondi più veloce della vettura da gara a Fiorano
15 settembre 2026

Ferrari alza ancora l'asticella delle proprie vetture destinate ai clienti più appassionati. La nuova 296 GT Modificatanasce per offrire il massimo delle prestazioni in pista senza essere una vera e propria auto da competizione. Presentata ai Ferrari Racing Days di Budapest, raccoglie l'eredità della 488 GT Modificata e porta all'estremo la base tecnica della 296 GT3 Evo, liberandola dai vincoli imposti dal Balance of Performance. Il risultato è una biposto destinata esclusivamente all'utilizzo in circuito e inserita nel programma Club Competizioni GT. Al centro della Ferrari 296 GT Modificata c'è il V6 biturbo da 2.992 cm³, con architettura a 120 gradi, che sviluppa 730 CV a 7.500 giri/min e 800 Nm a 5.000 giri/min. La potenza specifica raggiunge così i 244 CV/litro, mentre il peso a secco si ferma a 1.330 kg. Il rapporto peso-potenza è quindi particolarmente favorevole per una vettura pensata per i track day.

Il motore non è semplicemente quello della 296 GT3 Evo con una diversa gestione elettronica. Ferrari è intervenuta su diversi componenti, tra cui alberi a camme, sistema di aspirazione, intercooler, turbocompressori, alimentazione e scarichi. La trasmissione è un cambio sequenziale trasversale a sei rapporti con frizione in carbonio. Secondo Ferrari, a Fiorano la 296 GT Modificata può essere fino a tre secondi più veloce per giro della 296 GT3 Evo, un dato particolarmente significativo considerando che quest'ultima è una vettura da competizione.

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Aerodinamica e freni: tutto è pensato per la pista

Per gestire le prestazioni superiori, la 296 GT Modificata riceve un'aerodinamica ancora più aggressiva. Il frontale introduce uno splitter specifico e nuove soluzioni per indirizzare i flussi verso il fondo vettura, mentre il cofano è stato modificato per favorire l'evacuazione dell'aria calda. Al posteriore spicca una grande ala con pilone centrale, Gurney flap maggiorato ed elementi ispirati alla Ferrari 499P, la hypercar vincitrice a Le Mans. Anche l'impianto frenante è stato rivisto per sopportare sessioni prolungate in circuito. I freni anteriori utilizzano dischi in acciaio da 400 mm con ventilazione ottimizzata, mentre una presa d'aria supplementare e nuovi canali migliorano il raffreddamento. Non manca l'ABS, soluzione pensata per rendere più sfruttabile la vettura anche dai clienti che non sono piloti professionisti.

Una delle caratteristiche più interessanti è l'abitacolo biposto. Il secondo sedile consente di portare in pista un passeggero oppure un istruttore professionista, che può comunicare con il pilota attraverso un interfono durante la guida. L'obiettivo è trasformare la 296 GT Modificata non soltanto in una macchina velocissima, ma anche in uno strumento per migliorare le proprie capacità di guida. La dotazione comprende inoltre sistemi di acquisizione dati, sensori supplementari, VideoBox Premium, telecamera posteriore e monitoraggio della pressione e della temperatura degli pneumatici. L'acquisto include due anni, oppure 12 appuntamenti, del programma Club Competizioni GT, con eventi previsti su circuiti come Jerez, Misano, Fuji, Indianapolis, Paul Ricard e Spa-Francorchamps.

La nuova Ferrari 296 GT Modificata rappresenta quindi una sorta di anello di congiunzione tra una GT stradale e una vettura da corsa: non deve rispettare un regolamento sportivo, ma nasce per regalare ai clienti Ferrari un'esperienza da circuito estremamente sofisticata. Un'evoluzione radicale della famiglia 296 e, soprattutto, una nuova dimostrazione di quanto Maranello possa spingersi oltre quando non deve fare i conti con i limiti di una categoria agonistica.

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