Ferrari mette all’asta la F92A di Jean Alesi: un’icona degli anni ’90 stimata fino a 5 milioni di euro

Ferrari mette all’asta la F92A di Jean Alesi: un’icona degli anni ’90 stimata fino a 5 milioni di euro
Pubblicità
La Ferrari F92A guidata da Jean Alesi nel Mondiale di Formula 1 1992 andrà all’asta a Parigi. La monoposto, regalo del presidente Luca di Montezemolo al pilota francese, è valutata tra i 3 e i 5 milioni di euro e rappresenta un pezzo raro della storia della Rossa
19 gennaio 2026

Il prossimo 27 gennaio 2026, a Parigi, una delle Ferrari più affascinanti, e al tempo stesso meno vincenti, della storia della Formula 1 verrà battuta all’asta. Si tratta della Ferrari F92A guidata da Jean Alesi durante la stagione 1992, esemplare numero telaio 136, conservato per oltre trent’anni nelle condizioni originali. L’annuncio dell’asta, affidato alla casa d’aste Artcurial Automobile Legends, ha già acceso l’interesse degli appassionati e dei collezionisti di tutto il mondo.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Una storia particolare: il dono di Montezemolo ad Alesi

La Ferrari F92A telaio 136 è famosa non solo per la sua bellezza estetica e per le soluzioni tecniche all’avanguardia, ma soprattutto per la storia personale che la lega a Jean Alesi. Al termine della stagione 1992, la Scuderia Ferrari decise di regalarla al pilota francese su indicazione dell’allora presidente Luca di Montezemolo, in seguito all’ingaggio di Gerhard Berger e alle dinamiche interne al team. Alesi, dopo aver completato due giri di verifica a Fiorano con la vettura, la riportò a casa nella sua villa vicino ad Avignone, dove è rimasta per oltre tre decenni praticamente immobile.

Secondo le testimonianze, la monoposto non è mai stata modificata né intervenuta meccanicamente dai tempi del test a Fiorano, con carburante e aria nelle gomme risalenti alla stagione 1992. Questo livello di originalità, raro per una vettura di Formula 1, ne aumenta il valore per collezionisti e musei.

Caratteristiche tecniche e performance in pista

Prestazioni e risultati sportivi

La Ferrari F92A partecipò al Campionato Mondiale di Formula 1 del 1992 con risultati altalenanti. La vettura fu guidata principalmente da Jean Alesi in cinque Gran Premi, oltre a due apparizioni con Ivan Capelli; nel finale di stagione Capelli venne sostituito da Nicola Larini. L’esemplare 136 ottenne come migliori risultati un quarto posto in Australiae un quinto posto in Germania.

Nel complesso la F92A non riuscì a competere stabilmente con le monoposto di vertice: la Scuderia non centrò vittorie, pole position o giri veloci nel campionato, in una delle stagioni più difficili dell’era moderna di Ferrari.

Aerodinamica e motore

Dal punto di vista tecnico la F92A fu una monoposto rivoluzionaria per la Ferrari di inizio anni ’90. Progettata con contributi di Jean-Claude Migeot e, in una fase successiva, di Harvey Postlethwaite, la vettura montava un motore V12 da 3,5 litri naturalmente aspirato, considerato potente ma penalizzato da problemi di affidabilità e dall’eccessivo “blow-by” (perdita di pressione).

La sua caratteristica più distintiva era l’aerodinamica con doppio fondo piatto, una soluzione che generava elevata deportanza teorica ma che nella pratica non tradusse in prestazioni superiori rispetto ai competitor. Gli specialisti dell’epoca la ricordano come una vettura bella da vedere, con linee eleganti e dettagli aerodinamici innovativi, ma poco efficace nella gestione delle forze in pista.

Valore all’asta e confronto con altri pezzi storici Ferrari

L’esemplare messo all’asta dalla casa d’aste Artcurial è stimato tra 3 e 5 milioni di euro, senza prezzo di riserva. Questo range lo colloca in una fascia di valore importante, seppur inferiore rispetto ad altre monoposto Ferrari recentemente battute: ad esempio, la F2001 di Michael Schumacher ha raggiunto cifre ben superiori nelle vendite precedenti, fino a oltre 15 milioni di euro.

Il valore della F92A è determinato non solo dalla rarità e dalla storicità, ma anche dalla sua provenienza diretta dal pilota, oltre che dallo stato di conservazione. Per i collezionisti, possedere una vettura così legata a un periodo emozionante ma complicato della Scuderia Ferrari rappresenta un’occasione unica.

Pubblicità