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Fusione FCA-PSA, Manley: «Ci vorranno dai 12 ai 14 mesi»

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Il CEO di FCA, Mike Manley, sulle tempistiche della fusione tra il suo gruppo e PSA

Fusione FCA-PSA, Manley: «Ci vorranno dai 12 ai 14 mesi»

L'ad di FCA, Mike Manley, parla delle tempistiche della fusione tra il suo gruppo e PSA: «Ci vorranno dai 12 ai 14 mesi perché ci sono molti ambiti in cui operiamo, non si tratta di un ritardo, è solo che ci vuole tempo»: spiega Manley a chi gli chiede di lungaggini nel perfezionamento dell'operazione dopo la firma del memorandum d'intesa a fine 2019. Stando a quanto dichiarato da Manley, dunque, la fusione dovrebbe essere perfezionata entro i primi mesi del 2021.

Manley si è anche espresso su un argomento molto caro a sindacati ed esponenti politici, quello dei potenziali esuberi e chiusure dovuti alla fusione con PSA. Sia FCA che PSA, spiega Manley, «hanno la reputazione di essere molto snelle». Per questo, «la maggioranza delle sinergie verrà dalla condivisione di piattaforme, dall'aumento dei volumi prodotti dalle stesse piattaforme, dalle sinergie negli acquisti. Quello è il vero focus per noi». 

In qualità di nuovo presidente di ACEA, l'associazione europea dei costruttori auto, Manley si è espresso anche sul Green Deal dell'Unione Europea. Secondo il CEO di FCA, «deve essere utilizzato come un mezzo per rafforzare la competitività e la nostra industria, ed è ancora più importante visto che affrontiamo un mercato in contrazione: la previsione è che dopo sei anni consecutivi di crescita, le vendite delle auto caleranno del 2% nel 2020». 

Il rinnovamento del parco auto secondo Manley deve passare attraverso degli incentivi: «Le tecnologie a basse emissioni sono costose e rimarranno tali nel prossimo futuro. Per far sì che prezzi più elevati non rallentino il rinnovamento del parco auto, riteniamo che debbano essere messi in campo schemi di incentivi consistenti ed economicamente sostenibili per le automobili e per i veicoli commerciali. Questo incoraggerà un rapido rinnovamento del parco veicoli, accelerando l’adozione delle nuove tecnologie». 

Quanto all'ipotesi di dazi statunitensi sulle auto europee, Manley spiega: «Un'escalation dei dazi non è nell'interesse di nessuno, dal nostro punto di vista ci serve certezza, così possiamo pianificare la produzione». Secondo Manley, attraverso un dialogo fruttuoso con le parti «una soluzione amichevole può essere possibile». 

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