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Gomme cinesi: UE vara misure contro la concorrenza sleale

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Pneumatici per bus e autocarri sotto la lente di ingrandimento. Bruxelles vuole fare chiarezza sulle importazioni

Gomme cinesi: UE vara misure contro la concorrenza sleale

Le autorità doganali dell’Unione Europea dovranno registrare le importazioni di pneumatici nuovi e ricostruiti per autobus o autocarri provenienti dalla Cina. Lo ha stabilito Bruxelles pubblicando sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il “Regolamento di esecuzione (UE) 2018/163 sulla registrazione delle importazioni di pneumatici nuovi e ricostruiti per autobus o autocarri originari della Repubblica popolare cinese”. 

La misura è giustificata da un’indagine in corso da parte della Commissione Europea che intende verificare se le importazioni di pneumatici dalla Cina siano oggetto di dumping, ovvero quella pratica commerciale scorretta che consiste nel commercializzare all'estero prodotti a un prezzo inferiore a quello del mercato interno, danneggiando così le aziende dello stesso settore.

Il regolamento fa seguito alle attività svolte dalla Commissione Europea nell’ambito di una proceduta antidumping avviata l’11 agosto 2017, partita dopo la denuncia da parte dell'associazione europea di di produttori e ricostruttori europei di pneumatici. Le indagini sull’importazione sleale di pneumatici dalla Cina sono state finalizzate ad accertare l’esistenza di processi di dumping tra il 2013 e il 2016 e a quantificare le eventuali perdite, derivate da queste pratiche, per le aziende europee produttrici e ricostruttrici di pneumatici.

Nel periodo tra il 2013 e il 2016 gli esportatori cinesi hanno quasi raddoppiato il volume del prodotto in esame importato nell'Unione, da 2,3 a 4,4 milioni di unità (+ 2,1 milioni di unità), il che ha dato luogo un forte aumento della quota di mercato, salita dal 13,2 % al 20,9 %. La registrazione consentirebbe di applicare gli eventuali futuri dazi antidumping anche in maniera retroattiva. Questi si aggirerebbero tra il 26 e il 37% sul valore all'importazione. 

Nel regolamento in Gazzetta Ufficiale dell’UE si legge che «per quanto riguarda il dumping, la Commissione dispone di elementi di prova sufficienti del fatto che le importazioni del prodotto in esame dalla Repubblica Popolare Cinese siano oggetto di dumping. Gli elementi di prova del dumping si basano su un confronto tra i valori normali e il prezzo all’esportazione (franco fabbrica) del prodotto in esame. Nel complesso, tali prove dimostrano in modo sufficiente nella fase attuale che gli esportatori ricorrono a pratiche di dumping».

L’indagine vuole inoltre accertare anche la presenza, oltre al dumping, di sovvenzioni di Stato sui pneumatici importati dalla Repubblica Popolare Cinese: «Per quanto riguarda le sovvenzioni, la Commissione dispone di elementi di prova sufficienti del fatto che le importazioni del prodotto in esame provenienti dalla Cina siano sovvenzionate. Le presunte pratiche di sovvenzione consistono, in particolare, nel trasferimento diretto di fondi e in potenziali trasferimenti diretti di fondi o obbligazioni, nella rinuncia, da parte della pubblica amministrazione, ad entrate altrimenti dovute o nella mancata riscossione delle stesse nonché nella fornitura, da parte della pubblica amministrazione, di beni o servizi per un corrispettivo inferiore all’importo che sarebbe adeguato».

Una misura simile è già stata adottata dalle UE nei confronti delle importazioni di ruote in lega di origine cinese, istituendo nel gennaio del 2017 un dazio antidumping del 22,3%.

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