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Il mondo dell’auto contro il Coronavirus: in fabbrica si producono dispositivi medici

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Maschere, ventilatori polmonari, protezioni. Gli ospedali sono il fronte della guerra contro il Coronavirus e i costruttori corrono in soccorso delle strutture ospedaliere e dei governi

Il mondo dell’auto contro il Coronavirus: in fabbrica si producono dispositivi medici

Il tessuto industriale globale dell’automobile si schiera per fronteggiare l’emergenza Covid-19 convertendo, come non succedeva dai tempi del Secondo Conflitto Mondiale, le fabbriche. Questa volta però non si tratta di materiale destinato alle forze armate, ma agli ospedali, il fronte principale della guerra contro il Coronavirus.

Tutti i paesi del mondo stanno sperimentando una drammatica carenza di protezioni e strumenti adeguati a prevenire il contagio dei medici, infermieri ed altri operatori sanitari, la prima linea contro il virus, ed assistere i malati più gravi con ventilatori polmonari.

All’appello, lanciato dai governi, hanno risposto tutti i costruttori: FCA ha appena annunciato che riconvertirà uno stabilimento, ma non è ancora stato deciso quale, per produrre oltre un milione di mascherine al mese da donare a ai primi soccorritori e agli operatori sanitari. Lo ha detto l’ad Mike Manley in una lettera ai dipendenti.

Della partita sono tutte le altre aziende riunite sotto l’ombrello di Exor, la holding della famiglia Agnelli, come CNH Industrial e Ferrari, che sta offrendo risorse e know-how all’azienda bolognese SIARE con l’obiettivo di raddoppiare la produzione di apparecchi per la respirazione da 150 a 300 alla settimana.

In Germania, il governo centrale ha fatto un appello ai suoi costruttori: il Gruppo Volkswagen ha riunito una task force per capire come sfruttare la stampa 3D per aiutare a produrre ventilatori ospedalieri e altre attrezzature salvavita. Il Gruppo tedesco si serve di più di 125 stampanti 3D per le sue attività: «L'attrezzatura medica è un nuovo campo per noi. Ma non appena capiremo i requisiti necessari e riceveremo un progetto siamo pronti per iniziare», promettono da Wolfsburg.

«Oggi stiamo sviluppando la capacità di produzione di maschere protettive in Cina contribuendo a sostenere il sistema sanitario tedesco con dispositivi di misurazione della temperatura, maschere respiratorie, disinfettanti e dispositivi diagnostici. Stiamo cercando di sfruttare la nostra presenza globale, le catene logistiche e le risorse per far fronte a questa crisi globale», ha detto ieri l’ad Herbert Diess in un post su Linkedin.

Anche i Gruppi Daimler e BMW hanno ricevuto richieste di aiuto dalle autorità e stanno esplorando le possibilità per dare concretamente una mano al sistema sanitario.

In Gran Bretagna un consorzio di industrie, tra cui McLaren e Nissan, stanno mettendo in piedi su richiesta del primo ministro Boris Johnson una produzione straordinaria di ventilatori. Si sta chiedendo a produttori esteri di mettere a disposizione le licenze per la produzione nazionale, ma è anche aperta la possibilità di progettare un ventilatore ex novo. La necessità è di 5.000 unità entro un mese.

Negli USA General Motors fa parte del consorzio privato StopTheSpread.org, un’iniziativa tra aziende private in supporto dell’emergenza Covid-19. Il colosso di Detroit sta collaborando con la Ventec Life Systems, produttore di ventilatori polmonari, al fine di consentire un massiccio aumento della produzione. Anche Tesla e Ford insieme a GM sono stati invitati da Donald Trump, dopo il via libera governativo per la produzione, a collaborare per fronteggiare l’emergenza.

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