WRC26 #03 Kenya. Ultime grida dalla savana: finalmente è Takamoto Katsuta, un sogno lungo 15 anni

WRC26 #03 Kenya. Ultime grida dalla savana: finalmente è Takamoto Katsuta, un sogno lungo 15 anni
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Super Domenica, e il rebus del 74° Safari ha la sua soluzione inedita. Il giapponese di Toyota Gazoo vince il suo primo Rally di Mondiale. Super Domenica e Power Stage a Oliver Solberg. Mondiale: Rvans mantiene la leadership, davanti a Solberg e Katsuta
15 marzo 2026

Naivasha, Kenya, 15 Marzo. Takamoto Katsuta da Nakagute, Aichi, è un giapponesino paffutello di 32 anni che sembra un bimbo, è in giro per Rally da una quindicina d’anni, e si è affacciato sulla scena del Mondiale al Finlandia del 2016 grazie a Tommi Makinen, che poi lo ha portato nel Team Toyota Gazoo Racing. Ha corso 93 Rally e fino ad oggi non aveva mai vinto una prova di Mondiale, eppure proprio al Safari aveva già fatto due volte secondo. Bene. Abbiamo (ha) rotto il ghiaccio e al 94° appuntamento del 74° Rally Safari Kenya Takamoto Katsuta, orgoglio di papà Norihito è, finalmente, un vincente! È una bellissima storia di fiducia e di perseveranza.

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È anche una storia di maltempo e di fango, il Safari Rally numero 74. Acqua a polvere "alleate", un composto micidiale, subdolo, “virale”. Per le Toyota ha un effetto devastante sull’impianto elettrico, per le Hyundai sul sistema di raffreddamento, per tutti un po’ sulle trasmissioni. È stato inesorabile sulle Toyota di Solberg e Ogier, le i20 se la sono cavata meglio, potendo sopravvivere grazie all’intervento degli Equipaggi. Poi le “forature”, che detta così è un eufemismo, un incubo praticamente per tutti, fatali per Neuville. Sintetizzando, l’elenco dei SuperRally, ritirati in “corso d’opera”, è di lusso: Evans, doppia foratura e retrotreno kaput, Solberg e Ogier, alternatore in simultanea sulla strada dell’assistenza di sabato, Neuville, tripla foratura, cioè a bordo strada senza più scorte. Lo stesso Katsuta ha rischiato grosso per la doppia foratura sulla seconda Kedong di venerdì, e così Pajari per l’esplosione di una gomma. Ford in un incubo di guai, culminato con il ritiro di McErlean, già rientrato dopo la rottura del motore. Insomma, un disastro, roba da contare i sopravvissuti. Snorkel, altezze, tips & tricks sono serviti a poco, il Safari, del resto, non perdona, e non si può costruire una macchina apposta, oggi, per un’avventura africana all’anno.

Così la Super Domenica di Naivasha è anche un nuovo Safari, figlio di tre giorni di caos e di colpi di scena. E di magnifica tensione agonistica, va detto. Il mondo si è diviso in due. Da una parte i “big”, tutti ritirati, che devono giocarsi il tutto per tutto. Poco da perdere, devono metterci una pezza raccattando tutto quel che è possibile dei punti Super Sunday e Power Stage per muovere la propria classifica. Dall’altra parte gli “outsiders”, che devono difendere con i denti il risultato globale sin qui acquisito. Vale prima di tutti per Katsuta, cha parte dal vantaggio di quasi un minuto e mezzo, ma anche per Fourmaux, Pajari, Lappi. Tutti quelli, cioè, per i quali la classifica finale è importante più dei punti cui corrisponde. Le cose vanno così. Intanto Katsuta non si lascia tentare, mette il gomito fuori dal finestrino e si gode il paesaggio. Fourmaux non può esercitare sul suo sogno la minima pressione. Poi, Solberg e Ogier ripartono da dove erano stati interrotti, cioè all’attacco nella sfida generazionale e di famiglia, Evans ritorna pacifico difensore della sua buona classifica, Neuville nei panni del tiratore franco. La prima Oserengoni, bei 18 chilometri, registra Ogier, Solberg e Fourmaux nell’ordine, Katsuta cede una ventina di secondi del suo patrimonio. Sulla prima Hell’s Gate, prova generale di Power Stage, è Evans, Solberg, Ogier. Katsuta lascia altri 15 secondi, ma pochissimi di questi a Fourmaux, Neuville è sempre quarto. Seconda Oserengoni, penultima del Rally, ancora Ogier-Solberg, Takamoto in perfetto controllo. Ed ecco Hell’s Gate 2, Power Stage, la resa dei conti.

Hell’s Gate, luogo magico sulle rive Sud del Lago Naivasha. Tutti dovrebbero andarci una volta nella vita. È un’isola di natura selvaggia, stupenda. Il nome trae un poco in inganno, la scena stupenda è, effettivamente, solo a tratti inquietante. Non piove, riecco anche un po’ di polvere, rassicurante. Velocità sostenute, pista sinuosa nel “bush”. Solberg è il più veloce e vince il Power Stage nonostante uno svarione con cui si porta via tutti gli sponsor del traguardo. Ogier e Evans alle sue spalle, poi Neuville e Fourmaux. Takamoto ha altro a cui pensare, sta passando dal sogno alla realtà. Conclude il Rally. Takamoto Katsuta è il vincitore, insieme a Aaron Johnston, Toyota Yaris Rally1, del 74° Safari Kenya. Il giapponese è commosso e commovente. Sul podio anche Adrien Fourmaux, con Alexandre Coria, Hyundai, e Sami Pajari, con Marko Salminen, Toyota. Robert Virves e Jakko Viilo, Skoda Fabia RS Rally2, hanno vinto la declinazione WRC2.

Mondiale. Solberg ha vinto anche la Super Domenica, ancora davanti a Ogier e Evans. Sono punti importanti, che consentono a Elfyn Evans di conservare la leadership del Campionato, 66 punti contro i 58 di Solberg e i 55 di Katsuta. E ora si torna in Europa e si passa al Criatia Rally, 9-12 Aprile. Giusto il tempo di rimettere in sesto il parco Macchine devastato dal ciclone Safari Rally Kenya. Bellissimo. Avvincente come sempre!

© Immagini. Toyota TGR, Red Bull Content Pool, Hyundai Motorsport, Ford M-Sport, WRC.com, Lancia Corse

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