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Il caro carburante torna al centro del dibattito europeo e dalla Bulgaria arriva una misura destinata a far discutere anche automobilisti e governi occidentali. Sofia ha infatti attivato un sistema di compensazione economica per sostenere i cittadini più colpiti dall’aumento dei prezzi di benzina e del gasolio. Secondo i dati diffusi nelle ultime ore, in meno di 24 ore oltre 3.500 persone hanno già presentato richiesta per ottenere il bonus da 20 euro pensato per attenuare l’impatto del rialzo dei carburanti sui bilanci familiari.
La misura bulgara nasce dopo che il prezzo medio del diesel ha superato stabilmente la soglia di circa 1,60 euro al litro per tre giorni consecutivi, parametro che fa scattare automaticamente l’intervento statale. Il programma prevede un contributo mensile di 20 euro destinato alle persone con redditi più bassi, proprietarie o utilizzatrici di un veicolo. Il sostegno economico viene erogato tramite i servizi sociali oppure accreditato automaticamente a chi già riceve aiuti pubblici.
L’obiettivo è semplice: compensare direttamente i costi di mobilità quotidiana, evitando che l’aumento dei carburanti si traduca in una riduzione della mobilità privata e lavorativa. Il governo bulgaro stima che il provvedimento possa coinvolgere fino a 1,38 milioni di cittadini, segno di quanto il problema sia diffuso.
L’adesione immediata dimostra quanto il tema carburanti resta centrale per gli automobilisti europei. Le oltre 3.500 domande registrate nelle prime 24 ore rappresentano solo l’inizio: le autorità prevedono infatti decine di migliaia di richieste complessive, con una stima superiore alle 60.000 domande totali. Il bonus rientra in un più ampio pacchetto anti-crisi approvato dal Parlamento bulgaro per contrastare lo shock dei prezzi energetici e proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione.
Dietro l’aumento dei carburanti si intrecciano diversi fattori: tensioni geopolitiche internazionali, volatilità del petrolio e inflazione energetica. Non a caso altri Paesi europei stanno studiando interventi simili, tra sussidi diretti e riduzioni fiscali sui carburanti, per evitare ricadute sull’intera economia.