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Quanto tenete il vostro smartphone prima di cambiarlo? Due anni, forse tre. Bene, in Cina un'auto elettrica in media resta su strada ancora meno. Il dato arriva da un report della China Association of Automobile Manufacturers realizzato con Hejun Consulting e ripreso da Bloomberg: l'età media delle EV che circolano nel Paese è di appena 1,8 anni. Un numero che da solo racconta la velocità impressionante con cui il mercato cinese si sta trasformando.
Per capire quanto sia straordinario questo dato, basta il confronto interno: la classica auto a benzina cinese ha in media 8,2 anni di vita. Allargando lo sguardo, il quadro diventa ancora più netto. Considerando tutte le motorizzazioni, il veicolo tipo in Cina ha meno di 7 anni, mentre negli Stati Uniti l'età media del parco circolante tocca i 12,8 anni. Quasi il doppio.
Se il confronto con gli Stati Uniti fa impressione, quello con l'Italia non è da meno. Secondo i dati più recenti di ACI e UNRAE, l'età media del parco circolante italiano si aggira intorno ai 12,5 anni, in linea con quella americana e in costante crescita da oltre un decennio. Anche da noi le elettriche in circolazione sono giovanissime, ma per una ragione molto diversa: le BEV restano sotto il 10% delle immatricolazioni, una frazione rispetto al 60% cinese. In altre parole, mentre la Cina ringiovanisce il proprio parco auto a colpi di nuova energia, l'Italia continua a invecchiare al volante.
Attenzione però a leggere il dato nel modo giusto. Gli automobilisti cinesi non comprano un'elettrica per rivenderla dopo due anni come fosse un telefono usato. La spiegazione principale sta nel calendario: le auto elettriche in Cina sono esplose solo dopo il 2021, fino a raggiungere nel 2026 una quota del 60% sul mercato del nuovo. Con una crescita così verticale, è inevitabile che la maggior parte delle EV in circolazione sia giovanissima.
Detto questo, il comportamento dei proprietari conferma comunque una tendenza precisa. Secondo un white paper citato da Sohu, il 70% delle auto a combustione in Cina resta con lo stesso proprietario per oltre cinque anni. Sul fronte opposto, il 90% dei veicoli a nuova energia viene sostituito prima di quel traguardo. Le elettriche, insomma, cambiano mano molto più in fretta.
Il motivo profondo è culturale e tecnologico insieme: le EV cinesi si comportano sempre più come prodotti tech. Un motore a benzina del 2000 non era poi così diverso da uno del 2010, e questo rendeva superfluo cambiare auto di frequente. Nel mondo elettrico la musica è completamente diversa. Batterie, motori elettrici, centraline, sistemi di guida autonoma e software di bordo evolvono a un ritmo tale che un'elettrica lanciata tre anni fa può già sembrare superata rispetto a una novità appena arrivata in concessionaria.
A tutto questo si aggiunge il vero vantaggio competitivo dei costruttori cinesi: cicli di sviluppo rapidissimi, molto più brevi di quelli tradizionali del mondo termico. Il risultato è un flusso continuo di modelli nuovi, aggiornati e tecnologicamente più avanzati, che alimenta la voglia di cambiare e tiene il mercato in costante fermento.
Per l'industria automobilistica occidentale, abituata a tempi di sviluppo di quattro o cinque anni, questo dato è molto più di una curiosità statistica. È un avvertimento.
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