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WOLFSBURG – In occasione del suo settantesimo compleanno, Bernd Osterloh – per oltre quindici anni alla guida del Betriebsrat (il consiglio di rappresentanza aziendale) di Volkswagen e figura di rilievo nelle dinamiche interne del gruppo – ha tracciato una disamina dettagliata dello stato di salute del colosso automobilistico tedesco.
Nel corso di un’intervista concessa alla stampa locale (Wolfsburger Nachrichten), Osterloh ha manifestato profonda preoccupazione per il clima aziendale attuale. Secondo l'ex rappresentante sindacale, la sensazione diffusa all'interno delle catene di montaggio e nei centri di ricerca è quella di un progressivo scollamento tra le decisioni del management e la base lavorativa: «In Volkswagen qualcosa si sta rompendo, i dipendenti non si sentono più coinvolti né ascoltati», ha dichiarato.
Osterloh si è poi soffermato sui nodi strategici che stanno penalizzando la competitività di VW su scala globale. Il punto critico risiede nella transizione verso la mobilità elettrica e nella gestione del software per le vetture connesse e a guida autonoma. Secondo l'ex presidente del consiglio d'azienda, la pretesa storica di sviluppare ogni tecnologia internamente non è più sostenibile:«Bisogna prenderne atto: sui sistemi software, sulle architetture per la guida autonoma e sulla tecnologia delle batterie, marchi come quelli cinesi o statunitensi si muovono su livelli differenti rispetto ai costruttori tedeschi.»
Per superare il divario, Osterloh individua una sola strada: superare i confini aziendali e stringere alleanze strategiche con partner tecnologici specializzati. Relativamente alla gestione dei costi e ai paventati piani di ristrutturazione degli impianti, Osterloh ha ribadito la necessità di tutelare la solidità industriale ed economica del gruppo, avvertendo tuttavia che misure drastiche o la chiusura improvvisa dei siti produttivi non rappresentano risposte strutturali prive di una visione strategica a lungo termine.