L'autovelox con l'Intelligenza Artificiale è già operativo: ti guarda nell'abitacolo come il "Grande Fratello"

L'autovelox con l'Intelligenza Artificiale è già operativo: ti guarda nell'abitacolo come il "Grande Fratello"
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Non solo eccesso di velocità: il nuovo sistema "SafeDrive" in fase di test sulla Fi-Pi-Li è in grado di scrutare all'interno delle vetture per sanzionare chi usa lo smartphone o non allaccia le cinture. Una rivoluzione per la sicurezza che accende il dibattito sulla privacy.
25 agosto 2026

L'occhio elettronico non si limita più a leggere un numero su una targa o a calcolare i chilometri orari. Da oggi, la tecnologia di controllo stradale fa un vero e proprio salto quantico, iniziando a guardare direttamente all'interno delle nostre automobili. Il palcoscenico di questa rivoluzione tecnologica è la Toscana, dove ha da poco preso il via una sperimentazione che promette di terrorizzare i furbetti del volante e, al contempo, di sollevare delicati interrogativi legati alla sfera della privacy.

Il nuovo incubo degli automobilisti indisciplinati si chiama Autovelox SafeDrive: non si tratta del classico macchinario a bordo strada, ma di un sistema avanzato alimentato dall'Intelligenza Artificiale, capace di elaborare in tempo reale le immagini per analizzare i comportamenti del conducente. Il test operativo, ufficialmente autorizzato dalla Città Metropolitana di Firenze, è scattato lungo i 100 chilometri della Firenze-Pisa-Livorno (la nota Fi-Pi-Li), una delle arterie indubbiamente più trafficate e critiche dell'intera regione.

Nello specifico, il dispositivo IA è stato posizionato nel territorio comunale di Lastra a Signa. La scelta non è casuale: si tratta di uno snodo nevralgico e strategico della superstrada, che permette alle telecamere intelligenti di monitorare contemporaneamente i flussi di traffico in entrambe le direzioni di marcia (sia verso il capoluogo fiorentino, sia verso il litorale pisano e livornese).

Telefono, cinture e lettura targhe: a cosa dà la caccia

Ma cosa riesce a vedere esattamente questo nuovo autovelox? Grazie agli algoritmi di machine learning, il SafeDrive supera il vecchio concetto di autovelox per trasformarsi in un vigile virtuale a tutto tondo. Il software è stato infatti addestrato per riconoscere due delle infrazioni più pericolose e diffuse:

  • L'uso dello smartphone alla guida: il sistema individua se il guidatore ha un dispositivo in mano o vicino all'orecchio.

  • Il mancato uso della cintura: le lenti riescono a rilevare l'assenza del dispositivo di sicurezza sul corpo del conducente e dei passeggeri.

A queste funzioni di analisi dell'abitacolo si aggiunge la tradizionale, ma sempre efficiente, lettura automatizzata delle targhe, che permette di incrociare i dati in tempo reale per verificare coperture assicurative, revisioni scadute o auto rubate.

L'impiego dell'intelligenza artificiale per "spiare" dentro i veicoli in corsa apre inevitabilmente scenari del tutto nuovi. Se da un lato lo strumento potrebbe abbattere drasticamente gli incidenti causati dalla distrazione, dall'altro solleva legittimi dubbi su quanto l'occhio dello Stato possa spingersi a scrutare nell'abitacolo privato dei cittadini.

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