Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Non più soltanto auto elettriche hi-tech low cost vendute a prezzi aggressivi rispetto alle rivali europee, giapponesi e coreane. Oggi le auto cinesi stanno conquistando anche uno degli ultimi bastioni storicamente presidiati dai costruttori occidentali: quello delle auto di lusso e ultra lusso.
Il caso più emblematico di questa trasformazione è la Maextro S800, berlina premium sviluppata da Huawei in collaborazione con il gruppo JAC, che ha riscritto le gerarchie nel segmento sopra i 100 mila dollari. Un risultato che rappresenta un vero spartiacque culturale e industriale: per la prima volta un marchio cinese non si limita a entrare nel mercato del lusso, ma arriva a dominarlo, superando nomi iconici come Mercedes-Benz, Porsche e BMW.
Alla base di questo successo c’è una combinazione vincente di innovazione tecnologica, cura maniacale dei dettagli, prezzi più competitivi e una crescente fiducia dei consumatori cinesi nei brand nazionali. Nel dettaglio, la Maextro S800 è una berlina high-class proposta a un prezzo compreso tra 708.000 yuan e oltre un milione di yuan, pari a circa 100.000-145.000 dollari, nettamente inferiore a quello di modelli simbolo del lusso come Mercedes-Maybach o Rolls-Royce, pur offrendo dotazioni da vera ammiraglia.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, dal debutto sul mercato avvenuto a maggio il modello firmato Huawei-JAC ha superato nelle vendite tutte le auto di lusso con prezzo superiore ai 100 mila dollari in Cina, riuscendo a battere non solo la Porsche Panamera e la Mercedes Classe S, ma anche la BMW Serie 7, persino se considerate complessivamente.
Il successo della Maextro S800 si fonda su elementi ben precisi che stanno ridefinendo il concetto stesso di auto di lusso nel mercato cinese. Il modello è disponibile in versioni completamente elettriche o a autonomia estesa e integra avanzati sistemi di assistenza alla guida sviluppati da Huawei, oltre a funzioni come il parcheggio automatico e le porte ad apertura intelligente.
L’abitacolo punta apertamente sul cosiddetto “fattore wow”: cielo stellato in stile Rolls-Royce realizzato con centinaia di fibre ottiche, pulsanti in cristallo, triplo schermo frontale e persino un proiettore da 40 pollici per i passeggeri posteriori. È importante sottolineare che Huawei non produce direttamente le vetture, ma fornisce la piattaforma tecnologica, il software e la rete commerciale, mentre la produzione è affidata a JAC nello stabilimento di Hefei.
Questo modello industriale si sta dimostrando estremamente efficace: il colosso tech di Shenzhen è riuscito a trasferire il proprio know-how digitale nel settore automotive, intercettando la domanda di una clientela alto-spendente sempre più interessata a intelligenza artificiale, connettività e servizi digitali, spesso più del prestigio storico del marchio.
Come sottolinea China Daily, il segmento premium cinese sta vivendo una rapida ridefinizione, con i marchi domestici capaci di abbattere barriere di prezzo e percezione che fino a pochi anni fa sembravano invalicabili. In appena 202 giorni dal lancio, le consegne cumulative della Maextro S800 hanno superato quota 10.000 unità, stabilendo un nuovo record tra le berline di lusso a nuova energia.
I dati confermano che non si tratta di un fenomeno isolato, ma di una tendenza strutturale. Nei primi undici mesi dell’anno, le vendite di auto cinesi a marchio nazionale hanno raggiunto quasi 19 milioni di unità, con una quota prossima al 70% del mercato complessivo.
Nel segmento delle nuove energie sopra i 300.000 yuan, i brand cinesi controllano ormai oltre l’80% delle vendite. Marchi come AITO, NIO e BYD hanno consolidato la propria presenza nel premium, mentre i costruttori tedeschi faticano: BMW, Mercedes e Audi registrano cali a doppia cifra e anche Porsche, un tempo fortissima in Cina, ha visto ridursi drasticamente i volumi rispetto ai massimi del 2021.
Alla base di questo ribaltamento c’è un cambiamento profondo nella mentalità dei consumatori. I giovani clienti ad alto reddito valutano oggi con maggiore razionalità il rapporto tra prezzo, tecnologia e qualità dell’esperienza complessiva. I costruttori cinesi possono contare su filiere altamente integrate, costi inferiori e una rapidità di sviluppo che consente aggiornamenti tecnologici molto più veloci rispetto ai concorrenti tradizionali.
A parità di prezzo, le auto di lusso cinesi offrono spesso più funzioni intelligenti e dotazioni più ricche. Non manca infine una dimensione simbolica: scegliere un’auto di lusso “Made in China” è diventato anche un atto di fiducia nel progresso tecnologico nazionale. Resta da capire se questo successo sarà sostenibile nel lungo periodo, ma una cosa è ormai evidente: il lusso automobilistico, in Cina, parla sempre più cinese.