La frenata delle auto elettriche cinesi: i nuovi limiti di velocità imposti da Pechino mettono alla prova gli EV del Dragone

La frenata delle auto elettriche cinesi: i nuovi limiti di velocità imposti da Pechino mettono alla prova gli EV del Dragone
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I nuovi limiti di velocità imposti da Pechino mettono alla prova gli EV più veloci: le auto elettriche cinesi potrebbero dover ridurre l’accelerazione 0-100 km/h a 5 secondi di default, segnando una svolta per il mercato e la sicurezza stradale.
17 gennaio 2026

In Cina, nel più grande mercato di auto elettriche, la competizione si gioca sempre di più sulle prestazioni. Con oltre 130 costruttori attivi e clienti sempre più informati ed esigenti, l’accelerazione 0-100 km/h è diventata una leva di marketing decisiva: Suv e berline elettriche capaci di scattare come supercar, spesso sotto i 3 o 4 secondi, hanno consolidato l’immagine hi-tech e aggressiva degli EV cinesi.

Marchi come Xiaomi, Zeekr e BYD hanno fatto della performance estrema il loro biglietto da visita, trasformando la velocità in simbolo di innovazione e prestigio. In Cina questa enfasi sulle prestazioni ha portato a numeri impressionanti, con alcuni modelli capaci di accelerare da fermo a 100 km/h in tempi vicini o inferiori ai 3 secondi, prestazioni che fino a poco tempo fa erano riservate solo alle supercar di lusso.

Tuttavia, questa corsa alle “sparate” elettriche si scontra ora con un problema crescente: non tutti i guidatori riescono a gestire prestazioni così elevate, soprattutto nel traffico congestionato delle grandi città cinesi, e questo ha attirato l’attenzione delle autorità sulla sicurezza stradale.

Limiti di velocità sulle auto elettriche cinesi: Pechino frena le prestazioni

Proprio per ridurre gli incidenti legati all’accelerazione istantanea degli EV, il governo di Pechino ha messo in consultazione una nuova normativa nazionale. Il progetto, parte della bozza “Technical Conditions for Motor Vehicle Operation Safety”, prevede che tutte le auto elettriche cinesi e i veicoli plug-in hybrid si avviino di default con una modalità che limita lo 0-100 km/h a non meno di 5 secondi, obbligando il guidatore a selezionare manualmente una modalità più performante se desidera sfruttare accelerazioni più rapide.

L’obiettivo dei limiti di velocità non è vietare le prestazioni, ma ridurre i rischi nei momenti critici, come partenze in città o in parcheggi affollati, dove anche frazioni di secondo possono fare la differenza nella possibilità di controllo del veicolo. La norma è al vaglio del pubblico e potrebbe entrare in vigore per i nuovi modelli già a partire dal 2026 o 2027, in linea con gli sforzi del governo di migliorare la sicurezza stradale e armonizzare l’uso delle tecnologie di assistenza alla guida.

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Sicurezza EV e futuro delle auto elettriche cinesi

La proposta di Pechino si inserisce in un quadro più ampio di regolamentazione EV e sicurezza per le auto elettriche cinesi. Oltre ai limiti di accelerazione, le nuove norme includono sistemi di prevenzione dell’errata pressione dei pedali, interruzione automatica della potenza in caso di accelerazioni improvvise, controlli avanzati sulle batterie con monitoraggio costante e avvisi audio-visivi in caso di anomalie termiche, oltre a requisiti di sicurezza per porte, vetri e sistemi avanzati di assistenza alla guida.

Questa impostazione riflette la crescente consapevolezza delle autorità sul fatto che una potenza e un’accelerazione sempre più elevate, se non gestite con criteri di responsabilità, possono tradursi in rischi reali per l’utente medio. Se i limiti di velocità entreranno definitivamente in vigore, potrebbero segnare la fine di un’epoca per gli EV cinesi costruiti attorno alle prestazioni estreme.

E, considerando il ruolo centrale della Cina nel definire tendenze e standard globali per la mobilità elettrica, questa scelta normativa potrebbe avere effetti anche in Europa e altri grandi mercati, cambiando il modo in cui le auto elettriche cercano di attrarre i clienti e definendo nuovi criteri di sicurezza per i veicoli ad alte prestazioni.

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