Legge di Bilancio 2027: sale al 90% la deducibilità per le auto elettrificate, ma solo per gli agenti di commercio

Legge di Bilancio 2027: sale al 90% la deducibilità per le auto elettrificate, ma solo per gli agenti di commercio
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Il provvedimento varato dal Governo innalza il tetto di spesa fiscalmente riconosciuto a 35.000 euro per l'acquisto di vetture elettriche e ibride da parte dei rappresentanti. Deluse le associazioni di categoria, che auspicavano una riforma strutturale della fiscalità per tutte le flotte aziendali.
3 novembre 2026

Il perimetro delle agevolazioni fiscali per il rinnovo del parco auto professionale si allarga, ma con confini estremamente circoscritti. L'articolo 22 del Disegno di Legge di Bilancio, approvato dal Governo a fine ottobre e ora all'esame della Camera, introduce un potenziamento delle deduzioni sui costi dei veicoli a basso impatto ambientale. 

La misura, tuttavia,entrerà in vigore nel 2027 ed è riservata in via esclusiva agli agenti e ai rappresentanti di commercio che operano in regime ordinario di tassazione (restano dunque esclusi i contribuenti in regime forfettario).

L'impianto normativo attuale consente agli agenti di commercio di dedurre analiticamente l'80% dei costi dell'auto,indipendentemente dal tipo di alimentazione, imponendo però un tetto massimo di spesa fiscalmente riconosciuto pari a 25.822,84 euro (corrispondente al vecchio limite di 50 milioni di lire).

Tuttavia, con la nuova Manovra le regole cambiano in modo sostanziale, ma solo per l'acquisto di veicoli elettrici puri e ibridi. In quest'ultima categoria, come specifica la relazione tecnica del Ddl, rientrano tutte le declinazioni tecnologiche (mild-hybrid, full-hybrid e plug-in) senza alcun vincolo legato alle emissioni di CO2. Per queste motorizzazioni, la percentuale di deducibilità salirà dal 2027 al 90%, mentre il limite di costo riconosciuto dal fisco compirà un balzo fino a 35.000 euro.

L'impatto contabile è notevole: acquistando una vettura elettrificata da 35.000 euro, il totale del costo sottraibile al reddito imponibile nel corso degli anni passerebbe dagli attuali 20.658 euro a ben 31.500 euro, segnando un incremento del 52,5%. Sul fronte del noleggio a lungo termine e della locazione, il limite annuo deducibile resta ancorato a 5.164,57 euro, ma per le elettriche e le ibride si applicherà comunque la nuova e più vantaggiosa aliquota del 90%.

Le stime governative calcolano che la platea potenziale sia di circa 156.000 veicoli intestati agli agenti di commercio,considerando un ciclo di sostituzione quadriennale. Dal punto di vista del gettito erariale, l'impatto di cassa sarà nullo per il 2027, per poi generare minori entrate stimate in 7,5 milioni di euro nel 2028, destinate a stabilizzarsi a 17,5 milioni annui a partire dal 2032.

La reazione della filiera: un'occasione mancata

Se da un lato la categoria dei rappresentanti incassa un vantaggio concreto, dall'altro la misura ha generato profonda insoddisfazione tra le principali sigle del settore automotive. Associazioni come Anfia, Aniasa, Motus-E e Unrae avevano presentato lo scorso settembre un piano di riforma organica della fiscalità per tutte le auto aziendali, considerato un passaggio cruciale per svecchiare il parco circolante italiano.

Le richieste dell'industria puntavano a una revisione generale per le company car, chiedendo di alzare il limite di deducibilità a 26.000 euro e di rimodulare le percentuali di scarico fiscale in base alle emissioni (fino al 60% per le elettriche pure) superando l'attuale e generalizzato 20%. Per le vetture assegnate in uso promiscuo ai dipendenti,l'obiettivo era passare dall'attuale 70% a soglie comprese tra il 73% e il 90%.

Il Governo ha scelto di non accogliere queste istanze, limitando l'intervento a una singola categoria professionale.Tuttavia, il fatto che l'esecutivo abbia tecnicamente messo mano ai massimali per i veicoli a basse emissioni lascia aperto un minimo margine di manovra: la filiera spera ora nell'iter di conversione parlamentare, confidando nella presentazione di emendamenti che, coperture finanziarie permettendo, possano estendere i nuovi benefici all'intero bacino delle flotte aziendali.

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