Lo strano caso degli Usa: così con Trump hanno perso il treno delle auto elettriche

Lo strano caso degli Usa: così con Trump hanno perso il treno delle auto elettriche
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Le auto elettriche crescono in tutto il mondo, ma negli Usa stanno rallentando. Le politiche commerciali di Trump, i dazi contro la Cina e la riduzione degli incentivi hanno limitato l'offerta e frenato il mercato. Mentre Europa, Canada e Asia accelerano la transizione verso la mobilità elettrica
21 giugno 2026

Le auto elettriche stanno conquistando quote sempre più ampie del mercato globale delle quattro ruote. Negli Usa, tuttavia, è in corso una fase opposta. Come sottolineano i numeri dell'International Energy Agency, nel 2025 le vendite mondiali di auto elettriche sono aumentate del 20%, superando la soglia dei 20 milioni di veicoli.

Per dirla diversamente, e in maniera più semplice, oggi una nuova auto su quattro venduta nel mondo è elettrica. La crescita è stata trainata soprattutto dalla Cina, dall'Europa e da numerosi mercati emergenti, dove l'offerta di modelli a basso costo continua ad aumentare. Negli Stati Uniti, dicevamo, il settore ha invece rallentato in modo significativo.

I dati di Kelley Blue Book mostrano che le vendite di auto elettriche negli Usa sono diminuite del 2% nel 2025, interrompendo una tendenza positiva che durava da anni. Si tratta di un risultato sorprendente se si considera che anche negli Usa i prezzi della benzina sono aumentati e che la domanda di mobilità sostenibile continua a crescere.

Il problema, a detta di alcuni analisti, non riguarderebbe però l'interesse dei consumatori, bensì la disponibilità di modelli competitivi. Le scelte adottate dall'amministrazione Trump hanno infatti reso più difficile l'accesso alle auto elettriche più economiche presenti sul mercato globale.

Le vendite di auto elettriche negli Usa frenano? Colpa dell'offerta

Secondo un'analisi pubblicata dal portale Rest of World, il vero nodo per gli Usa è l'offerta. Le auto elettriche che stanno trainando la crescita globale sono in gran parte prodotte in Cina e appartengono alla fascia più accessibile del mercato. Ebbene, negli Stati Uniti questi modelli sono praticamente assenti a causa dei dazi introdotti e rafforzati da Donald Trump.

Cosa vuol dire? Oggi le auto elettriche cinesi sono soggette a tariffe del 100%, alle quali si aggiunge un ulteriore dazio del 25% sulle auto importate. A questo si è sommata la fine del credito fiscale federale da 7.500 dollari che aveva contribuito a rendere più accessibili i veicoli elettrici. Le conseguenze sono facili da intuire.

Nel quarto trimestre del 2025 le vendite di auto elettriche negli Usa sono crollate del 36% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre nel primo trimestre del 2026 il calo è stato del 27%. Alcuni costruttori americani hanno registrato una contrazione delle vendite elettriche compresa tra il 60% e il 70%.

Nello stesso periodo l'Europa ha continuato ad accogliere i produttori cinesi attraverso nuovi accordi commerciali, mentre il Canada ha ridotto le barriere all'importazione. Il risultato è che i consumatori europei e canadesi hanno accesso a una gamma sempre più ampia di auto elettriche, mentre gli Usa restano uno dei pochi grandi mercati occidentali quasi completamente chiusi ai modelli più competitivi.

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La strategia di Trump e il rischio degli Stati Uniti

Il rischio è che gli Stati Uniti perdano terreno proprio nel settore che dovrebbe guidare il futuro dell'automotive. La Cina controlla una parte dominante della filiera globale delle batterie e rappresenta il principale polo produttivo per le auto elettriche. Marchi come BYD, Geely e Chery stanno espandendo rapidamente la loro presenza internazionale e, come se non bastasse, molte case automobilistiche occidentali hanno scelto di collaborare con i gruppi cinesi per ridurre i costi e accelerare lo sviluppo di nuovi modelli.

Stellantis, per esempio, ha stretto accordi con Leapmotor e Dongfeng per sviluppare veicoli elettrici destinati a diversi mercati internazionali. Negli Usa, invece, le auto elettriche rappresentano appena il 5,8% delle nuove immatricolazioni, una quota inferiore rispetto a quella registrata in molti altri Paesi industrializzati.

La strategia di Trump punta a proteggere l'industria nazionale dalla concorrenza cinese, ma diversi analisti ritengono che il risultato possa essere l'effetto opposto: un mercato meno competitivo, prezzi più elevati e minori possibilità di scelta per i consumatori. Insomma, se il resto del mondo accelera sulla transizione elettrica, gli Stati Uniti rischiano di restare indietro proprio in un momento cruciale.

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