Londra, è caos per le supercar con targa estera: migliaia di multe, quasi nessuno le paga

Londra, è caos per le supercar con targa estera: migliaia di multe, quasi nessuno le paga
Pubblicità
Nel cuore di Londra le supercar provenienti dai Paesi del Golfo sono sempre più spesso protagoniste di episodi di parcheggio illegale. Il problema non riguarda tanto l’emissione delle multe, quanto la difficoltà di riscuoterle quando il veicolo è immatricolato fuori dal Regno Unito
3 settembre 2026

Ferrari, Lamborghini, Bentley, McLaren e Rolls-Royce con targhe straniere fanno ormai parte del paesaggio estivo dei quartieri più esclusivi di Londra. In particolare nelle zone di Westminster e Knightsbridge, nei pressi dei grandi magazzini Harrods, non è raro vedere auto dal valore di centinaia di migliaia di euro ferme in aree di carico e scarico, fermate degli autobus, stalli riservati ai taxi o sulle doppie linee gialle, che nel Regno Unito indicano il divieto di sosta. Il dato più sorprendente, però, arriva dalle multe: tra il 2018 e il 2022 Westminster ha registrato 13.423 contravvenzioni a carico di veicoli immatricolati negli Emirati Arabi Uniti, ma soltanto l’1% risulta effettivamente pagato.

Il fenomeno è particolarmente evidente durante i mesi estivi, quando numerosi proprietari facoltosi portano a Londra le proprie auto dall’area del Golfo. Le strade dei quartieri più ricchi della capitale britannica si riempiono di Ferrari, Lamborghini, McLaren, Bentley e Rolls-Royce con targhe di Qatar, Emirati Arabi Uniti e altri Paesi della regione. Una delle zone più problematiche sarebbe quella intorno a Harrods, dove la scarsità di parcheggi rende ancora più evidente il fenomeno. Le multe per sosta vietata in queste aree possono raggiungere cifre nell’ordine di 150-215 dollari, una somma relativamente contenuta rispetto al valore delle automobili coinvolte. In alcuni casi, inoltre, il costo per trasportare una supercar dal Golfo al Regno Unito sarebbe di circa 34.000 dollari a tratta. Un dettaglio che rende comprensibile, almeno dal punto di vista economico, perché una sanzione per parcheggio possa rappresentare un deterrente assai debole per i proprietari più facoltosi.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Il caso degli Emirati e quello del Qatar

I numeri di Westminster fotografano con chiarezza le dimensioni del problema. Nel periodo 2018-2022, sui 13.423 verbali indirizzati a veicoli con targa degli Emirati Arabi Uniti, il tasso di pagamento è stato appena dell’1%. I dati ufficiali del consiglio municipale mostrano inoltre differenze significative tra i vari Paesi: per le vetture francesi il tasso di pagamento è stato del 10%, per quelle del Qatar del 6% e per quelle belghe del 14%. Ma c’è un dato ancora più recente e indicativo. Nel 2025 i veicoli immatricolati in Qatar hanno ricevuto 2.570 multe nel solo distretto di Westminster, più di qualsiasi altro Paese straniero. Complessivamente, quattro Stati del Golfo – Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Kuwait – avrebbero rappresentato il 41% delle contravvenzioni destinate a veicoli stranieri nel territorio.

La questione non è quindi l'assenza di controlli. Westminster continua a emettere Penalty Charge Notices (PCN) e le autorità possono intervenire anche nei confronti delle auto con immatricolazione estera. Il punto critico è la fase successiva: individuare il proprietario e recuperare materialmente il denaro quando il veicolo è registrato in un Paese con cui il Regno Unito non dispone degli stessi meccanismi di scambio dei dati utilizzati in Europa. La situazione è però meno netta per le targhe europee. Transport for London (TfL) spiega infatti che per i veicoli non britannici utilizza procedure specifiche e, attraverso l'agenzia European Parking Collections, può cercare di ottenere i dati del proprietario e recuperare le sanzioni. TfL afferma inoltre di avere collegamenti con numerose agenzie europee per il recupero delle penalità.

È proprio questa differenza a creare una sorta di vuoto nell'enforcement per alcune immatricolazioni extraeuropee. Il governo britannico ha riconosciuto le difficoltà nello scambio internazionale dei dati necessari alla riscossione dei debiti civili, mentre Westminster sostiene di applicare le regole anche ai conducenti stranieri. Al momento, però, non è prevista una nuova facoltà generalizzata per sequestrare automaticamente i veicoli legati a multe di parcheggio non pagate. Il risultato è paradossale: la multa viene emessa, ma per alcune supercar con targa estera trasformarla in un pagamento effettivo può essere estremamente complicato.

Argomenti

Ultime da News

Pubblicità