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La cronica carenza di autisti continua a rappresentare una delle principali emergenze del settore dei trasporti in Italia. Un problema che riguarda non soltanto il trasporto merci, ma anche il trasporto pubblico locale, dove sempre più aziende faticano a trovare personale qualificato. In questo contesto si inserisce l'iniziativa lanciata da ATAP, la società che gestisce il servizio autobus nelle province di Biella e Vercelli, che ha deciso di guardare al Marocco per reperire nuovi conducenti e garantire la continuità del servizio sul territorio.
Il progetto nasce da un accordo avviato con il Consolato Generale del Marocco a Torino e punta a creare un percorso strutturato di formazione e inserimento lavorativo. L'obiettivo dichiarato è coprire almeno 25 posizioni oggi vacanti tra Biellese e Vercellese, territori nei quali la ricerca di autisti si è rivelata sempre più complessa negli ultimi anni. Verrà realizzata una vera e propria Academy dedicata alla formazione dei futuri conducenti. ATAP si farà carico del costo per il conseguimento della patente professionale e della Carta di Qualificazione del Conducente (CQC), un investimento che può superare i 3.500 euro per ciascun candidato. A questo si aggiungerà il sostegno economico per l'alloggio durante i primi sei mesi di permanenza in Italia. L'iniziativa segue modelli già sperimentati in altre realtà del Nord Italia, dove programmi analoghi hanno consentito di attenuare la carenza di personale nei servizi di trasporto pubblico.
La scelta di rivolgersi al mercato del lavoro marocchino si inserisce in uno scenario più ampio che coinvolge l'intero comparto della mobilità. La mancanza di conducenti professionali rappresenta oggi uno dei principali ostacoli alla crescita del settore dei trasporti. Un elemento che potrebbe favorire il progetto ATAP è l'entrata in vigore, dal giugno 2025, del nuovo accordo tra Italia e Marocco sul reciproco riconoscimento delle patenti di guida, che semplifica le procedure di conversione dei titoli abilitativi e facilita l'inserimento lavorativo dei conducenti provenienti dal Paese nordafricano. L'iniziativa piemontese ha già acceso il dibattito politico locale, con alcune forze che contestano la scelta di reclutare personale all'estero e altre che la considerano una risposta pragmatica alla mancanza di candidature italiane. Al di là delle polemiche, il caso di Biella e Vercelli evidenzia una tendenza sempre più diffusa nel mondo dei trasporti: per garantire la continuità dei servizi e mantenere elevati standard operativi, aziende pubbliche e private sono costrette a cercare nuove soluzioni di reclutamento oltre i confini nazionali. Una strategia che potrebbe diventare sempre più frequente nei prossimi anni, soprattutto in un mercato del lavoro caratterizzato dall'invecchiamento della forza lavoro e dalla crescente difficoltà nel reperire autisti qualificati.