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Mercato Europa: a maggio torna il sereno

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Dopo le flessioni degli ultimi mesi, il dato delle vendite di nuove auto in Europa riporta valori allineati allo stesso mese dell’anno scorso.

Mercato Europa: a maggio torna il sereno

Solo poche centinaia di veicoli, appena 600, ma bastano a riportare il dato in territorio positivo: i dati forniti da Acea, l’Associazione dei Costruttori europei, per il mese di maggio indicano che nell’Europa dei 28+EFTA sono state immatricolate 1.443.708 vetture, contro 1.443.127 di maggio 2018, pari ad un +0,04%.

Il cumulato da inizio anno, visti i risultati dei mesi precedenti, resta ancora in territorio negativo del 2%, con 6.935.028 vendite contro 7.077.244 dei primi cinque mesi 2018.

Andamento non uniforme tra i 5 Major Market: a maggio, Germania e Francia aumentano il volume del proprio immatricolato, mentre Italia (vedi qui), Regno Unito e Spagna flettono.

Dall’analisi per alimentazione, a maggio si registra un altro pesante calo per le vendite di auto diesel, con -20% e 41,8% di quota, 10 punti in meno su maggio 2018; a tale dato corrisponde l’ovvia crescita della richiesta di auto a benzina, in aumento nel mese del 23 % e quota di mercato del 44% (+8,5 punti su maggio 2018).

Le vetture ad alimentazione alternative  totalizzano nel mese un delta positivo di 2.207 unità, e valgono il 14,4% del mercato, in crescita dell’8%; in aumento le immatricolazioni di auto GPL (+4,5%), mentre quelle a metano calano in maniera netta, -31% e con appena l’1,9% di quota.

Le auto elettriche, con una quota di mercato dello 0,6%, sono quasi raddoppiate, mentre le ibride crescono del 36%, (+63% le ibride plug-in); le nuove registrazioni di auto ibride ed elettriche valgono il 6% del mercato.

Nel cumulato dei primi cinque mesi del 2019, le vendite di vetture diesel calano del 24%, superate in quantità dalle auto a benzina e quelle a metano del 39%; sono in crescita le vendite di auto a benzina (+24%), GPL (+5%), elettriche (+97 %) e ibride (+33,5%).

Le marche italiane hanno registrato a maggio in Europa 101.244 immatricolazioni (-8,3%), con quota di mercato del 7%, con andamento positivo per il brand Lancia/Chrysler (+19,8%); nel periodo gennaio-maggio 2019, le immatricolazioni  italiane sono state 450.138 (-8,6%) con quota del 6,5%; vanno bene i marchi Jeep (+2,1%) e Lancia/Chrysler (+30,8%).

Germania

La locomotiva d’Europa riparte a maggio, segnando un +9,1% con 332.962 unità rispetto a maggio 2018; con 1.523.769 immatricolazioni, i primi 5 mesi del 2019 sono ora positivi per l’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Da sottolineare l’ottima performance delle vetture diesel che, con 110.824 unità a maggio (+16,2%), porta il cumulato 2019 a sfiorare le 506.000 immatricolazioni (+4,5%) con una quota del 33,2%; le immatricolazioni a benzina sono invariate a maggio (+0,7% sul 2018) con 196.492 unità e 901.590 immatricolazioni da inizio 2019, e quota al 59,2% del totale; ottime prestazioni a maggio anche per le alimentazioni ibride (+87,5%) ed elettriche (+100,4%).

Nel mese, le immatricolazioni a persone giuridiche sono il 62,9% del totale (+12,1%), al 63,8% nei primi 5 mesi del 2019; i privati aumentano del 4,5% a maggio e con oltre 551.000 unità da inizio 2019 riportano il secondo miglior risultato dal 2009.

Francia

Il mercato registra a maggio 193.948 immatricolazioni, con incremento dell’1,2% sulle 191.702 dello scorso anno: tale risultato porta il cumulato a 935.478 vendite, in linea con lo stesso periodo 2018.

Riflettori puntati sul diesel, che tende ad appiattirsi in quota percentuale, valendo il 34,4% nei primi cinque mesi del 2019 rispetto al 40,5% del cumulato 2018; a beneficiarne è la benzina, che sale quasi al 59% di quota rispetto al 53,7% dei primi 5 mesi 2018, mentre le vetture ibride sfiorano il 5% di quota nel cumulato 2019 e le elettriche superano le 16.500 unità nel 2019, rispetto alle 11.200 del 2018.

Spagna

Svanito l’effetto positivo della Settimana Santa, il mercato spagnolo a maggio con 125.625 unità riporta un calo del 7,3% rispetto allo stesso mese del 2018, calo che si consolida nel cumulato da inizio anno, con 561.953 unità (-5,1%) rispetto alle 592.274 del 2018.

Preoccupa la flessione dei privati, che a maggio segnano un -11,2% rispetto al 2018, in linea con la contrazione sui cinque mesi 2019 (-11,1%) rispetto al 2018; la flessione coinvolge anche il noleggio (- 11,2% a maggio), mentre il solo canale che registra una crescita è quello delle società, con un +3,6% a maggio e +3,8% nel cumulato.

L’Associazione dei concessionari stima un totale di circa 1,2 milioni di nuove vetture a fine 2019 (-5%), contrazione che non sostiene il rinnovo del parco circolante.

Gran Bretagna

A maggio il mercato inglese flette ancora con 183.724 unità rispetto alle 192.649 del 2018 (-4,6%); nei primi cinque mesi si registra un calo del 3,1% con 1.045.824 vendite, 33.000 veicoli in meno sul 2018.

Il crollo importante dell’immatricolato diesel (segno negativo per il 26° mese consecutivo) sia nel mese (-18%) che nei primi 5 mesi dell’anno (al 27,7% di quota), non è compensato dal rialzo delle auto a benzina, che crescono dell’1% sul mese e del 3,6% nel 2019 rispetto al 2018; la nota positiva arriva dalle alimentazioni alternative (+11,7% a maggio 2019 e 13,8% nei 5 mesi del 2019).

Sul fronte canali di vendita, perdura il calo dei privati, -5% a maggio 2019 e -2,9% per i 5 mesi 2019; nel mese, la contrazione delle immatricolazioni colpisce anche il noleggio, con un -3% sul 2018, nonostante le oltre 100.000 unità e quota salita al 54,7% del totale; crollo per le società, -29% a maggio e quasi -40% nei 5 mesi 2019.

I commenti delle Associazioni

«Restano molto lontani i tempi in cui l’Italia rappresentava il secondo mercato europeo - afferma Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’Unrae -: ormai il nostro Paese si posiziona stabilmente al quarto posto, ma con quota calante sul totale ed un divario crescente dal primo mercato, che resta sempre il tedesco. Al di là delle singole oscillazioni mensili, guidate anche da fattori stagionali e contingenti dei singoli mercati, va sottolineato che nei primi cinque mesi dell’anno l’Italia vale appena il 13,5% del mercato EU28, rispetto al 13,8% dello stesso periodo 2018 e raggiunge solo il 59,7% del mercato tedesco, rispetto al 63,2% dello stesso periodo 2018: a farne le spese non sono solo gli operatori del settore, ma tutto il sistema-Paese».

«Difficile fare previsioni - afferma Paolo Scudieri, Presidente di Anfia - sull’andamento di un mercato europeo influenzato da tanti fattori economici, politici e, non ultimi, normativi, considerando l’impatto dei target di riduzione delle emissioni di CO2 al 2021, al 2025 e al 2030 sui piani di sviluppo dei costruttori europei di auto. In termini generali, le stime attuali parlano di volumi di immatricolazioni in leggera contrazione per il 2019».
 

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