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Nel mercato dell'usato la fiducia è tutto, eppure sembra proprio che gli italiani ne abbiano sempre meno. Un nuovo sondaggio CARFAX, che ha coinvolto oltre 4000 persone tra chi ha comprato un'auto di seconda mano negli ultimi dodici mesi e chi ha intenzione di farlo a breve, disegna uno scenario preoccupante: ben il 67% dei nostri connazionali ritiene che incappare in una frode sia "spesso" o addirittura "molto spesso" possibile quando si acquista un veicolo usato. Una percentuale più alta rispetto a paesi come Spagna e Germania, che racconta di un clima di sospetto diffuso e di una consapevolezza del rischio ormai radicata.
E non si tratta solo di paure astratte. Il 19% degli italiani intervistati ammette di aver subito direttamente una truffa durante l'acquisto di un'auto usata, un dato che trasforma la prudenza in necessità concreta. Marco Arban, Direttore del Business Development Europa di CARFAX, sintetizza la questione con chiarezza: "Nel mercato dell'usato la differenza tra un buon affare e una cattiva sorpresa è spesso nascosta nei dettagli della storia del veicolo. Il nostro obiettivo è mettere i consumatori nelle condizioni di fare scelte consapevoli, riducendo i rischi e aumentando la fiducia".
Ma quali sono le truffe che gli italiani temono di più? In cima alla lista delle preoccupazioni c'è la manomissione del contachilometri, citata dal 70% degli intervistati, seguita a ruota dai danni non dichiarati al 67%. Le false dichiarazioni su proprietà e utilizzo precedente del veicolo raccolgono il 42% delle risposte, mentre il 38% teme gli annunci falsi e il 31% la mancata comunicazione di vincoli o ipoteche sull'auto.
Preoccupano anche l'uso di documenti falsi e le truffe legate ai depositi o agli assegni contraffatti, entrambe al 25%, con quest'ultima voce che in Italia raggiunge quasi il doppio rispetto alla Spagna. Chiudono il quadro il rischio di acquistare un'auto rubata o con VIN clonato (24%), le truffe di phishing (8%) e persino il furto del veicolo durante un test drive (7%).
Quando però si passa dalle paure alle esperienze reali, la classifica cambia. La truffa più subita dagli italiani riguarda i danni non dichiarati, segnalati dal 9% di chi ha risposto al sondaggio, seguita dalla manomissione del contachilometri al 6% e dalle bugie su proprietà e utilizzo precedente al 4%. Meno frequenti ma comunque presenti i casi di annunci falsi, documenti contraffatti e vincoli non dichiarati, tutti al 2%, mentre l'1% ha avuto a che fare con auto rubate, VIN clonati o truffe di phishing.
Di fronte a questo scenario, gli italiani non restano con le mani in mano. Il 64% dichiara di verificare il chilometraggio confrontandolo con l'ultimo tagliando o controllo tecnico, mentre il 59% chiede di visionare la documentazione di immatricolazione PRA/ACI. Quasi la metà degli acquirenti, il 49%, controlla il Certificato Digitale di Proprietà e il 46% presta attenzione a eventuali segni di manomissione sul veicolo. Infine, il 43% sceglie di completare il passaggio di proprietà tramite lo Sportello Telematico dell'Automobilista, privilegiando procedure ufficiali e tracciabili.
Sono comportamenti che raccontano di un consumatore sempre più informato e attento, ma anche di un mercato in cui il rischio di truffa resta una variabile con cui fare i conti. Perché senza strumenti adeguati e dati trasparenti sulla storia del veicolo, anche le precauzioni più accurate possono non bastare a evitare brutte sorprese.
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