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Mercato Europa: ad aprile, calma (quasi) piatta

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Vendite in leggero regresso, forse già in attesa delle elezioni: la richiesta di vetture diesel continua a calare

Mercato Europa: ad aprile, calma (quasi) piatta

Il saldo ad aprile di 1.344.863 nuove vetture immatricolate nel mercato dell’Unione Europea e dell’Efta si trasforma in un calo contenuto nello 0,5%: si tratta dell’ottavo segno negativo mensile consecutivo ed il consuntivo dei primi quattro mesi dell’anno si ferma a -2,5%, con 5.491.050 vetture di oggi contro le 5.633.842 del gennaio-aprile 2018.

I cinque maggiori mercati, in cui si concentrano i tre quarti delle immatricolazioni, ad aprile mostrano andamenti contrastanti: il risultato migliore lo consegue la Spagna, dove le immatricolazioni registrano una crescita del 2,6%, seguita dall’Italia che riporta un incremento dell’1,5%; in stagnazione il mercato francese, che cresce dello 0,4%, mentre sono in territorio il mercato tedesco e quello del Regno Unito.  

Le immatricolazioni di auto diesel calano del 22% rispetto ad aprile 2018, attestandosi al 40% di quota; le vetture a benzina, invece, grazie alla crescita del 33% dei volumi sono ora al 45% di quota; le auto ad alimentazione alternativa si attestano al 14,7% (+15% dei volumi), di cui l’1% a zero o a bassissime emissioni (oltre 1.700 unità).

Le marche italiane riportano ad aprile in Europa, 88.755 immatricolazioni (-3%), con quota del 6,6%; vanno bene i brand Lancia/Chrysler (+30%) e Fiat (+0,1%); nel primo quarto dell’anno, le immatricolazioni delle marche italiane toccano a 348.672 unità (-8,8%) con quota del 6,3%; in territorio positivo i marchi Jeep (+7,1%) e Lancia/Chrysler (+33,8%).

Germania

Ad aprile sono state immatricolate 310.715 vetture (-1,1%) e nei primi quattro mesi 2019 il mercato vale 1.190.807 unità (-0,2%).

Gli ordini domestici in entrata registrano nel mese un guadagno significativo su base annua: i clienti tedeschi hanno ordinato il +12% di vetture rispetto ad aprile 2018, a fronte di un -4% di ordini dall'estero in aprile.

Nel mese, le auto a benzina (183.506) sono in calo del 5%, con quota del 59,1%; in lieve calo, per la prima volta nel 2019, la richiesta di auto diesel (104.079), -0,9% rispetto ad aprile 2018, con quota del 33,5%, dopo l’aumento del 2% a gennaio, del 3% a febbraio e del 3% a marzo: in crescita del 105% le auto a GPL, mentre sono in calo del 37% le auto a metano.

Le immatricolazioni di auto elettriche (4.768 unità, quota 1,5%) riportano un aumento del 50%, mentre le ibride (16.814 unità, quota 5,4%) aumentano del 55%; tra queste, le plug-in (3.003 unità, quota 1%) crescono del 14%.

Le vendite ai privati rappresentano il 39% del mercato, con volumi in diminuzione dello 0,6%.

Francia

Ad aprile, le 188.196 nuove immatricolazioni valgono un +0,4% rispetto ad aprile 2018; il cumulato dei primi quattro mesi 2019 è di 741.531 unità, -0,4% rispetto allo stesso periodo 2018.

Secondo l’alimentazione, ad aprile le immatricolazioni di auto diesel perdono il 17% (9.000 unità in meno) e la quota si attesta al 33% (era del 40% ad aprile 2018); le auto a benzina, con il 60% del mercato, conquistano il 6% di quota rispetto ad aprile 2018, grazie ad un incremento delle vendite dell’11%, mentre le auto ad alimentazione alternativa si attestano al 6,9% del totale, in aumento del 23%, con 13.000 vetture, di cui 3.226 elettriche (+70,5% e 1,7% di quota), 1.311 ibride plug-in (+39% e 0,7% di quota), 8.141 ibride tradizionali (+10% e 4,3% di quota).

Spagna

Il paese iberico totalizza 119.417 immatricolazioni ad aprile (+2,6%) e nel primo quadrimestre 2019, i volumi si attestano a 436.328 (-4,5%), confermando la tendenza al ribasso che riguarda soprattutto il canale dei privati, in calo dell’11%: le famiglie non acquistano auto nuove e si registra una crescita (+5% circa) delle vendite dell’usato anche con molti anni di anzianità (fino a 20!), un dato allarmante rispetto alla necessità di rinnovamento del parco circolante. 

Nel dettaglio, il mercato di aprile risulta così ripartito: 5.053 vendite ai privati (-17% e quota del 38%), 36.421 vendite a società (+13% e quota del 30%) e 37.943 vendite per noleggio (+27% e quota del 32%).

Il mercato del primo quadrimestre 2019 registra invece, i seguenti valori: 190.552 vendite ai privati (-11% e quota del 44%), 138.707 vendite alle società (+3,8% e quota del 32%) e 107.069 vendite per noleggio (-1,6% e quota del 24%).

Secondo l’alimentazione, le vendite di vetture diesel nel mese sono calate del 24% con quota del 27,3%, mentre quelle a benzina sono cresciute del 15%, toccando il 63% di quota; le vetture ad alimentazione alternativa valgono il 13% e sono tutte in crescita: elettriche +38% (626 immatricolazioni), ibride tradizionali +30% (7.873 veicoli), ibride plug-in +142% (665 unità), a gas +41% (2.351 immatricolazioni).

Gran Bretagna

Il mercato inglese ad aprile totalizza 161.064 autovetture (-4,1%); nei primi quattro mesi dell’anno i volumi sono di 862.100 unità, un decremento del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2018; in calo del 9%, nel mese, le vendite di auto diesel, la cui quota di mercato si riduce al 28,9% (-2% rispetto ad aprile 2018), con perdita di 5.000 unità; cresce invece di 0,7 punti la quota delle auto a benzina, che conquistano il 64,7% del mercato, pur in diminuzione tendenziale del 3%.

Le auto ad alimentazione alternativa valgono il 6,4% del totale, in aumento del 12,7%: ad aprile, le ibride tradizionali sono in aumento del 31%, le elettriche (a batteria) del 63% mentre le ibride plug-in sono diminuite del 34%. Insieme, auto elettriche (BEV) e ibride plug-in (PHEV) valgono il 2,1% del mercato.

Nel mese, le vendite ai privati calano del 10%, con il 42% di quota; le flotte aziendali registrano volumi in aumento del 2,9% con quota del 55,9%.

I commenti delle Associazioni

«I numeri di aprile - afferma Andrea Cardinali, Direttore Generale Unrae - confermano il permanere di una certa difficoltà in Europa, soprattutto nei mercati britannico e spagnolo. Ma la situazione più difficile, nonostante il segno positivo nel mese, rimane quella italiana, in flessione del 4,6% da inizio anno. Per giunta, nei primi mesi del 2019 in Italia le emissioni di CO2 sono aumentate del 6,5%, per effetto della campagna di demonizzazione sul diesel, che non risparmia e del tutto ingiustificatamente nemmeno le modernissime motorizzazioni Euro 6. Mentre ci si accanisce sulle nuove immatricolazioni con misure penalizzanti, si trascura il vero malato: un parco circolante vetusto, insicuro ed inquinante. La sua età media, con la crisi del 2008, è passata da 7,5 a 10,9 anni, il valore più elevato fra i major markets dopo quello spagnolo, e il trend non si è più invertito. Con i ritmi attuali, per liberare le nostre strade dalle vetture ante Euro 4 servirebbero quasi 14 anni, e nel frattempo anche le Euro 5 saranno divenute archeologia industriale. A nostro avviso, il rinnovo del parco circolante deve diventare una priorità nazionale: è indispensabile che il Governo prenda provvedimenti in un’ottica di neutralità tecnologica, ed è necessario farlo ora».

«Il mercato auto europeo - rileva Paolo Scudieri, Presidente di Anfia - registra una performance relativamente stabile, seppur in un contesto caratterizzato da diversi fattori di rischio, principalmente legati all’andamento dell’economia mondiale. Continua la forte contrazione del diesel: a Spagna (-24%), Italia (-22%), Francia (-17%) e Regno Unito (-9%), si aggiunge per la prima volta nel 2019 anche la Germania, anche se ben inferiore rispetto agli altri major market (-0,9%). Il calo di immatricolazioni di auto diesel in questi mercati è stato del 13% ad aprile, con quasi 50.000 immatricolazioni in meno, e del 16% nei primi quattro mesi dell’anno, con riduzione di volumi che sfiora 250.000 unità. Ricordiamo che l’effetto della flessione della domanda di auto diesel in Europa si è concretizzato, nel 2017, in un aumento delle emissioni medie complessive di CO2 delle nuove auto vendute (+0,4% con 118,5 g/km)».
 

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