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Mercato Europa: tonfo a giugno, semestre rosso

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Il pesante dato mensile, -7,9%, determina una chiusura di semestre negativa, al -3,1%: solo cinque Paesi sono in crescita (Lituania, Romania, Irlanda, Grecia e Cipro), tutti gli altri in calo

Mercato Europa: tonfo a giugno, semestre rosso

I dati resi noti da Acea indicano che a giugno nei Paesi dell’Unione europea allargata e dell’EFTA1 ci sono state 1.491.285 immatricolazioni di nuove auto, in calo del 7,9% rispetto allo stesso mese 2018; con tale situazione, nel primo semestre 2019 i volumi immatricolati toccano 8.426.190 unità, pari al -3,1% sul 2018; in Italia, (per il dettaglio dei dati, vedi qui), nei primi sei mesi del 2019 le immatricolazioni sono state 1.082.197 unità, in calo del 3,5% rispetto ai volumi dello stesso periodo del 2018.

I cinque maggiori mercati, che insieme valgono il 72% delle immatricolazioni, a giugno riportano un calo del 5,6%, che si trasforma in un -2,2% nel semestre; tra tutti, il miglior risultato lo registra la Germania, malgrado il -4,7% di giugno, ma per un pelo chiude in territorio ancora positivo il semestre, al +0,5%.

Le marche italiane hanno raggiunto in Europa 90.249 immatricolazioni a giugno (-13,5%), con quota di mercato del 6,1%; vanno bene i brand Jeep (+1,5%) e Lancia/Chrysler (+7,6%); nel primo semestre 2019, le nuove vetture italiane ammontano a 540.540 unità (-9,5%) con quota del 6,4%; ancora risultati positivi per Jeep (+2%) e Lancia/Chrysler (+27,4%).

Germania

Comprese le 325.231 unità di giugno (-4,7% sul 2018), nei primi sei mesi del 2019 il mercato tedesco totalizza 1.849.000 unità (+0,5%), miglior primo semestre per volumi del decennio: gli ordini domestici da inizio anno sono in rialzo di poco più del 4%, a fronte di un calo di quelli dall'estero di quasi il 6% nel primo semestre, pur in aumento a giugno del 3%; nel mese, le vendite ai privati diminuiscono del 4%, ora il 36% del mercato.

L’analisi per motorizzazione dei primi sei mesi evidenzia una quota del 59,4% delle vetture a benzina (-5,4%), del 32,9% le diesel (+3%) e del 7,7% per quelle ad alimentazione alternativa: queste ultime nel primo semestre 2019 comprendono 31.059 auto elettriche (+80,2% e 1,7% di quota) e 102.995 ibride (+69,1% e 5,6% di quota), incluse 16.525 plug-in; sono state poi immatricolate 4.863 vetture GPL (+93% e 0,3% di quota) e 3.193 veicoli a gas naturale (-55,6% e 0,2% di quota).

Le emissioni medie di CO2 delle autovetture di nuova immatricolazione nei primi sei mesi del 2019 sono di 157,7 g/km.

Gran Bretagna

Il mercato inglese a giugno totalizza 223.421 vetture (-4,9%): nei primi sei mesi dell’anno i volumi raggiungono 1.269.245 unità, -3,4% rispetto allo stesso periodo del 2018, in linea con le previsioni dell’Associazione inglese dell’industria automotive SMMT, che rileva come le vendite di vetture ad alimentazione alternativa stiano rallentando e per questo chiedono incentivi a lungo termine ed investimenti nelle infrastrutture.

A giugno, le vendite ai privati calano del 5% (43% di quota), mentre le flotte aziendali dominuiscono del 3% (54,7% di quota).

Continua la contrazione di auto diesel (-18%), la cui quota è ora del 27,7% (-4,6% su giugno 2018) sia nel mese che nel primo semestre; cresce, invece, di quasi il 4% la quota delle auto a benzina, che conquistano il 65,7% del mercato, in aumento tendenziale dell’1%; le vetture ad alimentazione alternativa, in aumento dell’11,7%, valgono il 6,6% del mercato.
 

Francia

A giugno, le 230.964 immatricolazioni significano un -8,4% sullo stesso mese 2018, ma a parità di giorni lavorativi (19 nel 2019 contro 21 di giugno 2018) ci sarebbe stato un aumento dell’1,2%; il cumulato dei primi sei mesi 2019 è di 1.166.442 unità, -1,8% rispetto a gennaio-giugno 2018, e -1% a parità di giorni lavorativi (123 nel 2019 e 124 giorni nel 2018).

Secondo l’alimentazione, a giugno 2019 le auto diesel cedono il 23% del mercato (22.000 unità in meno) e la quota si attesta al 34% (40% a giugno 2018); le benzina, pur in calo dello 0,3%, sono al 59% di quota, conquistando 5 punti rispetto a giugno 2018; le auto ad alimentazione alternativa valgono il 7% del totale, in aumento del 14%: le 16.000 unità sono così suddivise: 4.497 elettriche (+42% e 2% di quota), 1.348 ibride plug-in (-10% e 0,6% di quota), 9.971 ibride tradizionali (+11% e 4,3% di quota).

Spagna

Le totali 130.519 immatricolazioni di maggio (-8,3%) portano i volumi dei primi sei mesi del 2019 a 692.472 unità (-5,7%); il calo, come sottolinea l’Anfac, l’Associazione spagnola dell’automotive, prosegue già da tre trimestri consecutivi, e quindi si può parlare di mercato in crisi.

Secondo l’alimentazione, le vendite di vetture diesel nel mese sono calate del 33% (quota del 26%), quelle a benzina sono aumentate del 3% (quota del 63%), le vetture ad alimentazione alternativa, con 13.999 unità (+20%), valgono l’11% del mercato.

In base ai canali di vendita, il mercato iberico di giugno risulta così ripartito: 50.408 vendite ai privati (-18%, quota del 39%); 39.139 vendite a società (-7 % e quota del 30%); 40.972 vendite per noleggio (+5% e quota del 31%).

Il mercato dei primi sei mesi del 2019 registra, invece, i seguenti valori: 95.445 vendite ai privati (-12% e quota del 43%); 214.932 vendite a società (+2% e quota del 31%) e 182.095 vendite per noleggio (-2% e quota del 26%). 

I commenti delle Associazioni

«Nel primo semestre 2019 - osserva Paolo Scudieri, Presidente di Anfia - il mercato auto rimane negativo: ad eccezione della Germania, ciascuno dei cinque major market registra un calo, più o meno contenuto, dal -1,8% della Francia al -5,7% Spagna. In questi cinque Paesi si registra un calo complessivo delle immatricolazioni di auto diesel del 15% nei primi sei mesi dell’anno, con riduzione di volumi venduti che supera 370.000 unità. A fine giugno, Acea ha rivisto al ribasso le previsioni di chiusura d’anno per il mercato auto in UE: -1%. Le precedenti previsioni, di inizio 2019, stimavano una crescita fino all'1% rispetto al 2018. Il risultato leggermente negativo prospettato ora fa riferimento a un volume complessivo di immatricolazioni di poco superiore a 15 milioni. L’applicazione del nuovo test Real Driving Emissions (RDE) a tutte le auto di nuova immatricolazione dopo il 1° settembre, potrebbe influenzare l’andamento del mercato, rendendolo altalenante per via del graduale adeguamento alla norma, come già accaduto in occasione dell’entrata in vigore del nuovo test di omologazione WLTP».

«La valutazione rivista da parte di Acea - afferma Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’Unrae - è conseguente al rallentamento economico generale e all’incertezza legata alla Brexit: dopo la stagnazione registrata nel 2018, quando le immatricolazioni totali hanno perso oltre 22.000 unità, l’outlook per il 2020 è pesantemente gravato dalle preoccupazioni per i restrittivi target sulle emissioni di CO2, che entreranno in vigore l’anno prossimo, e per le gravose sanzioni comminate per il loro superamento».

 

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