Economia & Finanza

Mercato Italia: a maggio -27,9% sul 2019, senza incentivi si rischia il tracollo

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Ancora dati pesanti per le vendite in Italia: l'assenza di sostegni alla domanda rischia di deprimere un settore fondamentale per l'economia del Paese

Mercato Italia: a maggio -27,9% sul 2019, senza incentivi si rischia il tracollo

Il bollettino di guerra continua: con 142.730 immatricolazioni registrate a maggio, la perdita è di 55 mila vetture sul 2019, pari a un calo del 27,9%, il più pesante degli ultimi mesi; il dato è in forte peggioramento rispetto ai precedenti mesi di marzo e aprile (marzo a -12,7% ed aprile -17,1% nel confronto con il 2019.

Da inizio anno, il mercato con 735.125 unità perde circa il -19,3% sul 2019; nè conforta il paragone con il 2020: rispetto alle circa 100.000 vetture vendute allora, il recupero (+43%) è lontano dal poter ipotizzare un’uscita dalla crisi.

Prosegue il declino delle vetture diesel e benzina, la cui fetta di mercato si riduce a favore di ibride ed elettriche: le diesel, uniche in calo a maggio, per il quarto mese consecutivo non superano la soglia del 25% di quota, attestate al 23,1% nel mese e al 24,2% da inizio anno: in lieve ribasso, su aprile, la quota delle vetture a benzina, al 31,2% nel mese e al 32,7% nel cumulato.

Le auto ad alimentazione alternativa, di contro, toccano il 45,7% di quota a maggio e il 43,2% nei primi cinque mesi: le elettrificate valgono più di un terzo del mercato (37% nel mese e 34,8% nel cumulato), con le ibride non ricaricabili al 28,1% in maggio (per il quarto mese consecutivo, quota più alta rispetto al diesel) e il 27,4% nel cumulato.

Le ricaricabili toccano il 9% di quota a maggio, con le ibride plug-in il 5,4% nel mese e il 4,2% nel cumulato; elettriche pure al 3,6% nel mese e il 3,2% nel cumulato.
Infine, le vetture a gas rappresentano l’8,6% del mercato nel mese e l’8,3% da inizio 2021: le GPL con quota del 6,4% nel mese e del 6% nel cumulato, quelle a metano al 2,2% nel mese e al 2,3% da inizio anno.

Podio mensile tutto tricolore

Il Gruppo Stellantis totalizza nel mese 56.296 immatricolazioni (+49,5%), con quota di mercato del 39,4%; da inizio 2021, i totali del Gruppo ammontano a 295.346 unità (+60,8%), con quota di mercato del 40,2%.

Sono sei i modelli Stellantis presenti nella top ten di maggio: Fiat Panda sempre in testa alla classifica (9.725 unità), seguita da Lancia Ypsilon (4.611) e da Fiat 500 (4.413); al quarto posto c’è Fiat 500X (4.316), e sesta la Jeep Compass (3.168); nono posto, poi, per Citroen C3 (2.992). 

Fiat Panda, Fiat 500 e Lancia Ypsilon ibride occupano i primi tre posti nel segmento mild/full hybrid; tra le PHEV, Jeep Compass conquista la prima posizione, mentre Fiat 500 è il modello più venduto tra quelli elettrici, in entrambi i casi sia nel mese che nel cumulato.

In riferimento al mercato per segmenti, a maggio utilitarie e superutilitarie valgono il 37,8% del mercato, mentre nei primi cinque mesi la loro quota è del 39,8%; le vetture dei segmenti medi hanno una quota dell’11,2% a maggio e del 10,6% da inizio anno, con Fiat Tipo al primo posto.

I SUV hanno una quota di mercato del 43,2% a maggio e al 43,4% nel cumulato: nel dettaglio, i SUV piccoli sono al 19,7% di quota nel mese (Fiat 500X il modello più venduto, Jeep Renegade al quarto posto e Peugeot 2008 al quinto), i SUV compatti il 17,7% (primo posto per Jeep Compass e terzo per Peugeot 3008), i SUV medi il 4,6%, mentre le vendite di SUV grandi sono l’1,1% del totale.

Le monovolumi valgono il 3,9% sia nel mese che da inizio anno, mentre vetture sportive, superiori e di lusso hanno una quota dell’1% nel mese e nel cumulato.

Infine, il mercato dell’usato totalizza 292.258 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari a maggio 2021, il 41,2% in più rispetto a maggio 2020; nei primi cinque mesi del 2021, i trasferimenti di proprietà sono 1.467.810, in crescita del 40% sullo stesso periodo del 2020.

Il documento delle Associazioni

La grave situazione impone un fronte comune: le tre associazioni di settore hanno emesso un documento unitario, che riportiamo di seguito

“Anfia, Federauto ed Unrae sottolineano come il dato di maggio sia la prova numerica della brevissima durata degli incentivi per la fascia 61-135 g/km di CO2, esauriti troppo presto per innescare un effetto volano sul nostro mercato.

Come ribadito dalle stesse Associazioni nel corso di un’audizione presso la Commissione Bilancio della Camera, l’auspicio è che nell’iter di conversione del c.d. DL Sostegni-bis trovino spazio adeguate misure volte a sostenere il settore, favorendo il rinnovo di un parco circolante molto anziano: secondo i più recenti dati ACI, infatti, nel 2020 è ulteriormente invecchiato portando l’età media a 11 anni e 10 mesi, tra i più vetusti d’Europa. 

A questo scopo è necessario rifinanziare per l’anno corrente, con una dotazione adeguata e non effimera, gli incentivi per la fascia 61-135 g/km a fronte di rottamazione, i quali hanno dimostrato di incontrare il forte gradimento dei consumatori e di ottenere effetti molto incisivi sull’ambiente. Di fondamentale importanza è anche il rinnovo degli incentivi destinati all’acquisto di veicoli commerciali di ultima generazione.

I suddetti incentivi rappresentano inoltre un investimento per l’Erario più che un sostegno, grazie all’incremento di gettito IVA e IPT derivante dalla vendita delle nuove vetture.

Un ulteriore problema che contribuisce ad aggravare le condizioni del settore riguarda la crisi della fornitura dei semiconduttori, che sta generando un ritardo nella consegna delle vetture nuove: a tal riguardo, le Associazioni del settore automotive richiedono che il limite attualmente previsto entro il quale concludere una prenotazione con Ecobonus passi da 180 a 300 giorni, così da non vanificare l’efficacia della misura.

Nell’ambito delle riforme necessarie, infine, le tre Associazioni rinnovano anche la richiesta di modificare con urgenza la normativa sulle vetture aziendali in fringe benefit, adeguandola ai valori della nuova procedura di omologazione in WLTP”.

  • barbasma_521775, Azzate (VA)

    Non sono d'accordo, usare le mie tasse per drogare un mercato dove la legislazione ha terrorizzato i clienti, questi sono i risultati, gli incentivi sarebbero un secchio per svuotare un titanic che affonda, i legislatori hanno decretato la fine dell'automotive continentale ma solo il Ceo di Toyota ha il coraggio di dirlo! Poi ci lamentiamo dell'Alitalia e dei soldi pubblici buttati, delle regalie decennali a Fiat che privatizzava i ricavi e nazionalizzava le perdite, basta!
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