Mercedes Red Pig Concept: l’omaggio segreto di Gorden Wagener alla leggenda AMG

Mercedes Red Pig Concept: l’omaggio segreto di Gorden Wagener alla leggenda AMG
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Un progetto mai mostrato ufficialmente al pubblico, nato nei laboratori Mercedes e ora svelato dall’ex capo del design Gorden Wagener: ecco il Mercedes Red Pig Concept
18 febbraio 2026

Quando si parla di Mercedes-Benz e AMG, uno dei nomi più evocativi nella storia del marchio è senza dubbio il leggendario Red Pig (o Rote Sau), la berlina da corsa derivata dalla 300 SEL che nel 1971 sorprese il mondo dell’automobile con una prestazione epocale alla 24 Ore di Spa. Oggi, quell’icona torna a vivere in una veste completamente nuova grazie a un concept riscoperto e condiviso dal celebre designer tedesco Gorden Wagener, poco dopo il suo addio alla carica di Chief Design Officer di Mercedes-Benz.

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Un concept “segreto” che riaffiora dal passato

Il Mercedes Red Pig Concept non è una novità di mercato pianificata da Mercedes-Benz, ma piuttosto un progetto custodito nei cassetti dello studio design per anni, che oggi vede finalmente la luce grazie alla pubblicazione nel libro Iconic Design firmato da Wagener insieme a Thomas Ammann e Marc-Stefan Andres. Questo rendering digitale non è mai stato destinato alla produzione o alla presentazione nelle grandi fiere automobilistiche, ma rappresenta un esercizio di stile affascinante che fonde l’eredità storica con gli spunti estetici della Mercedes contemporanea.

Concepita come “showcar non vista”, questa reinterpretazione si annota tra i molti concept che Wagener ha promosso nel corso della sua carriera, insieme a progetti come Vision Iconic e Vision One-Eleven, che giocano con le radici del marchio e con la sua propensione a guardare indietro pur spingendo in avanti il linguaggio visivo Mercedes-AMG.

Design e riferimenti: tra passato e futuro

Il concept mantiene alcuni tratti della 300 SEL originale e li traduce in un’estetica retro-futuristica. La griglia frontale è enorme, cromata e richiama lo stile introdotto con il nuovo GLC EQ, mentre i fari verticali a LED e gli elementi luminosi circolari richiamano sia il simbolo della stella Mercedes sia le tecnologie di illuminazione più recenti. La carrozzeria fonde proporzioni classiche da berlina con superfici scolpite e piatte che sembrano tirate da un futuro ideale: lunghezze accentuate, parafanghi muscolosi e dettagli aerodinamici come lo splitter anteriore e i profili laterali.

Il concept non nasconde la sua derivazione, il colore rosso intenso evoca immediatamente la livrea originale della Rote Sau, ma gioca con finiture moderne e una disposizione di sponsor fittizi che sostituiscono quelli storici, omaggiando così sia il passato agonistico sia il design contemporaneo. Al retrotreno, un’ampia fascia luminosa a LED e un diffusore aggressivo aggiungono un tocco di modernità che guarda alle più recenti sportive elettriche, mentre le ruote a cinque razze con pneumatici marchiati AMG ribadiscono l’anima sportiva del progetto.

La leggenda del Red Pig: radici di una storia che cambia la storia AMG

Per comprendere appieno il significato di questa reinterpretazione, è essenziale tornare al 1971, quando AMG, allora un piccolo tuner indipendente, decise di trasformare la lussuosa Mercedes-Benz 300 SEL in una macchina da corsa capace di confrontarsi con i bolidi più leggeri e agili nelle gare di durata. Il risultato fu sorprendente: la Rote Sau vinse la propria classe e si classificò seconda assoluta alla 24 Ore di Spa, portando l’allora poco conosciuto marchio AMG sotto la luce dei riflettori.

Quell’impresa epocale segnò l’inizio di una relazione sempre più stretta tra Mercedes e AMG, culminata con l’integrazione del reparto prestazioni all’interno della Casa di Stoccarda e la successiva trasformazione di AMG in uno dei marchi più rispettati nel panorama automobilistico mondiale.

Un tributo al passato o una visione per il futuro?

Il Red Pig Concept di Wagener non è soltanto un omaggio nostalgico: rappresenta una dichiarazione di intenti sul valore della storia e del design nell’era delle tecnologie elettriche e delle forme globalizzate. In un periodo in cui molti marchi cercano di differenziarsi in un mercato sempre più omogeneo, progetti come questo mostrano come il patrimonio estetico possa essere reinterpretato per creare nuove esperienze visive, anche senza vincoli tecnici o industriali.

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