Multe autovelox: è la nuova "tassa di circolazione", Milano in testa

Multe autovelox: è la nuova "tassa di circolazione", Milano in testa
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Carlo Bellati
  • di Carlo Bellati
Il Ministero dell'Interno ha resi noti i dati degli importi incassati dai Comuni italiani per infrazioni al Codice della strada e autovelox. Bologna in testa alla classifica dei capoluoghi in base ai residenti.
  • Carlo Bellati
  • di Carlo Bellati
14 agosto 2022

Ne abbiamo parlato pochi mesi fa: le multe per violazioni al Codice della Strada sono un ottimo affare per i Comuni italiani, e non solo per quelli più grandi. La classifica resa nota dal Ministero degli Interni vede Milano, Roma, Torino e Bologna in testa alla classifica dei capoluoghi più severi in fatto di multe. oltre 102 milioni di euro di incassi per Milano (di cui 13 milioni per violazioni dell'art. 142 del CdS, ovvero eccesso di velocità), seguita da Roma (94 milioni di cui 5 per autovelox vari), Torino (41 milioni di cui oltre il 10% è per velocità eccessiva) e Bologna (37 milioni di euro di cui quasi 5 per autovelox). Il capoluogo emiliano ha anche il triste record dell'introito per numero di abitanti, pari a 96 euro l'anno.    

Detto e ridetto più volte, le multe comminate per eccesso di velocità sono sacrosante quando la disposizione degli apparecchi fissi e mobili interessa realmente i tratti di strada più pericolosi, perché è un fatto oramai assodato che la presenza di controlli riduce l'incidentalità. Quel che purtroppo ancora non raggiunge quella trasparenza e quell'uniformità di applicazione delle leggi è la definizione dei limiti per tipologia di strada (del tutto disuniforme sul territorio) e la destinazione di questi introiti, la modalità con cui vengono segnalati i controlli e le fasi successive all'infrazione, con il sistematico superamento dei termini di legge (90 giorni dall'infrazione) addebitando alle Poste la colpa dei ritardi e l'applicazione di rimborsi esagerati (persino sopra ai 20 euro) per le spese di notifica, anche quando questa avviene attraverso una PEC. Il record assurdo che risulta da questi dati è per il Comune di Melpignano (LE) che ha incassato 2.300 euro per ogni residente con gli autovelox piazzati sulla SS16 Adriatica.    

Una nuova regolamentazione del sistema in vigore - in particolare per quanto riguarda le rilevazioni dei limiti di velocità - è attesa da molti anni e richiesta a gran voce da molti parlamentari, anche alla luce del fatto che la metà degli importi incassati dovrebbe essere spesa per opere legate alla sicurezza stradale, ma è quasi impossibile controllare la regolarità di queste spese. Lo stato di fatto è che i Comuni, fra zone vietate o limitate, autovelox e sanzioni varie "arrotondano" elegantemente i bilanci. Per il semplice fatto di usare un'auto quotidianamente è pressoché impossibile evitare una multa, quasi fosse una "tassa" per il diritto di circolare: vengono colpiti i più scellerati, è vero, ma per sostenere con convinzione questa tesi ci vuole trasparenza. E casi come quello del comune di Melpignano inducono a pensare che qualcosa non funzioni. O, forse, funzioni troppo bene.

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