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Nel 2025 il mercato auto negli Stati Uniti è stato profondamente condizionato dalla politica commerciale di Donald Trump e dal ritorno dei dazi sulle importazioni, a partire da quelle di auto. In questo scenario complesso, Nissan negli Usa è riuscita a difendere le proprie vendite, chiudendo l’anno con 926.153 auto consegnate (+0,2% sul 2024), in linea con l’andamento complessivo dei costruttori giapponesi.
Secondo i dati del Japan Times, le vendite complessive di auto giapponesi negli Usa sono salite del 2,4% a 6,02 milioni di unità, grazie a una forte domanda nei primi mesi dell’anno e alla tenuta dei consumi di fascia alta. Ebbene, in questo contesto, Nissan ha beneficiato soprattutto di una struttura industriale già fortemente localizzata: oltre l’82% delle auto Nissan vendute negli Stati Uniti nel 2025 è stato prodotto in Nord America (760.213 unità, +4,3%), riducendo l’esposizione ai dazi Usa sulle importazioni dal Giappone, fissati al 15% dopo l’accordo commerciale con l’amministrazione Trump. Un dettaglio, questo, che ha fatto la differenza in positivo per la casa automobilistica di Yokohama.
La produzione locale è diventata un vantaggio competitivo decisivo nel mercato auto Usa: è una lezione che Nissan ha subito applicato ancor più del passato dopo gli ultimi dazi di Trump. Come ha sottolineato Jonathan Smoke, capo economista di Cox Automotive, “i veicoli assemblati negli Stati Uniti sono quelli che subiscono il minor aumento di costo legato ai dazi, circa il 4%”, contro il +9% stimato per le auto importate dal Giappone.
Nissan ha così potuto contenere l’impatto dei dazi di Trump senza scaricarlo interamente sui clienti, in una fase in cui i prezzi medi delle auto negli Stati Uniti restavano elevati ma relativamente stabili. Secondo Kelley Blue Book, nel 2025 il prezzo medio di un’auto nuova negli Usa si è attestato intorno ai 48.900 dollari, con incrementi inferiori alla media storica.
Parallelamente, il gruppo giapponese ha accelerato il riequilibrio della gamma, spostando il baricentro su Suv e pick-up: Nissan Kicks (+33,9%), Pathfinder (+25,6%), Murano (+121,3%), Armada (+14,4%) e Frontier (+26,7% nel quarto trimestre) sono stati i principali motori di crescita. Non a caso Mike Soutter, vicepresidente marketing e vendite di Nissan Americas, ha dichiarato che “Suv e truck sono stati il vero motore di crescita di Nissan negli Stati Uniti nel 2025”.
La terza mossa chiave della strategia Nissan Usa è coincisa l’uscita dal segmento delle auto più economiche, considerate oggi le più vulnerabili all’effetto combinato di inflazione e dazi sulle auto. Con la fine della Nissan Versa, ultimo modello sotto i 20.000 dollari di listino negli Stati Uniti, il costruttore ha preso atto di un cambiamento strutturale della domanda.
Tra ottobre e dicembre 2025 le vendite della Versa sono calate del 25,9%, nonostante una crescita annua del 20,5%, segnale di un progressivo disallineamento rispetto al mercato. “I consumatori americani stanno scegliendo veicoli più costosi perché sono quelli che desiderano davvero”, ha osservato un dealer citato da USA Today, evidenziando come il segmento medio soffra più dell’alto di gamma.
Rinunciando alle auto low cost, Nissan ha ridotto i volumi più esposti ai dazi di Trump, concentrandosi su modelli a maggiore margine e su una presenza industriale sempre più americana. Una strategia che non elimina l’impatto dei dazi Usa sulle auto, sia chiaro, ma che consente (e ha fin qui consentito) a Nissan di restare competitiva nel mercato statunitense in attesa di nuovi equilibri commerciali.