Nuova Dacia Spring: cambia tutto, e ora l'elettrica low cost è davvero europea

Nuova Dacia Spring: cambia tutto, e ora l'elettrica low cost è davvero europea
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La nuova Dacia Spring cambia radicalmente rispetto al passato: nuova piattaforma, produzione in Europa, batteria LFP da 27,5 kWh e motore da 80 CV. Ma la sua vera rivoluzione è soprattutto industriale: dopo essere nata in Cina, la Spring diventa europea. E con la Renault Twingo a soli 1.600 euro in più, la scelta potrebbe non essere così scontata.
8 settembre 2026

La Dacia Spring che conoscevamo non c'è più. O meglio, il nome è rimasto, ma sotto la carrozzeria cambia praticamente tutto. La nuova generazione della piccola elettrica rumena rappresenta uno dei passaggi più importanti nella recente storia di Dacia, non soltanto per il nuovo design, la maggiore potenza o l'arrivo di una batteria LFP, ma soprattutto per ciò che racconta dal punto di vista industriale.

Perché la Spring, per anni simbolo dell'elettrica economica costruita in Cina e portata in Europa, cambia completamente origine. La nuova generazione nasce infatti sulla piattaforma RGEV Small di Renault Group e viene prodotta a Novo Mesto, in Slovenia. La Cina, insomma, esce dal centro del progetto: la Spring diventa europea.

la nuova Spring condivide la piattaforma con la Renault Twingo
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Della vecchia Spring è rimasto soltanto il nome

Dacia è piuttosto esplicita nel presentare la nuova generazione: della precedente Spring è rimasto soltanto il nome. La nuova vettura adotta infatti una piattaforma completamente diversa, destinata alle piccole elettriche del Gruppo.

Il salto è evidente anche nelle proporzioni. La nuova Spring misura 3,85 metri in lunghezza ed è larga 1,74 metri, con un incremento rispettivamente di 15 e 18 centimetri rispetto al modello precedente. Cresce quindi la presenza su strada, ma soprattutto cambia l'impostazione generale della vettura.

Il design resta fedele alla filosofia Dacia, con linee geometriche, superfici semplici e protezioni in plastica, ma l'obiettivo non è più soltanto quello di proporre un'elettrica al prezzo più basso possibile. La nuova Spring vuole essere una vera city car moderna, più spaziosa, più versatile e soprattutto più adatta anche agli spostamenti fuori città.

Da Renault Kwid alla nuova Spring: una storia completamente diversa

Per capire quanto sia cambiata la Spring bisogna tornare indietro. La prima generazione derivava direttamente da un progetto pensato per i mercati emergenti. La genealogia era piuttosto chiara: dalla Renault Kwid nacque la City K-ZE elettrica destinata alla Cina, da cui sarebbe poi arrivata la Dacia Spring europea. Una piccola elettrica progettata secondo una logica estremamente semplice e costruita in Cina.

Questa volta, invece, il percorso è differente: la nuova Spring utilizza la piattaforma RGEV Small di Renault e viene prodotta nello stabilimento di Novo Mesto, in Slovenia. È quindi parte di una nuova strategia industriale che punta a ridurre tempi e costi di sviluppo attraverso una maggiore condivisione delle tecnologie all'interno del Gruppo.

Dacia dichiara inoltre che la nuova Spring - assieme alla Twingo - è il primo modello del marchio a beneficiare dei nuovi programmi di sviluppo, pensati per accelerare l'intero ciclo di progettazione e ridurre i tempi a meno di due anni.

La Spring non è quindi più la piccola elettrica cinese adattata al mercato europeo. È un prodotto sviluppato secondo una nuova logica industriale europea, pensata fin dall'inizio per contenere i costi.

Il design riprende le forme delle Dacia contemporanee
Il design riprende le forme delle Dacia contemporanee

80 CV e batteria LFP da 27,5 kWh

Sotto la carrozzeria, la nuova Spring adotta un motore elettrico da 60 kW, equivalenti a 80 CV, con 175 Nm di coppia.

Numeri che permettono alla city car di raggiungere i 100 km/h in 12,1 secondi e una velocità massima di 130 km/h. Prestazioni decisamente più adeguate rispetto a quelle della prima Spring, soprattutto negli utilizzi extraurbani. La batteria utilizza invece la chimica LFP, al litio-ferro-fosfato, e offre una capacità utile di 27,5 kWh. L'autonomia dichiarata arriva fino a 250 km nel ciclo WLTP.

Una scelta interessante anche dal punto di vista dei costi. La tecnologia LFP permette infatti di ridurre la dipendenza da materiali come nichel e cobalto, utilizzando elementi più facilmente disponibili come ferro e fosfato.

La plancia della nuova Spring
La plancia della nuova Spring

Leggera per consumare meno

Uno degli elementi centrali del progetto resta però il peso. La nuova Spring parte da 1.212 kg e Dacia dichiara un consumo di appena 12,7 kWh/100 km nel ciclo misto WLTP. Un risultato ottenuto seguendo una filosofia piuttosto semplice: invece di aumentare la capacità della batteria per ottenere più autonomia, si cerca di costruire un'auto il più possibile leggera ed efficiente.

È un approccio che va nella direzione opposta rispetto a quella di molte elettriche moderne, sempre più grandi e pesanti.

La Spring resta quindi un'auto pensata principalmente per la città e per gli spostamenti quotidiani. Secondo i dati raccolti da Dacia sulla precedente generazione, gli utilizzatori percorrono in media circa 34 km al giorno e nel 75% dei casi ricaricano l'auto direttamente a casa. In questo contesto, una batteria da 27,5 kWh può essere più che sufficiente.

Ricarica, spazio e tecnologia

Di serie la Spring dispone di un caricatore in corrente alternata da 6,6 kW, mentre per chi desidera maggiore flessibilità è disponibile un pacchetto che porta la ricarica AC a 11 kW e aggiunge quella in corrente continua fino a 50 kW: in questo caso Dacia dichiara circa 28 minuti per passare dal 15 all'80%.

La nuova Spring introduce inoltre la predisposizione V2L, disponibile con il Power Pack, che permette di utilizzare l'energia della batteria per alimentare piccoli dispositivi elettrici. La crescita delle dimensioni porta vantaggi anche all'interno, con un bagagliaio da 337 litri che arriva a 1.283 litri abbattendo i sedili posteriori.

C'è inoltre un piccolo vano anteriore da 18 litri, disponibile come optional, pensato soprattutto per riporre il cavo di ricarica. L'abitacolo introduce un quadro strumenti digitale da 7 pollici e, sulle versioni più ricche, un sistema multimediale con display da 10,1 pollici, Apple CarPlay e Android Auto wireless, navigazione e servizi connessi. Non manca infine il sistema YouClip, con diversi punti di fissaggio per accessori e soluzioni portaoggetti modulari.

I proiettori e i fanali utilizzano una tecnica a specchio
I proiettori e i fanali utilizzano una tecnica a specchio

Expression e Journey: una gamma semplice

Come da tradizione Dacia, la gamma è ridotta all'essenziale. La Spring Expression parte da 17.900 euro, mentre la Journey arriva a 19.500 euro. Entrambe utilizzano lo stesso motore da 80 CV, la stessa batteria LFP da 27,5 kWh e il caricatore AC da 6,6 kW.

La Journey aggiunge, tra le altre cose, cerchi da 16 pollici, Keyless Entry, telecamera posteriore, sistema Media Nav Live con display da 10,1 pollici, navigazione e servizi connessi.

E poi c'è la Twingo: forse 1.600 euro di differenza sono pochi

Il punto più interessante della nuova Spring, però, potrebbe essere proprio il suo posizionamento all'interno della stessa galassia Renault Group.

La Renault Twingo E-Tech Electric parte oggi da 19.500 euro nella versione Evolution, esattamente il prezzo della Spring Journey. Utilizza inoltre lo stesso motore da 60 kW, la stessa batteria LFP da 27,5 kWh e numeri molto simili anche sul fronte delle prestazioni: 0-100 km/h in 12,1 secondi e velocità massima di 130 km/h. Renault dichiara però fino a 264 km di autonomia WLTP per la Twingo.

Persino confrontando la Spring Expression da 17.900 euro con la Twingo Evolution da 19.500 euro, la differenza è di appena 1.600 euro. E qui il posizionamento della Dacia diventa interessante.

La Spring può contare su un bagagliaio molto generoso, su dimensioni maggiori e su una filosofia ancora più razionale. Ma la Twingo, almeno sulla carta, sembra offrire qualcosa che la Dacia non può replicare facilmente: una personalità molto più forte.

Ed è difficile non notarlo. La Twingo è probabilmente più bella, più riconoscibile e più caratterizzata. È un'auto che punta anche sull'aspetto emotivo, mentre la Spring resta fedele alla sua natura di strumento semplice ed efficiente. Il problema è che quando la distanza di prezzo è così ridotta, il tradizionale argomento della Dacia – spendere meno per avere ciò che serve – diventa meno immediato.

La domanda, quindi, sarà interessante: quanto deve essere economica una Dacia per convincere il cliente a rinunciare a un'auto forse più affascinante, ma tecnicamente molto vicina e venduta a poche migliaia di euro in più?

Nel caso della nuova Spring, la risposta dipenderà probabilmente molto dagli allestimenti e dalle offerte commerciali. Ma per la prima volta la piccola elettrica Dacia non dovrà confrontarsi soltanto con le city car cinesi a basso costo: dovrà guardarsi in casa.

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Dacia

Dacia
Via Tiburtina, 1159
Roma (RM) - Italia
008 008 7362858
https://www.dacia.it/

  • Prezzo da 17.900
    a 20.400 €
  • Numero posti 4
  • Lunghezza 370 cm
  • Larghezza 158 cm
  • Altezza 149 cm
  • Bagagliaio da 308
    a 1.004 dm3
  • Peso da 1.073
    a 1.077 Kg
  • Carrozzeria Suv e Fuoristrada
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