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Ci sono dogmi nell'industria automobilistica che sembrano scolpiti nella pietra. Uno di questi risale al 1959, quando il geniale Sir Alec Issigonis progettò la prima Mini della storia. Per ricavare quattro posti veri e un bagagliaio in appena tre metri di lunghezza, inventò la disposizione moderna dell'auto utilitaria: motore trasversale e, rigorosamente, trazione anteriore. Una ricetta magica ereditata e mantenuta per 25 anni anche sotto la gestione BMW.
Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni rilanciate dalla testata britannica Autocar, la prossima generazione della Mini Cooper 100% elettrica, attesa per il 2032, si prepara a compiere una rivoluzione copernicana: abbandonare le ruote motrici anteriori per passare alla trazione posteriore.
Oggi, l'attuale Mini Cooper elettrica (codice progetto J01, sviluppata in sinergia con i cinesi di Great Wall) mantiene il motore posizionato sull'asse anteriore. Ma in futuro, il gruppo bavarese sposterà l'intera sua gamma a zero emissioni sulla tanto chiacchierata piattaforma Neue Klasse. Questa nuova architettura porterà in dote i motori elettrici BMW di sesta generazione (Gen6).
Stando alle confidenze di alcuni ingegneri bavaresi, il motore principale della Gen6 (una macchina sincrona a eccitazione elettrica) è progettato nativamente per essere alloggiato sull'asse posteriore. I motori anteriori saranno previsti solo come unità secondarie per le versioni a trazione integrale. Non essendoci nei piani di Monaco un'architettura Gen6 a trazione puramente anteriore, la futura Mini Cooper a batterie non avrà altra scelta: dovrà spingere da dietro.
Se per i puristi della storia Mini l'addio alla trazione anteriore suona come un'eresia, per gli amanti della guida dinamica si tratta di una notizia particolarmente interessante.
La fisica non fa sconti, specialmente con le auto elettriche. Un motore a zero emissioni scarica la sua coppia massima in modo brutale e istantaneo. Su un'auto a trazione anteriore, durante una forte accelerazione, il peso si trasferisce fisiologicamente verso il retrotreno, alleggerendo il muso. Il risultato? Le ruote davanti perdono aderenza, pattinano, e lo sterzo si svuota di precisione (il fastidioso torque steer).
Passando alla trazione posteriore, il trasferimento di carico in accelerazione diventa un alleato formidabile: il peso schiaccia le ruote motrici posteriori sull'asfalto garantendo una motricità perfetta, mentre l'avantreno viene lasciato libero di fare solo quello per cui è nato: curvare. Un'impostazione che renderebbe le future varianti sportive John Cooper Works armi letali e divertenti tra le curve.
E per quanto riguarda i tempi e lo stile? Secondo il portale specializzato Motoring File, sempre molto addentro alle segrete stanze del marchio, la timeline è chiara: l'attuale Mini elettrica riceverà un restyling di metà carriera nel 2028, per poi cedere il passo al nuovo modello a trazione posteriore nel 2032. (Nel frattempo, le varianti con motore termico verranno semplicemente aggiornate a oltranza fino al fatidico stop europeo del 2035).
Per quanto riguarda il design, Holger Hampf (capo del centro stile Mini), ha lasciato intendere ad Autocar che la Mini del 2032 non guarderà al 1959, ma si ispirerà alla prima generazione dell'era BMW (la celebre R50 dei primi anni Duemila): "Molte persone non ricordano la Mini classica originale, ma hanno ben in mente le Mini che abbiamo creato sotto BMW negli ultimi 25 anni. Faremo in modo di ricollegarci a quel passato", ha dichiarato Hampf.