Benzina 100% rinnovabile: la sfida di BMW e Toyota al "tutto elettrico" passa dalla Spagna

Benzina 100% rinnovabile: la sfida di BMW e Toyota al "tutto elettrico" passa dalla Spagna
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Un'alleanza a quattro che coinvolge anche Repsol e Bosch mette alla prova i carburanti alternativi in condizioni reali. Sfruttando la breccia aperta dall'Unione Europea sul blocco del 2035, i due colossi dimostrano che il motore termico ha ancora una carta fondamentale da giocare.
17 agosto 2026

L'ideologia del "tutto elettrico a tutti i costi" sta continuando a fare i conti con la dura realtà del mercato: prezzi di acquisto ancora elevati per le famiglie, una rete di ricarica che viaggia a macchia di leopardo e l'ombra sempre più ingombrante della concorrenza cinese.

Non è un caso che la Commissione Europea abbia dovuto rivedere i propri piani originali per il 2035, riducendo l'obbligo di abbattimento delle emissioni dal 100% al 90%. Una crepa normativa che ha aperto la strada ai cosiddetti VEEF (Vehicles running Exclusively on Eligible Fuels), ovvero vetture alimentate esclusivamente da carburanti neutri dal punto di vista dell'impatto carbonico.

In questa fessura si sono infilati due costruttori che da sempre fanno del pragmatismo e della neutralità tecnologica la propria bandiera: Toyota e BMW. Insieme al colosso energetico spagnolo Repsol e al gigante della componentistica Bosch, i due marchi hanno avviato una sperimentazione su strada destinata a far discutere.

L'esperimento prende vita in Spagna e vede protagonista una flotta di una ventina di vetture - che spazia tra i marchi Toyota, Lexus, BMW e Mini - alimentate esclusivamente con la Nexa 95. Si tratta di una benzina senza piombo di origine al 100% rinnovabile sviluppata da Repsol, prodotta attraverso il riciclo di scarti organici, oli da cucina usati e altre materie prime biologiche.

Per i prossimi sei mesi, queste auto macineranno chilometri in condizioni reali di utilizzo. A vigilare sulle prestazioni e sull'effettivo abbattimento delle emissioni ci penserà Bosch tramite la tecnologia Digital Fuel Twin, un sistema in grado di raccogliere ed elaborare in tempo reale i dati provenienti sia dai veicoli sia dalle stazioni di servizio coinvolte.

I vantaggi e i "nodi" da scogliere

La vera forza di questo approccio risiede nella sua disarmante praticità. La benzina rinnovabile Nexa 95 non richiede alcuna modifica meccanica ai classici motori termici già in circolazione, né tantomeno l'infrastrutturazione da zero di nuove reti di rifornimento: per distribuirla bastano le classiche pompe di benzina già presenti sul territorio.

"Man mano che la transizione prosegue, appare sempre più chiaro che l’obiettivo di un parco auto di nuova immatricolazione composto al 100% da veicoli a zero emissioni potrebbe non essere pienamente raggiunto entro il 2035", ha evidenziato Pascal Ruch, vicepresidente di Toyota Europe. In questo scenario, i carburanti rinnovabili rappresentano la risorsa chiave per colmare il divario ed eliminare le emissioni di CO2 oggi stesso, in particolare se abbinati alle motorizzazioni ibride e ibride plug-in.

Se da un lato la facilità d'uso e la velocità di rifornimento giocano a schiacciante favore dei carburanti Bio/E-fuel rispetto ai lunghi tempi di attesa alle colonnine di ricarica, dall'altro restano ancora due enormi incognite sul tavolo: la disponibilità di questi carburanti su grandissima scala e, soprattutto, il loro prezzo al litro per il consumatore finale al momento del pieno. Inoltre, senza dimenticare che, per produrre questo tipo di carburanti, la filiera richiederebbe un grande quantitativo di energia elettrica (sopratutto per gli e-Fuel) e, di conseguenza, bisognerebbe capire se effettivamente il gioco vale la cadela.

 

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