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Chi compra un’auto usata lo sa: la stretta di mano e il bonifico non bastano. Perché il passaggio di proprietà non è una formalità secondaria, ma l’atto che rende effettivo e valido dal punto di vista legale il trasferimento del veicolo dal venditore all’acquirente. Solo al termine della procedura, con la registrazione nei registri ufficiali e il rilascio del Documento Unico, l’auto diventa a tutti gli effetti di chi l’ha acquistata.
Nel 2026 la procedura resta sostanzialmente invariata nei suoi passaggi chiave, ma continua a essere al centro dell’attenzione per costi, tempi e modalità operative che, per molti automobilisti, rappresentano ancora un piccolo percorso a ostacoli.
Il cuore di tutto è l’autenticazione della firma del venditore sull’atto di vendita. È questo il primo passo indispensabile per avviare il passaggio di proprietà. L’autentica può essere fatta in Comune, pagando solo la marca da bollo, oppure direttamente presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista (STA), quindi in Motorizzazione, al PRA o nelle delegazioni ACI, contestualmente alla registrazione della pratica.
È proprio questo passaggio, oggi, a impedire di chiudere l’intera procedura completamente online: la firma deve essere autenticata “fisicamente”, prima di poter proseguire con il resto dell’iter.
Una volta autenticata la firma, scatta il conto alla rovescia: ci sono 60 giorni di tempo per registrare il trasferimento di proprietà e ottenere il Documento Unico di circolazione e di proprietà (DU), il documento che ha unificato carta di circolazione e certificato di proprietà. Superare i termini non è una buona idea: la sanzione può andare da 363 a 1.813 euro, con tanto di ritiro del Documento Unico.
Per completare il passaggio di proprietà servono alcuni documenti fondamentali:
il vecchio Documento Unico dell’auto (se già presente) oppure il certificato di proprietà e la carta di circolazione;
Documento d’identità e codice fiscale di venditore e acquirente;
L’atto di vendita, che può essere una dichiarazione unilaterale del venditore (con sola firma autenticata), un contratto firmato da entrambe le parti (con doppia autentica), oppure un atto pubblico o una sentenza in copia conforme;
Il modulo di istanza unificata, disponibile sul portale ACI o presso gli uffici di PRA e Motorizzazione.
La procedura è la stessa, ma cambia il “come”. Ci si può rivolgere direttamente a Motorizzazione o PRA (tramite ACI), risparmiando qualcosa sui costi ma mettendo in conto prenotazioni, tempi più lunghi e meno assistenza nella compilazione dei documenti.
In alternativa, c’è la strada più comoda: agenzie di pratiche auto o delegazioni ACI. In questo caso, con un solo appuntamento si fa tutto: autentica della firma, registrazione dell’atto e rilascio del nuovo DU. Il prezzo da pagare è un costo extra per il servizio, ma in cambio si riducono tempi e rischio di errori.
Il conto finale è composto da tre voci: costi fissi, costi variabili e, se presenti, i diritti dell’intermediario.
I costi fissi sono:
Imposta di bollo: 32 euro per la registrazione dell’atto + 16 euro per il rilascio del DU + 16 euro per l’autentica della firma;
Emolumenti ACI: 27 euro;
Diritti di Motorizzazione: 10,20 euro.
In totale, si parte da circa 101 euro di spese fisse.
A questi va aggiunta la voce più pesante: l’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT), che varia in base alla potenza dell’auto e alla provincia di residenza. Fino a 53 kW (72 CV) si paga un importo fisso di 150,81 euro. Oltre questa soglia, ogni kW in più costa 3,51 euro, cifra che può salire fino a 4,56 euro se la provincia applica la maggiorazione massima del 30%. Solo poche province, come Aosta, Bolzano e Trento, restano sulla tariffa base.
Esistono alcune esenzioni o riduzioni dell’IPT in casi particolari, come per le persone con disabilità o nei passaggi per successione. Se ci si affida a un’agenzia, bisogna aggiungere il compenso per il servizio, che in genere oscilla tra i 100 e i 200 euro (in alcuni casi anche meno, in altri qualcosa in più).
Tradotto in pratica, il passaggio di proprietà di un’auto “media” può costare indicativamente tra i 300 e i 600 euro, a seconda della provincia, della potenza del veicolo e del canale scelto. Per auto più potenti o di fascia alta, la cifra può salire rapidamente e superare anche i 2.000 euro.