Project Motor Racing: abbiamo messo alla prova il simulatore su Playstation e Xbox, ecco com'è andata

  • Voto di Automoto.it 6.5 / 10
Project Motor Racing: abbiamo messo alla prova il simulatore su Playstation e Xbox, ecco com'è andata
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Project Motor Racing doveva essere un simulatore rivoluzionario, un’ancora di salvezza per i sim racers da console. Ma ha soddisfatto le aspettative? Vediamo come si è comportato nelle settimane successive al travagliato lancio
24 gennaio 2026

Che Project Motor Racing fosse uno dei simulatori più attesi per il 2026 lo si era ben capito. Sin dal suo annuncio come erede spirituale della acclamata serie GTR il gioco di Straight4 ha fatto parlare di sé a suon di voci e annunci dal tono spettacolare.

Il team guidato da Ian Bell, volto noto nel panorama sim racing per il suo ruolo chiave nello sviluppo della serie Project Cars, aveva infatti un ambizioso progetto di portare un simulatore senza compromessi ad essere fruibile anche per gli utenti console, da sempre molto svantaggiati in questo campo rispetto a quelli PC.

Le aspettative, però, come spesso accade nel mondo videoludico non sono state rispettate a pieno al momento del lancio, deludendo gran parte del pubblico. Noi di Automoto.it abbiamo avuto la possibilità di mettere alla prova Project Motor Racing nelle rispettive versioni console, in una build già migliorata con le patch post lancio. Allo stato attuale, quindi, PMR merita una possibilità?

Project Motor Racing: il setup per metterlo alla prova

Partiamo dai setup utilizzati per testare il gioco, configurazioni che a nostro parere rispecchiano in modo discreto gli utenti da console: PS5 con Logitech G293 e Playstation Portal per saggiare la risposta del gioco senza l'uso di un volante e Xbox Series X con Thrustmaster TX, cambio TH8A e pedali T-LCM.

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Cominciamo dal proverbiale elefante nella stanza, l’aspetto più importante per un racing game con queste intenzioni. Il motore fisico, pur essendo una versione riadattata del GIANTS Engine 10 proprio della serie di Farming Simulator, sembra aver fatto discretamente il suo lavoro. Il modello di guida è generalmente buono, godibile e divertente per la maggior parte delle auto, anche se forse troppo semplificato e permissivo.

Sono soprattutto le classi meno moderne a dare l’impressione migliore. Noi ad esempio abbiamo particolarmente apprezzato le vecchie GT e le NGT degli anni ‘90-2000 che volante alla mano riescono a trasmettere un ottimo livello di dettaglio e di sensazioni, offrendo un’esperienza decisamente appagante.

Meno dettagliate sono apparse invece le classi più moderne, quali GT3, GT4 e Hypercar. Molte di queste hanno fatto vedere delle lacune lato force feedback e lato guidabilità, e sono parse poco prevedibili e incostanti nel comportamento su pista. Per quanto riguarda invece la MX 5 Cup e la Porsche 964 Cup, le due auto che la maggior parte dei giocatori incontrerà cominciando la carriera in single player, anche queste sono sembrate da rifinire, un po’ troppo permissive nella guida ma comunque accettabili e appaganti da portare al limite. 

In generale, dunque, pur con qualche riserva, ci sentiamo di esprimere un giudizio complessivamente positivo sul modello di guida, che pur avendo ancora della strada da fare per essere godibile a pieno, si presenta divertente e non eccessivamente frustrante, soprattutto per chi non è avvezzo alle simulazioni hardcore.

Come si presenta volante, o controller, alla mano?

Il force feedback, altro punto fondamentale quando si parla di simulatori, è ampio nelle regolazioni ma, specialmente su alcune auto, poco dettagliato a primo impatto. Però, con un po’ di pazienza, è possibile trovare un buon compromesso giocando con le tante modifiche possibili.

Cosa molto positiva, il gioco - oltre alle impostazioni classiche - offre anche un menù dedicato nella pagina del setup in cui è possibile andare a regolare nel dettaglio il force feedback per ogni singola auto, permettendoci di rifinire a nostro piacimento le sensazioni trasmesse alla periferica. Tuttavia, manca una guida che aiuti il giocatore ad approcciarsi alle modifiche, in soccorso a questa critica gli sviluppatori hanno provveduto a crearne una ufficiale, scaricabile a questo indirizzo.

A nostro avviso sarebbe anche una buona idea aggiungere dei preset differenziati divisi per auto o perlomeno per classe, in quanto per il giocatore medio non è sempre facile trovare la giusta quadra tra le varie regolazioni. Per chi dovrà utilizzare il pad invece, sarà un po' più difficile adattarsi. Il gioco cerca di adeguare la sterzata alla velocità, ma appena si esce dalla traiettoria ideale è praticamente impossibile mantenere l’auto in pista. Un difetto che a dire la verità emerge spesso anche in altri titoli.

Per quanto riguarda la grafica, altro aspetto molto importante per i sim racers, è discreta pur non facendo certamente gridare al miracolo. Il primo Project CARS, ad esempio, stupì al suo tempo per il colpo d’occhio mozzafiato. PMR ha comunque una grafica accettabile - sempre se questa non è tra le priorità quando si sceglie un simulatore - ma il fatto che venga quasi surclassato da un titolo di 10 anni fa non gioca certamente a suo favore.

La pioggia, per esempio, ha una buona resa al “tatto” con le variazioni dinamiche di grip e di graduale asciugatura della traiettoria, ma visivamente è pressoché identica se non peggiore di quella vista nei vecchi Project CARS, i quali hanno alle spalle quasi un decennio. I circuiti, invece, sono ben realizzati, anche per quanto riguarda i dettagli delle asperità e dell’andamento del tracciato, con buona resa generale dell’ambiente circostante.

Se non ci si ferma a cercare il pelo nell’uovo, inevitabile per quando bisogna trovare un compromesso di ottimizzazione tra le varie periferiche, la grafica non condiziona troppo l’esperienza generale di gioco. Il comparto audio, invece, è generalmente ben reso lato motori e sound ambientale dell’abitacolo. Adorabile il fischio dei freni quando sono freddi, Tuttavia, da rivedere il sound e la fisica degli impatti con le barriere e con le altre auto, che al momento è ben lontano dal risultare realistico ed è forse troppo semplificato.

Esperienza complessiva di gioco: promossa o bocciata?

Tra le principali feature portate avanti nello sviluppo, la modalità single player doveva essere il fiore all’occhiello del titolo, ma le intenzioni sono state solo in parte rispettate. La carriera si articola comunque in modo interessante, a partire dal tipo di sponsorizzazione che scegliamo per il nostro team che andrà a condizionare il modo in cui gareggiamo e gestiamo le finanze per trasferte e costo dei danni.

L’impressione è che manchi ancora un podi profondità per renderla veramente immersiva, come fu per i primi 2 Project CARS, dove era possibile vedere la progressione del calendario e di tutti gli eventi per ogni classe. Attendiamo su questo fronte un rinnovamento generale già annunciato dal team di sviluppo.

L’IA, a dir poco disastrosa nelle prime build del gioco, è decisamente migliorata con le patch correttive e ora offre un’esperienza accettabile. Su entrambe le versioni abbiamo provato quella “autentica” al massimo della difficoltà constatando però una certa incostanza nell’abilità sui vari circuiti, nonché ancora qualche lacuna per quanto riguarda la consapevolezza di ciò che succede in pista.

Ancora da perfezionare il sistema dei track limits, meno rigido di quanto fosse al lancio ma ancora troppo punitivo e a tratti frustrante anche per le minime escursioni. C’è poi tutta una serie di dettagli che pur non condizionando l’esperienza di guida, danno ancora l’impressione di un prodotto da rifinire. Per esempio, abbiamo constatato un malfunzionamento alla frizione, che pur prendendo correttamente l’input del pedale non influisce sul cambio marcia, rendendo di fatto ogni macchina come se fosse sequenziale.

Pare anche esserci una mancanza totale delle bandiere di gara, dettaglio che in un simulatore moderno fa storcere il naso pur non influendo particolarmente sull’esperienza. Inoltre, sulla versione PS5, sembra esserci ancora qualche problema nelle animazioni del volante nell’abitacolo. Anche l'interfaccia di gioco potrebbe dire certamente qualcosa di più, i menù e l’HUD sono poco accattivanti e a tratti decisamente poco intuitivi.

Per fare un paragone, per effettuare dei giri di prova libera è necessario impostare un weekend di gara e rimuovere avversari e sessioni superflue, laddove in altri simulatori esiste una voce per scendere subito in pista senza doversi preoccupare di smanettare troppo nei menù.

Buona invece la mole di contenuti, al netto delle future espansioni. Le auto trovano il loro punto forte in quelle classi che raramente sono state toccate in altri simulatori, prime fra tutte le GT di inizio anni 2000 che come detto sono anche rese molto bene, mentre per quanto riguarda i circuiti, pur mancando qualche grande classico, la scelta è ampia e soddisfacente.

Da segnalare la mancanza di molte licenze ufficiali, che però  - ovviamente -  condiziona solo in piccola parte l’esperienza di gioco. Ultima menzione per il comparto MOD, novità gradita per il mondo console, da cui è già possibile scaricare un paio di auto “particolari”, livree personalizzate e setup per chi non è pratico con le modifiche di assetto.

Considerazioni finali: vale la pena l'acquisto?

La risposta è: dipende. Project Motor Racing doveva rappresentare una ventata d’aria fresca nel mondo dei simulatori, sia per la modalità single player che per il ventaglio di contenuti, ma è riuscito solo in parte a mantenere le promesse. Le patch post lancio l’hanno reso godibile, anche se i pezzi non sono ancora tutti al proprio posto e le basi per avere un ottimo titolo ci sono, a patto che il team di sviluppo continui a dedicarci attenzione. 

La road map a breve-medio termine pubblicata dal team fa ben sperare, è chiaro che gli sviluppatori stiano già lavorando su molti dei problemi che abbiamo riscontrato durante il nostro test. Se avete un PC e cercate magari una modalità single player più appagante, merita una chance. Magari ad un prezzo scontato, ma le alternative ci sono e soprattutto al momento sono più valide dal punto di vista della giocabilità.

Se invece siete utenti console ci sentiamo di consigliarlo, poiché ad esclusione di GT7  - che però è esclusiva Sony non esistono per ora altri titoli che facciano le stesse cose a livello di contenuti. L’esperienza è tutto sommato positiva e divertente, sia per chi cerca una sfida più raffinata dei classici "sim-cade" sia per chi invece non vuole prendersi troppo sul serio.

 

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