trasporti

Protesta NCC, Roma: chi sono e cosa vogliono

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Quelli delle auto a Noleggio Con Conducente, che bruciano un fantoccio del ministro in piazza e minacciano di bloccare il Paese

Una sigla, tre lettere e molti veicoli che prestano servizio in Italia e anche all'estero. Sono quelli del Noleggio Con Conducente (NCC) che si fanno sentire in questi giorni protestando vivacemente, a Roma. Anche loro puntano il dito (e non solo) contro le nuove norme che dal parlamento escono, per disciplinare il proprio settore nel 2019. Un settore che francamente nello specifico degli NCC non tocca dal vivo tantissimi cittadini privati italiani, come quello dei più noti taxi, ma che è molto vicino ai servizi aziendali e istituzionali. Un settore che, detto tra noi, qualche nuova regola per ottimizzare, sia il lavoro degli addetti stessi, sia i costi per tutti e in modo indiretto (es. tasse) il beneficio per il Paese intero, la merita eccome.

NCC

Il servizio degli NCC è quello di trasportare le persone: ci si siede, con o senza bagagli e si arriva a destinazione. E' però più articolato di quello classico dei taxi, più lussuoso se vogliamo e professionale soprattutto, almeno nella forma. Con l'NCC non si hanno certi limiti ed è più flessibile, soprattutto può dirigersi verso ogni destinazione, pur avendo un riferimento comunale per le rimesse. I veicoli, tipicamente grandi berline in allestimento top, o anche Van fino a 9 posti, sono quasi sempre blu scuro ed espongono il noto scudo metallico. Gli accordi (prenotazione, modalità, costo e pagamento) sui vari servizi di trasporto, sono negoziati di volta in volta, in forma privata con i clienti stessi degli NCC.

Pupazzo del ministro Di Maio bruciato in piazza a Roma
Pupazzo del ministro Di Maio bruciato in piazza a Roma

Autorizzazioni e Servizi

Oltre alle scene di forte protesta, le frasi a effetto e addirittura le minacce di bloccare il Paese, per dare contro a un governo accusato di fare interessi solo dei tassisti, esattamente di cosa si tratta? Parlano di diritto al lavoro, di presidente Mattarella che deve intervenire a salvarli, però… Molti automobilisti sanno solo che quando vedono quelle auto in coda, generalmente premium, con lo scudo NCC apposto, qualcuno sta trasportando ospiti nelle nostre città. Ospiti che sono in movimento per lavoro, che pagano (magari salato) un servizio teoricamente superiore a un classico taxi, servizio che è oggettivamente cresciuto negli anni in Italia, per aziende o enti che lo sfruttano nelle proprie attività.

Gli NCC vanno a prendere persone presso stazioni, aeroporti o piazze, portandoli ovunque in un raggio d’azione più ampio di quello dei taxi, sia per chilometraggio sia per tempistica. La protesta NCC di questo inverno è per alcune regole che se entrassero in vigore, limiterebbero istantaneamente sia il lavoro sia lo sviluppo della loro nicchia operativa. Federnoleggio e Anitrav accusano il governo di favorire tassisti e Anar, se passa la nuova normativa per gli “autoservizi pubblici non di linea".

In pratica gli NCC potranno operare in ambito provinciale senza dovere tornare in rimessa solo avendo già “in carico” più prenotazioni oltre alla prima. Un bel limite, per chi spesso adegua i servizi alle richieste variabili dei clienti grazie ai propri mezzi e ai propri conducenti "sempre pronti" (es. nuove tappe, ritardi, variazione dei trasportati o delle mete e via dicendo..) un NCC è apprezzato, scelto, anche per questo. Resta bloccato poi il rilascio di nuove autorizzazioni, finché non sarà operativo il nuovo archivio informatico nazionale, che registra tutte le licenze del settore, anche dei taxi.

Prossimi passi

I tassisti, tirati in ballo come categoria complementare ma anche rivale (pur se di clientele diverse si tratta) visto che sono stati i primi ad alzare la voce ed avere una risposta dal governo, in passato, si difendono: dicendo che le loro note battaglie (quando si fermano i taxi, effettivamente la popolazione lo sente maggiormente) sono state contro l’abusivismo piuttosto che Uber, non contro gli NCC nello specifico.

Staremo a vedere come si comporterà il governo, di certo i dettagli in questo caso contano e i numeri non sono da poco, pensando alla mole di servizi trasporto per tutta l’Italia tutto l’anno. Una correzione potrebbe arrivare, da Roma. Intanto cala la paura di vedere “bloccato il Paese” anche perché gli NCC al massimo rallentano molte attività di aziende, anche importanti, ne alzano i costi e spostano gli equilibri sui servizi, ma non dovrebbero essere in grado di fermare attività pubbliche primarie, almeno solo “spegnendo i motori”.

Il Comitato Difesa NCC (Anitrav, Fai Confcommercio e Federnoleggio Confesercenti) prende le distanze da quanto successo in piazza ieri e dal clima di tensione, ma ricorda: "Tra cinque giorni saremo dei fuorilegge, il decreto imposto dal Governo è, dal nostro punto di vista, incostituzionale".

Proteste NCC a Roma
Proteste NCC a Roma

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