Qualcuno ha detto NIO? Così la “Tesla cinese” ha realizzato il primo profitto (dopo anni di scetticismi)

Qualcuno ha detto NIO? Così la “Tesla cinese” ha realizzato il primo profitto (dopo anni di scetticismi)
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La cinese NIO ha raggiunto per la prima volta il profitto trimestrale dopo anni di perdite e investimenti nel mercato delle auto elettriche. Come ha fatto? Le vendite record di auto e una strategia multibrand hanno spinto i conti del gruppo. Che adesso punta alla redditività annuale entro il 2026. Ma nel competitivo settore delle EV la sfida è appena iniziata..
21 marzo 2026

Dopo anni di perdite e dubbi sulla sostenibilità del suo modello di business, la casa automobilistica cinese NIO ha finalmente raggiunto un traguardo simbolico: il primo profitto trimestrale della sua storia.

L’azienda di Shanghai, spesso soprannominata la “Tesla cinese”, ha infatti chiuso il quarto trimestre del 2025 con un utile netto di 122,4 milioni di yuan (circa 17,7 milioni di dollari), ribaltando la perdita di 7,13 miliardi di yuan registrata un anno prima.

A spingere il ritorno al profitto sono state soprattutto le vendite record di auto elettriche. Nel solo mese di dicembre NIO ha consegnato 48.135 auto, portando il totale trimestrale a 124.807 veicoli, il livello più alto mai raggiunto dalla società.

Nel complesso il fatturato trimestrale è salito del 76% fino a 34,65 miliardi di yuan, mentre il margine lordo è migliorato fino al 17,5%, grazie a una maggiore efficienza produttiva e a un mix di modelli più redditizi.

Il risultato è tra arrivato in un momento cruciale per il mercato globale delle auto elettriche, con la competizione tra produttori che è diventata sempre più intensa e la pressione degli investitori per raggiungere il profitto particolarmente forte.

Il riscatto delle auto di NIO

Il miglioramento dei conti della società con sede a Shanghai è legato anche a una strategia commerciale più ampia. NIO ha in primis rafforzato il proprio portafoglio di auto con tre marchi destinati a segmenti diversi: il brand premium principale, il marchio più accessibile Onvo e la nuova linea compatta Firefly, pensata per intercettare una clientela più ampia.

Questa strategia multibrand ha contribuito ad aumentare le vendite di auto e a migliorare i margini, sostenendo la crescita della domanda per modelli di punta come il SUV di fascia alta ES8.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, proprio il successo commerciale di questi modelli e la forte domanda nel segmento premium delle auto elettriche hanno sostenuto le consegne nell’ultima parte del 2025, permettendo alla società di raggiungere nuovi record operativi.

Parallelamente NIO ha lavorato anche sul fronte dei costi per consolidare il ritorno al profitto. Negli ultimi mesi l’azienda ha avviato una serie di misure di efficientamento, tra cui l’adozione di chip progettati internamente al posto di quelli Nvidia e la riduzione di alcune spese operative considerate non essenziali. Il risultato è stato un miglioramento significativo della redditività e una maggiore fiducia da parte degli investitori, con il titolo NIO quotato a New York che ha reagito positivamente alla pubblicazione dei risultati finanziari.

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Le prossime sfide di NIO

Nonostante questo traguardo storico, la strada verso una redditività stabile resta però complessa. Come ha ben spiegato Nikkei Asia, il profitto trimestrale rappresenta soprattutto una tappa simbolica dopo oltre un decennio in cui la startup ha bruciato svariati quattrini per sostenere la crescita nel mercato più competitivo al mondo per le auto elettriche (quello della Cina).

Nel 2025 la società ha poi comunque registrato una perdita annuale di circa 2 miliardi di dollari, anche se in netto miglioramento rispetto agli anni precedenti. Il fondatore e CEO William Li ha indicato come obiettivo il pareggio su base annuale entro il 2026, puntando su maggiori vendite di auto, margini più alti e una gestione più rigorosa dei costi.

Tuttavia gli analisti avvertono che il contesto di mercato rimane incerto: la guerra dei prezzi tra produttori di auto elettriche continua a comprimere i margini, mentre alcune innovazioni tecnologiche - come le nuove batterie a ricarica ultrarapida presentate da concorrenti come BYD - potrebbero mettere in discussione il vantaggio competitivo della tecnologia di battery swapping su cui NIO ha costruito gran parte della propria identità.

La vera sfida, dunque, non è solo dimostrare di poter generare un profitto trimestrale, ma trasformare questo risultato in una redditività stabile nel lungo periodo.

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