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De Vita: «Rotonde? Non si è ancora capito come costruirle e percorrerle»

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Sembra incredibile ma in Italia sono in molti a non aver ancora capito come si deve affrontare una rotonda. I comuni intanto, infischiandosene delle normative europee, costruiscono rotatorie a dir poco bizzarre...

De Vita: «Rotonde? Non si è ancora capito come costruirle e percorrerle»

Quello delle rotonde rimane un tema caldo nel nostro Paese. Ormai è da anni che le rotatorie si diffondono a macchia di leopardo in Italia eppure c'è ancora chi non ha ben chiaro come si devono percorrere e a chi spetta la precedenza, per non parlare poi delle frecce, che in corrispondenza delle rotonde non vengono azionate praticamente da nessuno. Come se non bastasse poi ci si mettono anche i Comuni che, infischiandosene delle normative europee, costruiscono rotonde a dir poco bizzarre, pericolose ed inefficienti.

 

Sull'argomento è intervenuto il nostro editorialista Enrico De Vita a Isoradio, intervistato da Elena Carbonari.

 

Ancora oggi c'è chi non sa come affrontare una rotonda in maniera corretta. Chiariamolo una volta per tutte, cosa dice il Codice della Strada?
«Sembra incredibile, ma ci sono ancora molti automobilisti e motociclisti che non hanno capito come affrontare una rotatoria nella maniera correta. Il Codice della Strade dice semplicemente che le rotonde danno la precedenza a chi circola al loro interno. Questo significa che chi entra in rotonda deve sempre dare la precedenza a tutti coloro che stanno già percorrendo la rotatoria».

enrico de vita isoradio
Il nostro editorialista Enrico De Vita è intervenuto a Isoradio sul tema rotonde. Nella foto apertura una assurda rotonda realizzata intorno ad un palo. Da notore i segnali di obbligo di svolta a destra completamente sbagliati in presenza di una rotonda (gli unici ammissibili sono quelli di obbligo passaggio a destra con la freccia verso il basso)

 

Perché in Italia, a proposito di rotonde, si parla di una situazione “anomala”?
«Moltissimi comuni italiani, incentivati anche dall'Unione Europea, che presta parecchi soldi alle amministrazioni, stanno costruendo un'infinità di rotonde, anche a sproposito e spesso inutili o addirittura pericolose per chi viaggia in auto o in moto».

 

Come dovrebbero essere costruite le rotonde e come sono invece quelle italiane?
«L'assurdità più frequente è quella di veder spuntare come funghi rotonde con diametro piccolo, a volte ridicolo. Diametri che risultano di gran lunga inferiori a quelli stabiliti dalle normative internazionali, che obbligano a non scendere sotto i 20 metri di larghezza. E in Germania non si può scendere addirittura sotto un diametro di 23 metri. In Italia invece abbiamo rotonde assurde, larghe anche solo 5 metri. Per non parlare di quelle ancora più bizzarre con diametro da 1 metro! Nel nostro Paese si possono vedere rotonde allestite intorno ad un palo della luce. Vengono installati quattro guard rail di plastica intorno ed ecco spuntare una nuova mini-rotonda».

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Un tipico esempio di mini-rotonda

 

Le rotonde sono veramente utili?
«Se si rispetta un diametro minimo di 20 metri le rotonde portano sicuramente benefici per la sicurezza e la gestione del traffico».

 

Ma le mini-rotonde non sono l'unico tranello...
«Oltre alle “rotatorie in miniatura” le amministrazioni comunali italiane fanno un altro grave errore. Spesso costruiscono infatti rotonde con strade tangenti, pratica espressamente vietata dalle norme internazionali, che invece richiedono di far rallentare chi entra fino a fargli assumere la stessa velocità di chi circola all'interno. Solo in questo modo si obbliga chi entra nella rotonda a frenare fino a raggiungere la velocità media di chi si trova all'interno della rotatoria, limitando il pericolo in caso di potenziale collisione».

Nel nostro Paese si possono vedere rotonde allestite intorno ad un palo della luce

 

Perché le rotonde con tangenti sono così pericolose?
«In Italia fioccano le rotonde con tangenti. Ma anche gli incroci con nel mezzo rotonde di un metro, più simili ad una pizza che ad una rotatoria, costituiscono un grave pericolo per la circolazione. Infatti, si lascia che tutti i veicoli provenienti dalle quattro le strade possano percorrere questa “non-rotonda” ad alta velocità, senza rallentare nemmeno di un km all'ora. Se la rotonda è piccola diventa difficile capire chi la sta percorrendo in senso rotatorio, a chi e come dare la precedenza, perché i veicoli che impengano l'incrocio lo attraversano in un batter d'occhio».

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Le rotonde-pizza creano grossi problemi in modo particolare ai mezzi pesanti

 

E poi in Italia nessuno utilizza più le frecce, specialmente in rotonda...
«Sì, è vero. L'altro grande problema legato alle mini-rotonde è causato proprio dalla sparizione degli indicatori di direzione. Automobilisti e motociclisti, infatti, hanno dimenticato l'utilizzo delle “frecce”, obbligatorie per il codice ma desuete per gli automobilisti, tanto da diventare un optional. Così a occhio direi che almeno nove automobilisti su dieci non utilizza le frecce all'interno delle rotonde».

 

Perché è così importante utilizzare le frecce in rotonda?
«Se la precedenza spetta sempre a chi è già nella rotatoria, la mancanza della freccia complica la situazione perchè l'incrocio diventa una situazione ove la precedenza spetterebbe a chi viene da destra. Ma la norma vieta di dare precedenza a chi si appresta a entrare in una rotatoria, perchè deve essere sempre e solo di chi si trova all'interno. Per ultimo, il panorama viene complicato da quei Comuni che riconoscono la precedenza a chi percorre la rotatoria, tranne che per una direzione privilegiata, per esempiop per una direzione utilizzata dai mezzi pubblici, o da un assessore. A Segrate per esempio c'è una rotonda che dà precedenza agli autobus che procedono diritti. Questo è il massimo della incongruenza perché non può avere la precedenza al tempo stesso chi è all'interno e chi si appresta ad entrare in rotonda.».

Le rotonde devono essere perfettamente circolari perché solo in questo modo si possono assegnare a tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri

 

Perché non possono esistere rotonde con forme diverse da quella circolare? In Italia se ne vedono così tante...
«Le rotonde devono essere perfettamente circolari perché solo in questo modo si possono assegnare a tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri. Non solo ma la forma a cerchio è l'unica che garantisce la percorrenza con velocità costante e con angoli di sterzo fissi (in modo da non muovere il volante e non corere il pericolo di urtarsi). In caso contrario – rotonde bislunghe, a rombo, a pera, a fagiolo e di tutte le forme possibili – siamo di fronte a qualcosa di anacronistico e non riconoscibile, quindi, se ognuno poi se le costruisce come vuole, diventa anche inutile fare norme generali estese a tutto il territorio nazionale.»

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Una "non rotonda" realizzata in mezzo ad un incrocio con barriere in plastica

 

Di chi è la colpa di questa situazione a dir poco caotica?
«Tutto questo – mini-rotonde, rotonde tangenti dove nessuno rallenta e utilizzo delle frecce pressoché inesistente unito a segnali di precedenza ambigui e fuori legge – causa incidenti frequenti nei quali nessuno riconosce il torto. La colpa è prima di tutto del legislatore che in Italia non ha imposto un diametro minimo per la costruzione di rotonde».

 

 

  • antozor, Capoterra (CA)

    Dispiace parecchio leggere un articolo intitolato (a proposito delle rotonde)
    "...non si è ancora capito come costruirle e percorrerle..."
    e poi, leggendolo, si percepisce la stessa limitazione da parte dell'autore.
    Ancora di più dispiace perché l'autore è una persona che, sulla carta, vanta una esperienza ed una cultura nel campo di altissimo livello.

    Evidenziamo dunque subito le affermazioni inesatte dell'articolo, che l’ ing. De Vita, avrebbe quantomeno dovuto verificare prima di proferire:

    * "Il Codice della Strade dice semplicemente che le rotonde danno la precedenza a chi circola al loro interno"…
    e
    "...la norma vieta di dare precedenza a chi si appresta a entrare in una rotatoria".

    ASSOLUTAMENTE NON VERO!
    Non solo il codice della strada non dice questo, ma neanche definisce l'entità "rotonda" o “rotatoria” come elemento particolare della viabilità.
    Oltre a non essere mai menzionata nel codice della strada, la rotonda non compare nemmeno nel
    Titolo II del Regolamento Attuativo "Costruzione e tutela delle strade".


    Quanto affermato nell'articolo è forse vero nella legislazione di altri paesi europei, ma non in Italia.
    Ed infatti, penso che l'ing. De Vita, così come tutti gli automobilisti, avrà notato che, al fine di
    evitare che chi entra possa avere la precedenza su chi è già dentro, che gli proviene da sinistra, tutte
    le immissioni nelle rotonde, salvo rare eccezioni, sono normalmente dotate di segnaletica orizzontale e verticale di "dare precedenza".


    * " ...segnali di obbligo di svolta a destra completamente sbagliati in presenza di una rotonda (gli unici ammissibili sono quelli di obbligo passaggio a destra con la freccia verso il basso)"

    ALTRA COSA ASSOLUTAMENTE SBAGLIATA
    Anche per coerenza con quanto affermato più avanti nell'articolo, che contesta le minirotonde, che assomigliano più ad un ostacolo da aggirare che ad una rotonda, e auspica la costruzione di rotonde di grande diametro e di forma regolare, lo scrivente dovrebbe trovare logico che la segnalazione più corretta sarebbe quella normalmente utilizzata in un incrocio con svolta obbligatoria a destra, piuttosto che quella utilizzata per indicare da quale parte oltrepassare un ostacolo.
    Dunque, l’eventuale freccia bianca in campo blu, dovrebbe necessariamente essere orizzontale e non inclinata verso il basso.
    Ma bisogna anche dire che tale indicazione diviene del tutto superflua quando, all’ingresso della rotatoria, siano apposti i cartelli appositamente previsti (unici casi di menzione di rotatoria), ovvero il II.27 (preavviso) e il II.84 (obbligo).

    * "...in Italia nessuno utilizza più le frecce, specialmente in rotonda"

    CONCORDO CON L'AFFERMAZIONE, MA NON CON LE RELATIVE GIUSTIFICAZIONI
    Premettendo che il problema dell'errato o mancante utilizzo degli indicatori di direzione non è limitato alla percorrenza delle rotonde, ma interessa ormai tutte le situazioni in cui ciò è previsto dal codice ed è esteso alla maggior parte degli automobilisti, anche in questo caso bisogna osservare che, in parte, la confusione esistente è determinata proprio dalla totale assenza di regole specifiche da parte del codice della strada che, come già detto, non regolamenta minimamente la rotonda, che neanche definisce.
    L'utilizzo degli indicatori di direzione, così come il comportamento generale da mantenersi all'interno delle rotonde, come già più volte suggerito da parte di autorevoli riviste del settore, così come da molti nuclei di Polizia Locale, nei propri siti web, non differisce da quello che deve essere tenuto in tutte le altre stuazioni "normali", già regolamentate dal codice della strada.
    Ad esempio, dato che l'ingresso nella rotonda corrisponde a svoltare a destra in un incrocio con direzione (unica) obbligatoria, non è assolutamente necessario segnalare alcunché, dato che il comportamento da tenere non può essere equivocato in nessun modo.
    Semmai, se ci si riferisce a rotonde con più corsie, sia all'interno che nella immissione, il comportamento giusto sarebbe quello da tenere in incroci dello stesso tipo, nei quali, si desidera utilizzare la corsia più a sinistra: all’ingresso della rotonda, si segnala preventivamente il cambio di corsia verso sinistra con la freccia a sinistra e, entrati nella rotonda dalla corsia di sinistra, si imbocca e mantiene la corsia più interna, naturale prolungamento della corsia di immissione precedentemente occupata. Qualora all’interno della rotonda si decidesse di cambiare ancora corsia, questo dovrebbe essere segnalato come un qualunque cambio di corsia.
    In occasione dell'uscita dalla rotonda, valgono le stesse semplici regole che valgono nell'approcciare
    qualunque incrocio: NON è possibile svoltare a destra (uscire dalla rotonda) partendo dalla corsia più a sinistra, senza aver preventivamente e per tempo (previa segnalazione e dovuta precedenza) cambiato corsia per portasi in quella più a destra (esterna della rotonda) e segnalato ulteriormente la svolta (uscita) ancora con la freccia a destra.
    Una cosa che la maggior parte degli automobilisti non ricorda (o non conosce) è che chi sta nella corsia più esterna NON ha l'obbligo di uscire, ma può percorrere anche tutta la rotonda, anche più volte, senza farlo. Per questo motivo, se qualcuno gli taglia la strada, tentando di uscire provenendo dalla corsia più interna (seppur con indicatore di direzione inserito), ha torto marcio e, in caso di collisione, è responsabile dei danni"!
    E’ ora di finirla con questi “piloti di F1” che tagliano le rotonde entrando a destra, sfiorando lo spartitraffico centrale ed uscendo alla seconda uscita, tagliando cosi anche tre corsie, come se stessero correndo un GP.



    Fatte queste dovute precisazioni, devo invece concordare sulle altre puntualizzazioni dell’articolo:

    * DIAMETRO MINIMO DELLE ROTONDE:
    "...normative internazionali, che obbligano a non scendere sotto i 20 metri di larghezza.
    E in Germania non si può scendere addirittura sotto un diametro di 23 metri"

    ASSOLUTAMENTE il diametro della rotonda deve essere non inferiore ad un minimo ragionevole.
    A prescindere da cosa si debba intendere per ragionevole (20 metri, 23 metri?), oltre a rendere la rotonda più facilmente percorribile anche a mezzi di grossa taglia, il diametro minimo (insieme alle altre caratteristiche indicate oltre) serve anche a dilatare spazi e tempo di percorrenza, rendendo più facilmente identificabile chi "ha già impegnato la rotonda" e creando margini di reazione più ampi.
    Una delle cose che capitano spesso nelle rotonde piccole e mal conformate, è che, pur entrando in contemporanea o immediatamente prima della vettura che sopraggiunge velocemente dall'ingresso più a sinistra, vettura che teoricamente non avrebbe precedenza, non avendo impegnato la rotonda, ci si trovi a dover frenare bruscamente per evitare una collisione, che ci vedrebbe responsabili del sinistro, per non aver ceduto il passo.
    Anche questa possibilità sarebbe scongiurata da una conveniente distanza fra gli ingressi (quindi da una adeguata dimensione della rotonda) insieme a convenienti sistemi di rallentamento delle vetture in ingresso.
    Infine, l'aumento del raggio avvicina anche la percezione che il conducente ha dell'ingresso della rotonda a quella che avrebbe approcciando ad un normale incrocio con strada rettilinea; al limite, ampliandola molto (con linguaggio matematico, "facendone tendere il raggio all'infinito") si perderebbe la percezione di rotonda, e si tenderebbe quindi ad applicare spontaneamente le
    normali regole comportamentali, senza porsi dubbi circa la "situazione particolare".



    FORMA DELLE ROTONDE
    "...rotonde bislunghe, a rombo, a pera, a fagiolo e di tutte le forme possibili..."
    Assolutamente giusto!
    La "progettazione creativa" non deve trovare spazio in un contesto in cui ogni dettaglio deve essere teso ai due principi fondamentali della circolazione: sicurezza e scorrevolezza!
    Al contrario, tutto ciò che può creare intralcio, rallentando la circolazione, e/o pericolo deve essere bandito. E non c'è dubbio che interpretazioni differenti, da parte di chi disegna la rotonda e di chi ne cura la segnaletica, non possono fare altro che condurre ad interpretazioni altrettanto personali e creative, da parte degli automobilisti, su come affrontarle.



    CARATTERISTICHE INGRESSI
    "...norme internazionali, che invece richiedono di far rallentare chi entra fino a fargli assumere la stessa velocità di chi circola all'interno..."
    "Spesso costruiscono infatti rotonde con strade tangenti..."
    Niente da dire, se non stupirsi di come gli ingegneri stradali che le disegnano non possano comprendere l’importanza di questo semplice ed ovvio requisito, di una struttura creata appositamente per smistare e snellire il traffico nelle intersezioni, salvaguardando la sicurezza.



    CHI E' RESPONSABILE DELL'INADEGUATEZZA DELLE ROTONDE
    Concordo anche con questo punto che, a mio avviso, coinvolge ancora più soggetti di quelli indicati.
    In primis del legislatore che, come già osservato, non si preoccupa neanche di definire l'elemento rotonda, figuriamoci se si preoccupa di vincolarne dimensioni, forme, segnaletica, immissioni ecc. a degli standard minimi ragionevoli, peraltro già definiti da direttive comunitarie.
    Altrettanto responsabile è chi progetta la rotonda che, per l'essere persona di buon senso (si suppone) e adeguatamente formata (ingegneri con formazione specifica) dovrebbe adottare dei "minimi di sicurezza" a prescindere dalla normativa.
    Buona parte di questi minimi esistono già nella normativa per quanto riguarda le caratteristiche di altri tratti della viabilità (raggi minimi, larghezze minime ecc.).
    Ma non bisogna dimenticare, purtroppo, anche la responsabilità di tutti gli altri soggetti pubblici che, dal ministro all'agente semplice della polizia stradale, troppo spesso mostrano limiti inaccettabili di conoscenza della normativa, che non fanno altro che aumentare la confusione dell’utente della strada.
    Personalmente mi è capitato di sentire, dagli agenti di pubblica sicurezza, affermazioni assurde di vario tipo: Ad esempio che "in Italia sono vietate le rotonde a più corsie", oppure che “in salita è vietato il sorpasso” e così via!
    Ma anche la stessa circolare prot. 6935, del 22.3.2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pur essendo chiara e corretta in quasi tutte le sue parti, si perde un po' quando dice che, nell'approcciare rotatorie a due o più corsie e strada d’accesso con due o più corsie per senso di marcia, per uscire sulla sinistra rispetto alla mezzeria della rotonda (ovvero, almeno alla terza uscita):
    - ci si avvicina alla rotatoria portandosi nella corsia di sinistra della strada di accesso;
    - immettendosi nella rotatoria si attiva l’indicatore di direzione sinistro...
    - si percorre l’anello circolare nella corsia di sinistra, mantenendo in funzione l’indicatore di direzione sinistro...
    Ci si chiede dunque:
    - ma per portarsi nella corsia più a sinistra della strada di accesso, non si è gia segnalato lo spostamento con l'indicatore di direzione sinistro, che quindi è già acceso?
    - che necessità c'è di mantenere l'indicatore sinistro acceso per tutta la percorrenza della corsia interna, se: non è necessario segnalare un ulteriore spostamento più a sinistra, in quanto non esiste una corsia più a sinistra, non è (mai) necessario segnalare la permanenza entro una corsia (per definizione stessa di corsia) dovendo invece segnalarne l'abbandono, in questo caso possibile solo a destra?
    Insomma anche le indicazioni del Ministero sono in parte contrastanti con le regole generali definite dal Titolo V del codice della strada.


    Insomma, non si può che rilevare che la responsabilità della errata “interpretazione” delle rotonde (dalla sua progettazione al suo utilizzo), ricade sulle spalle di molti, compresi quei giornalisti che si mettono a sparare a zero sugli errori degli altri, ma sono i primi a dare il proprio contributo alla confusione generale.
    Ma sarebbe meglio leggersi con attenzione il codice della strada? Si scoprirebbe che, applicandolo scrupolosamente durante la percorrenza di una rotonda, si scoprirebbe che non c'è alcuna possibilità d'errore.
    Non serve una legislazione apposita per l'uso corretto delle rotatorie ma solo delle direttive chiare e precise per chi le deve progettare e segnalare!
  • -Macs-, Trento (TN)

    Un tondo per terra costa meno dei semafori.

    Una rotatoria a norma costa di più, ovviamente. In Alto Adige, nell'aiuola centrale, c'è quesi sempre un cartello che ricorda di usare la freccia in uscita :)
    Ad ogni modo credo che chi si fermi a leggere quest'articolo non abbia bisogno di sapere come funziona una rotatoria.. il problema sono quelli che lo saltano a piè pari e leggono solo i dati di accelerazione nella nuova prova...
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