Simracing: la FIA vuole campionati ufficiali. Cosa cambia davvero per i piloti virtuali

Simracing: la FIA vuole campionati ufficiali. Cosa cambia davvero per i piloti virtuali
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La FIA lancia un bando di gara per cercare partner per l'organizzazione di campionati esports che diventeranno campionati ufficiali come la Formula 1 o il WRC. Come cambierà la vita dei simracers nel mondo?
18 giugno 2026

La FIA ha pubblicato una "Call for Proposal" che possiamo tradurre come bando di gara per trovare patner che organizzino dei campionati di simracing ufficiali FIA. Lo scopo dichiarato è quello di espandere la base di appassionati sfruttando la crescente popolarità del simracing. Alcuni studi prevedono un marcato globale del valore di 5,1 miliardi di dollari per il 2026 (Fonte Statista.com) .

Se l'iniziativa avrà un seguito pratico potrebbero aprirsi per i piloti professionisti opportunità economiche come si augurava Valerio Gallo nella nostra intervista.

Cosa cerca la FIA

La Federazione Internazionale dell'Automobile cerca partner che si occupino dell'organizzazione dei campionati, viene data loro libertà di scetla sull'arera geografica di riferimento che può essere globale, continentale o su base nazionale.

I candidati dovranno presentare dei piani precisi indicando il software da usare, ma anche i piani di comunicazione e le sedi previste in cui svolgere degli eventi live come fanno Sony e Polyphony per le Gran Turismo World Series.

In sostanza, la FIA cerca partner che si occupino dell’organizzazione e dei costi operativi, mantenendo però il pieno controllo sulle regole e sull’impostazione sportiva dei campionati.

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E adesso come funziona ?

Al momento attuale ci sono federazioni nazionali come ACI Sport che organizzano i propri campionati ufficiali su base nazionale. La nostra federazione organizza campionati esports su iRacing con categorie che vanno dalla Formula 4 al GT.

Campionati nazionali sono organizzati anche i Germania con gare GT. Norvegia con gare di Kart, FIA per i paasi del MENA ( Medio Oriente e Nord Africa) con Gran Turismo 7. Gli altri simulatori usati sono iRacing  e l'italiano Assetto Corsa Competizione.

In conclusione per noi appassionati cosa cambia

Gli effetti di questa iniziativa non sono ancora prevedibili, sappiamo che c'è tempo fino al 17 agosto per la presentazione delle candidature e la FIA mantiene e manterrà il massimo riserbo sulle trattiva fintanto che queste non saranno concluse. Per gli appassionati non professionali non dovrebbe cambiare nulla all'atto pratico, per i piloti professionisti potrebbero aprirsi opportunità anche economiche, dato che l'intento chiaro della Federazione Internazionale è di allgare il pubblico di appassionati e di spettatori. La speranza di chi vi scrive è che una carriera nel simracing possa anche diventare un punto di arrivo e non solo un trampolino di lancio per le corse con le auto fisiche.

E voi cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti qui sotto,

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