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Stabilimento Ford a Blanquefort: anche in Francia sono messi male (chiedere a Le Marie)

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Dalle parti di Bordeaux, quelli di Ford chiudono senza accettare alcune alternative proposte dai politici francesi, che alzano i toni contro l’ovale blu: “sono disgustato” afferma il ministro dell’Economia

Quante storie poco gradevoli, a livello sociale o economico e quali luoghi di eccellenza produttiva, che l’industria automotive si è “lasciata dietro” nel nostro Bel Paese. L’Italia però non è sola, a piangere un passato produttivo per il mondo auto. Certo, per noi fa senso contare le troppe glorie sepolte nelle pagine dei libri, o peggio ora in mano ad altri, inclusi alcuni marchi mitici che continuano a brillare, facendo luce altrove in quanto a proprietà (uno su tutti: Lamborghini). In questi giorni dove la Francia e il suo governo sono fortemente perturbati, da eventi tragici, ci si mette anche la Ford a inasprire i toni nello staff di Emmanuel Macron. L’azienda americana che ha prospettato l’abbandono di uno stabilimento, mette in agitazione quelli che fanno del target sociale per lo Stato un loro credo, perché su quelle automobili ci lavoravano circa 850 persone.

“Sono indignato, nauseato dalla decisione di Ford” afferma il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire. I francesi contavano infatti sino all’ultimo nell’opzione del gruppo Punch, a sua volta azienda ex-USA (GM) che avrebbe prodotto sistemi e parti di cambi automatici sempre di automobili quindi, per tenere operativo Blanquefort. Pare però che adesso si prospetti la chiusura totale, visto che l’azienda, dopo alcuni mesi ha declinato e valutato il progetto come troppo rischioso, sul medio termine.

E se da noi qualcuno si lamenta dei giovani politici di oggi, pensando che quelli “seri, di un tempo” non sarebbero mai scesi a linguaggi troppo coloriti, almeno per dichiarazioni pubbliche (verso un colosso dell’auto che in qualche modo il suo peso lo ha sempre, ndr) in Francia sono ancor più diretti: “Voglio denunciare la vigliaccheria di Ford. Il gruppo non ha neanche avuto il coraggio di parlare al telefono con il ministro dell’Economia” afferma Le Maire davanti al proprio parlamento e ai francesi “Voglio denunciare anche le bugie, di chi ha tradito i lavoratori”.

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