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Segnali di miglioramento per Stellantis, che archivia il terzo trimestre del 2026 con risultati finanziari in ripresa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il gruppo automobilistico ha registrato ricavi netti pari a 37,6 miliardi di euro, in aumento dell’1% su base annua, mentre la perdita netta si è ridotta sensibilmente. I numeri mostrano i primi effetti delle iniziative di contenimento dei costi e del percorso di riorganizzazione avviato dalla società guidata da Antonio Filosa. Il quadro, tuttavia, rimane articolato: la redditività è ancora contenuta e il flusso di cassa industriale continua a essere negativo.
Il dato più importante riguarda la perdita netta di 453 milioni di euro, in miglioramento di circa il 90% rispetto ai 4,5 miliardi persi nel terzo trimestre del 2025. Sul fronte operativo, l’utile operativo rettificato ha raggiunto 256 milioni di euro, contro i 90 milioni dello stesso periodo del 2025. Il relativo margine è salito allo 0,7%, con un incremento di 50 punti base. Nei primi nove mesi del 2026, i ricavi hanno invece raggiunto 119,2 miliardi di euro, in crescita del 7%, mentre il risultato netto cumulato è tornato positivo per 217 milioni. Resta da recuperare terreno sul fronte della generazione di cassa: il flusso di cassa industriale è stato negativo per 4 miliardi di euro, pur migliorando rispetto ai 4,3 miliardi del terzo trimestre dell’anno precedente.
L’Europa allargata e il Sud America hanno contribuito positivamente ai ricavi, entrambi in crescita del 3% rispetto al terzo trimestre del 2025. In Europa, il gruppo beneficia anche della maggiore domanda di vetture elettriche a batteria: le vendite di auto BEV nell’area EU30 sono aumentate del 65% su base annua, mentre la piattaforma Smart Car ha registrato una crescita del 36%. In Nord America, i ricavi sono diminuiti del 3%, soprattutto per effetto dei minori volumi legati a una sospensione programmata della produzione. Più difficili le condizioni in Medio Oriente e Africa, dove i ricavi sono scesi del 19%, e nell’Asia-Pacifico, in flessione del 7%.
La strategia di rilancio passa dal piano industriale FaSTLAne 2030 e dal Value Creation Program, il programma con cui Stellantis intende migliorare la struttura dei costi e la redditività. L’obiettivo dichiarato è implementare entro la fine del 2026 almeno il 40% dei 6 miliardi di euro di efficienze annuali complessive previste dal programma. La società conferma inoltre le proprie previsioni finanziarie per il 2026: ricavi in aumento a una percentuale a una cifra media, margine operativo rettificato nella fascia bassa delle percentuali a una cifra e flusso di cassa industriale in miglioramento rispetto al 2025.
Il percorso non sarà privo di ostacoli: tra i fattori da tenere sotto controllo figurano i costi dei semiconduttori, gli oneri legati ai richiami e l’impatto dei dazi, stimato in un miliardo di euro per l’intero 2026. La liquidità disponibile offre un margine di protezione, ma il successo del piano dipenderà dalla capacità di consolidare i risparmi, adeguare la produzione alla domanda e migliorare i margini.