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Stellantis accelera sulla razionalizzazione industriale e tecnologica con STLA One, la nuova piattaforma modulare globale che debutterà nel 2027. L’obiettivo è ambizioso: riunire cinque diverse architetture in un’unica base tecnica scalabile, capace di supportare più tipologie di powertrain e coprire i segmenti B, C e D.
Presentata ad Amsterdam, STLA One rappresenta uno dei tasselli più importanti della strategia industriale del gruppo. La piattaforma nasce infatti per ridurre la complessità produttiva, aumentare la condivisione dei componenti e migliorare la competitività sui costi, soprattutto nel mercato europeo. Secondo Stellantis, l’architettura consentirà un’efficienza economica superiore del 20% grazie alla modularità integrata e alle nuove soluzioni dedicate alle batterie.
La piattaforma è stata progettata sin dall’inizio come soluzione multi-energia, con configurazioni specifiche per ogni alimentazione. Una scelta che, secondo il gruppo, permette di evitare i compromessi tipici delle piattaforme condivise tra motorizzazioni differenti, ottimizzando prestazioni ed efficienza in base al sistema di propulsione utilizzato.
“STLA One è un chiaro esempio di una strategia realmente modulare”, ha dichiarato Ned Curic, Chief Engineering and Technology Officer di Stellantis. “La piattaforma ci offre la flessibilità di una struttura multi-energia senza introdurre inefficienze tra un sistema di propulsione e l’altro”.
La nuova architettura sarà anche la prima del gruppo ad integrare contemporaneamente STLA Brain, STLA SmartCockpit e la tecnologia steer-by-wire. L’infrastruttura software permetterà aggiornamenti più rapidi delle funzionalità digitali e offrirà ai singoli marchi maggiore libertà nella personalizzazione dell’esperienza utente, mantenendo identità e caratteristiche distintive.
Dal punto di vista industriale, STLA One rientra in una strategia più ampia che punta a concentrare il 50% dei volumi globali del gruppo su tre piattaforme entro il 2030, con un riutilizzo dei componenti fino al 70%. Una mossa pensata per ridurre tempi di sviluppo e costi produttivi, migliorando al tempo stesso la stabilità della catena di fornitura.
Importante anche il capitolo dedicato alle batterie. Stellantis prevede un maggiore utilizzo di accumulatori LFP (litio-ferro-fosfato), soluzione scelta per abbattere i costi e ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche. La piattaforma introdurrà inoltre l’integrazione cell-to-body, tecnologia che incorpora la batteria nella struttura dell’auto per diminuire peso, ingombri e complessità costruttiva.
Non manca il supporto all’architettura elettrica a 800 Volt, elemento che promette tempi di ricarica più competitivi e una migliore esperienza d’uso per le future elettriche del gruppo. Secondo Stellantis, STLA One è progettata per evolversi in una vera e propria mega-piattaforma globale, con la capacità di supportare oltre 30 modelli e superare i 2 milioni di unità entro il 2035.