Ferrari, l'allarme di Vasseur per il Canada: “Meteo e basse temperature saranno una complessità in più”. Ecco cosa aspettarsi dalla SF-26

Ferrari, l'allarme di Vasseur per il Canada: “Meteo e basse temperature saranno una complessità in più”. Ecco cosa aspettarsi dalla SF-26
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Con il termometro che fatica a superare i 20 gradi e il debutto del format Sprint a Montréal, Frédéric Vasseur avvisa la Ferrari sulle insidie del weekend. Dalla gestione termica delle gomme C5 al raffreddamento dei freni anteriori, ecco come la SF-26 cercherà di superare l'esame del circuito Gilles Villeneuve
21 maggio 2026

Le due settimane di pausa dopo Miami sono finalmente giunte al termine. Solitamente, a questo punto del calendario la Formula 1 avrebbe fatto tappa in Europa per i Gran Premi di Imola e di Monaco, per poi volare a Montreal per l’appuntamento in Canada. Quest’anno, però, per ottimizzare la logistica, il Circus completerà il tour del Nord America scendendo in pista per il Gran Premio del Canada, che è stato anticipato di quasi un mese. Questa traslazione nel calendario avrà sicuramente un grosso impatto sul programma della stagione e per la Ferrari rappresenterà, come ammesso da Frédéric Vasseur, un livello di difficoltà ulteriore.

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È stato un inverno lunghissimo e freddo in Canada, e le nostre squadre hanno lavorato instancabilmente per riuscire a completare le strutture. C'erano persone con i lanciafiamme per riuscire a sciogliere il ghiaccio e permettere il fissaggio delle strutture per le hospitality dei team e per il paddock”, ha rivelato Sandrine Garneau, COO del Gran Premio del Canada, alla vigilia del weekend. Il freddo ha costituito un vero e proprio problema per gli organizzatori della tappa di Montreal. Ora le temperature si sono mitigate con l’arrivo della primavera sull’isola artificiale di Notre-Dame, dove sorge il tracciato dedicato a Gilles Villeneuve, ma non hanno nulla a che vedere con il caldo che solitamente la Formula 1 ha fronteggiato nelle precedenti edizioni, quando si correva tradizionalmente a metà giugno spezzando il tour europeo.

Ora però la F1 ha deciso di invertire la rotta per razionalizzare la logistica, anticipando la tappa canadese di quasi un mese per evitare eccessive rotte transatlantiche ai team. Dopo Miami, infatti, tutti i materiali delle squadre sono stati inviati direttamente a Montreal. Un’ottima scelta in chiave logistica, sia per l’impatto ambientale sia per contrastare l’inflazione legata alla crisi in Medio Oriente, che ha fatto schizzare alle stelle i costi del cherosene, il carburante degli aerei che trasportano l’attrezzatura da una parte all’altra del mondo quando non è possibile usare i camion dei motorhome, come accade invece nelle tappe europee.

Tuttavia, questo anticipo del Gran Premio del Canada ha delle ripercussioni non da poco in ambito sportivo. Il clima più rigido – con minacce di pioggia per la domenica mattina al 70% e temperature che oscillano tra una minima di 10° e una massima di 21° – metterà infatti sotto pressione le prestazioni delle vetture, in particolare la messa in temperatura delle gomme e l’impianto frenante. Le continue fasi di frenata e accelerazione, il passaggio sui cordoli e l’evoluzione della pista possono incidere sul degrado della mescola. E a rendere ancora più complicata la situazione è il poco tempo a disposizione, visto il ritorno del format Sprint che limita le prove libere a un'unica sessione di 60 minuti.

Il meteo rappresenta tradizionalmente una delle variabili del weekend canadese. Montréal può passare rapidamente da condizioni asciutte a improvvisi rovesci e, con la gara anticipata a maggio, le temperature saranno un elemento da monitorare con la massima attenzione. Le prime indicazioni parlano di condizioni variabili e di temperature che non supereranno i 20 gradi, un fattore che potrebbe influire sulla preparazione degli pneumatici e sul livello di grip dell'asfalto. Per la Ferrari tutto questo potrebbe rappresentare un vero e proprio problema. “Dal punto di vista sportivo, Montréal non è mai semplice. Il tracciato è molto impegnativo per i freni, la trazione è fondamentale in uscita dalle curve lente e dalle chicane, e quest’anno il meteo e le basse temperature potrebbero aggiungere un ulteriore livello di complessità, soprattutto con il formato Sprint che ci offrirà poco tempo per prepararci. Dovremo essere pronti fin dalla prima sessione, concentrarci sull’esecuzione e sfruttare al massimo ogni opportunità nel corso del weekend”, ha commentato Frédéric Vasseur alla vigilia della pista.

Ad andare più nello specifico circa le principali difficoltà di gestione sul circuito di Montreal, e sulle caratteristiche che deve avere una vettura per essere efficace nelle tante staccate, è stato Carlos Galbally, tyre performance engineer della Scuderia. “Con le sue numerose staccate e le curve a bassa velocità, questa pista richiede una grande costanza nella performance dei freni. I nuovi regolamenti 2026 hanno aggiunto un ulteriore livello di complessità a un tracciato già impegnativo, a causa del maggiore recupero di energia che alleggerisce in particolare il lavoro dei freni posteriori. Diventa quindi fondamentale gestire al meglio il raffreddamento dell’impianto frenante, per evitare pericolosi squilibri di temperatura che potrebbero compromettere l’ingresso in curva”.

Quanto incidono queste condizioni sul lavoro di comprensione e gestione degli pneumatici nel corso del weekend? “Le basse temperature, unite a un tracciato caratterizzato prevalentemente da curve lente, rendono difficile portare le gomme nella corretta finestra di utilizzo, soprattutto in qualifica. Inoltre, con un asfalto più liscio rispetto al passato dopo la recente riasfaltatura, c’è il rischio di incorrere nel fenomeno del graining, in particolare con le mescole più morbide”, ha aggiunto Galbally. A rendere ancora più intricato il quadro è il pochissimo tempo a disposizione dovuto al format Sprint. Quanto diventa importante arrivare a Montréal con una base di setup già ben definita e quanto margine resta poi per adattarsi all’evoluzione della pista e alle condizioni meteo variabili? “I weekend Sprint mettono sempre in evidenza quanto sia limitato il tempo di preparazione: tra l’unica sessione di prove libere e la qualifica spesso non c’è spazio per correggere eventuali problemi importanti, ma solo per piccoli aggiustamenti. Tra la Sprint Race e la qualifica del sabato c’è un po’ più di margine per applicare quanto appreso dai dati raccolti il venerdì e dal lavoro al simulatore, ma partire già con una base di setup solida è fondamentale per evitare che il pilota debba adattarsi a cambiamenti significativi proprio nei momenti più delicati del weekend”, ha chiosato.

Graining e strategie a una sosta: come cambia il GP del Canada secondo Pirelli

A delineare il quadro tecnico sugli pneumatici e sulle sfide del weekend è la consueta preview della Pirelli. Un altro fine settimana con gara Sprint attende infatti team e piloti in Canada; si tratta della prima volta in assoluto che a Montreal si corre la gara breve, e quest’anno il Circus affronterà il circuito semi-permanente lungo il fiume San Lorenzo con qualche settimana di anticipo rispetto alle date tradizionali. Per questa sfida, il fornitore unico milanese metterà a disposizione delle squadre le tre mescole più morbide della gamma: la C3 come Hard, la C4 come Medium e la C5 come Soft. L’asfalto del tracciato, completamente rifatto nel 2024, si presenta liscio e poco abrasivo. Sottolineando la natura della pista, che viene utilizzata per le competizioni automobilistiche quasi esclusivamente nel weekend della Formula 1, Pirelli evidenzia come il tracciato subirà una rapida evoluzione non solo nel corso dei tre giorni, ma anche all’interno di ogni singola sessione.

Se lo scorso anno il fenomeno del graining aveva accompagnato le coperture fino alla domenica della corsa, con le nuove mescole l'effetto dovrebbe essere più contenuto e, grazie al progressivo miglioramento delle condizioni della pista, potrebbe attenuarsi già dopo il venerdì. Il circuito, intitolato all'indimenticato Gilles Villeneuve, si snoda su una lunghezza di 4,361 chilometri e presenta 14 curve alternate a lunghi rettilinei. La sua spiccata natura "stop-and-go" esalta l'importanza della stabilità in frenata e della massima trazione in uscita dalle curve lente. Nonostante le caratteristiche da circuito cittadino, i sorpassi sono possibili, in particolare al termine del lungo rettilineo che conduce all'ultima variante prima del celebre "Muro dei Campioni", che nel 1999 vide finire contro le sue barriere piloti del calibro di Hill, Schumacher e Villeneuve.

Anche secondo i tecnici della Bicocca il meteo potrebbe recitare un ruolo chiave: non solo per le consuete insidie legate alla pioggia, ma per le temperature più rigide del solito provocate dal cambio di data. Le scuderie dovranno valutare attentamente le strategie per portare le gomme nella corretta finestra di utilizzo, specialmente nel giro secco in qualifica. La Soft, che garantisce il warm-up migliore del lotto, offrirà il massimo livello di aderenza sul giro veloce e si candida come mescola favorita per la Sprint del sabato. Per la domenica del Gran Premio, invece, i team potrebbero preferire un approccio più conservativo, puntando sulle due mescole più dure. Sulla falsariga di quanto osservato a Miami, le squadre tenderanno a fare scelte prudenti in gara, dove l'orientamento principale per quest'anno sembrerebbe convergere verso la singola sosta.

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