Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Secondo un recente rapporto diffuso da Bloomberg, il colosso dell'automotive si prepara a iniettare oltre un miliardo di euro (circa 1,16 miliardi di dollari) nell'impianto di Hordain, situato nel nord del Paese, per avviare la produzione di un veicolo commerciale di nuova concezione. La mossa si inserisce in un quadro di profonda modernizzazione delle operazioni europee del Gruppo, mirata a ottimizzare la capacità produttiva e a rafforzare la leadership nel cruciale settore dei furgoni.
Il piano di sviluppo per Hordain prevede un sostanziale aggiornamento della struttura esistente, accompagnato da investimenti in ricerca e sviluppo distribuiti sul territorio transalpino per supportare la nascita del nuovo veicolo. Stando alle indiscrezioni, l'azienda incrementerà il livello di automazione per migliorare l'efficienza complessiva e riporterà all'interno della fabbrica alcune lavorazioni precedentemente esternalizzate ai fornitori.
Questo sito rappresenta storicamente uno snodo cruciale per l'assemblaggio di veicoli commerciali leggeri multimarca, avendo già dato i natali a modelli come Peugeot Expert, Citroën Jumpy, Opel Vivaro, Fiat e Vauxhall. Dopo aver accantonato nel 2025 il programma legato alle celle a combustibile a idrogeno a causa di uno scarso sviluppo del mercato, il polo si concentrerà sull'espansione della gamma su altre tecnologie.
L'iniziativa corre di pari passo con gli obiettivi dell'unità Stellantis Pro One, che punta a introdurre 11 nuovi modelli a livello globale entro il 2030. Basati su due piattaforme multi-energia di nuova generazione pensate per ospitare powertrain elettrici, ibridi e termici, i nuovi furgoni dovranno spingere i volumi di vendita al rialzo del 30% entro la fine del decennio, partendo da una solida base di circa 1,65 milioni di unità consegnate nel 2025.
L'operazione francese si inquadra perfettamente nella strategia di riorganizzazione europea guidata dall'amministratore delegato Antonio Filosa. Il manager è chiamato a snellire l'azienda per far fronte a un contesto normativo dell'Unione Europea sempre più stringente, che impatta in modo particolare proprio sul business dei veicoli commerciali.
La bussola di questo percorso è il piano industriale "FaSTLAne 2030", attraverso il quale Stellantis mira a raggiungere un tasso di utilizzo della capacità produttiva europea pari a circa l'80% entro il decennio. L'efficientamento passerà anche per il cosiddetto Value Creation Program, che si prefigge l'ambizioso obiettivo di tagliare i costi per 6 miliardi di euro all'anno entro il 2028, confrontando i dati con i livelli di riferimento del 2025.
L'impegno economico su Hordain non è l'unico stanziamento di rilievo per le fabbriche d'Oltralpe. Lo scorso giugno, Stellantis aveva già annunciato un investimento superiore a un miliardo di euro destinato allo stabilimento di Mulhouse, nell'est della Francia, al fine di supportare, a partire dal 2029, la produzione di tre nuovi modelli Peugeot elettrici e ibridi basati sulla piattaforma STLA One.
A questo si aggiungono le complesse manovre internazionali: a maggio, l'azienda ha stretto una joint venture a guida Stellantis con la cinese Dongfeng, che coprirà attività di vendita, produzione e ingegneria, ipotizzando anche l'assemblaggio di vetture NEV del marchio asiatico presso la fabbrica di Rennes per soddisfare le normative e i requisiti del "Made-in-Europe". Sullo sfondo di questa imponente riorganizzazione industriale resta tuttavia un clima finanziario teso: le azioni di Stellantis hanno subito una flessione di circa il 50% dall'inizio del 2026, accompagnate da un "sentiment" nettamente ribassista da parte degli investitori al dettaglio.