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Il futuro industriale di Stellantis passa sempre di più per una stretta sinergia con i grandi costruttori cinesi, vista come la chiave di volta per risolvere il cronico problema della sovraccapacità produttiva che affligge gli stabilimenti in Europa e nel Nord America. A tracciare la rotta è stato l'amministratore delegato del gruppo, Antonio Filosa, intervenuto durante la Jefferies Global Industrials Conference di New York.
Come riportato da Quattroruote, la strategia del management prevede la replicazione di un formato societario già collaudato: la joint venture strutturata con la startup cinese Leapmotor, in cui Stellantis detiene la maggioranza con il 51% delle quote. L'obiettivo di Filosa è applicare il medesimo schema di collaborazione anche con il colosso Dongfeng.
Questa intesa si traduce in una redistribuzione geografica della produzione che avvantaggia i siti europei. Se i modelli a marchio Leapmotor verranno assemblati negli stabilimenti spagnoli di Madrid e Saragozza, i veicoli elettrici del brand Voyah (appartenente a Dongfeng) troveranno spazio nelle linee di montaggio della fabbrica francese di Rennes.
La saturazione degli impianti non dipenderà esclusivamente dai partner asiatici. Filosa ha delineato i contorni del piano industriale denominato "FaSTLAne 2030", che affida un ruolo centrale all'imminente offensiva di prodotto del gruppo. L'azienda punterà forte sui propri marchi capaci di generare i maggiori volumi di vendita sul mercato, nominando esplicitamente brand come Peugeot, Fiat, Citroën e Opel, per assorbire una quota rilevante della capacità produttiva attualmente in eccesso.
Tuttavia, l'amministratore delegato ha sorpreso la platea aprendo a scenari non convenzionali per il mondo dell'auto. Per gestire gli spazi industriali residui, Stellantis si è detta pronta a sedersi al tavolo delle trattative anche con operatori e aziende non strettamente appartenenti al settore automotive.
Sul fronte della tenuta dei conti, il manager ha ribadito la ferma convinzione che il gruppo si trovi sulla giusta traiettoria per centrare gli obiettivi finanziari comunicati ai mercati. Rispondendo indirettamente alle tempistiche richieste dagli analisti, Filosa ha scandito un preciso cronoprogramma triennale:
Il 2026 è inquadrato come l'anno d'inizio della ripresa operativa, con segnali di miglioramento già registrati nel primo trimestre.
Il 2027 vedrà la concretizzazione delle prime importanti iniziative legate all'efficientamento e al taglio dei costi.
Il 2028 rappresenterà il punto di arrivo di questa fase, portando a bilancio 6 miliardi di euro di risparmi strutturali in concomitanza con la prima grande ondata di nuovi veicoli.
L'intervento newyorkese si è concluso con un appello alla politica del Vecchio Continente. Stellantis, infatti, si attende importanti modifiche normative tra la fine dell'anno e i primi mesi del 2027 per quanto concerne gli stringenti limiti sulle emissioni di CO2 e le politiche di tutela del "Made in Europe".
Filosa ha evidenziato come sia attualmente in corso un dialogo costruttivo con i decisori politici di Bruxelles, condotto sia in veste di singola azienda, sia attraverso il ruolo attivo all'interno dell'Acea (l'associazione europea dei costruttori), al fianco di giganti come Renault e Volkswagen. La richiesta del gruppo è chiara: ottenere regole che non distorcano il mercato, riflettano la reale domanda dei consumatori e, soprattutto, garantiscano una competizione equa per tutti i marchi automobilistici che operano all'interno dei confini europei.