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Se l’idea era scoraggiare il traffico di passaggio, la Svizzera sembra aver trovato una soluzione tanto semplice quanto… discutibile: far pagare chi attraversa il Paese senza fermarsi. Tradotto: se usi le Alpi come corridoio per le vacanze, potresti presto dover mettere mano al portafoglio.
La proposta nasce da una mozione di Marco Chiesa, già approvata dal Parlamento e ora sul tavolo del Consiglio federale. L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre la pressione del traffico, soprattutto in punti critici come il Tunnel del San Gottardo, che nei periodi festivi si trasforma in una lunga, paziente prova di resistenza su quattro ruote.
Il principio è semplice (forse troppo): L’idea è quella di introdurre una sorta di pedaggio “intelligente”: più caro nei giorni da bollino nero, magari gratuito quando il traffico cala. A sostenerla è anche Simon Stadler, secondo cui nei momenti peggiori fino all’80% delle auto in transito ha targa straniera. Da qui il principio, piuttosto lineare: chi contribuisce al traffico, paga. Sulla carta fila. Nella realtà, un po’ meno.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Il quotidiano Südkurier ha definito la proposta “singolare e discutibile”, sottolineando come dia l’impressione che gli automobilisti stranieri non siano esattamente i benvenuti.
Ancora più diretto Christophe Grudler, che ha parlato apertamente di “capri espiatori”: l’idea che basti colpire chi arriva da fuori per risolvere il problema del traffico, secondo molti, è una semplificazione un po’ comoda. E in effetti, il dubbio resta: davvero eliminando (o scoraggiando) il traffico di passaggio si risolvono le code al Gottardo? Oppure si rischia solo di spostare il problema… e qualche automobilista verso itinerari alternativi?
Al di là dell’efficacia reale, questa tassa ha un valore soprattutto simbolico. È un messaggio: attraversare la Svizzera non è più così “neutrale” come una volta. E qui arriva il punto interessante per chi guida: tra vignette, limiti rigidissimi, controlli serrati e ora anche un possibile pedaggio per il solo transito, il Paese elvetico continua ad aggiungere piccoli deterrenti a chi lo considera solo una scorciatoia verso il mare, o la Germania nel nostro caso.
Senza drammi, certo. Ma con una conseguenza abbastanza prevedibile: sempre più automobilisti potrebbero iniziare a chiedersi se ne valga davvero la pena.
Perché alla fine, tra code, costi e burocrazia, forse la vera alternativa non è pagare… ma semplicemente passare altrove.