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Dal 2011 a oggi la Formula 1 ha cambiato forma nel tempo, abbracciando nuove ere tecniche e accogliendo diverse generazioni di talenti. Ma in questa metamorfosi c’è una presenza costante, quella di Pirelli, fornitore unico degli pneumatici che ha raggiunto il traguardo di 500 GP in totale nella massima categoria del motorsport, grazie a un percorso cominciato nel 1950, agli albori della categoria. Per celebrare questa ricorrenza, la casa milanese ha scelto un libro. “Emozioni. I 500 GP di Pirelli nel Campionato del Mondo di F1”, a cura della Fondazione Pirelli e pubblicato da Marsilio Arte, è stato presentato oggi a margine del weekend di gara di Barcellona.
Il libro con cui Pirelli ha scelto di celebrare questa ricorrenza è un’elegante rappresentazione di una storia lunga 500 GP attraverso suggestive foto d’archivio. È un intreccio degno del miglior scrittore, con protagonisti non solo piloti iconici come Ayrton Senna, Juan-Manuel Fangio e Max Verstappen, ma anche i tecnici, gli ingegneri e i meccanici che sono parte integrante dell’intreccio di uno sport così complesso. Ma nel libro c’è anche spazio per una sezione contemporanea, con delle immagini scattate in occasione del GP di Silverstone dello scorso anno.
Che Pirelli sia parte integrante della storia di questo sport lo si capisce dal parterre presente ala conferenza stampa al Circuit de Barcelona-Catalunya. Il CEO della Formula 1, Stefano Domenicali, l’Inviato Speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale, Jean Todt, il Vicepresidente Esecutivo di Pirelli e Presidente della Fondazione Pirelli, Marco Tronchetti Provera e Nick Heidfeld, tester di Pirelli lo scorso decennio, hanno parlato davanti a personalità della F1 come Luca Colajanni, Mattia Binotto, James Vowles e Alan Permane.
“Tutti si concentrano sui millesimi, ma la connessione tra le auto, la potenza e l’asfalto rappresenta una singolarità – ha riflettuto Domenicali su Pirelli -. E il bello è che loro sono stati gli unici a impegnarsi in questa incredibile sfida tecnica. Tutti sono bravi a parlare, ma poi bisogna provare il proprio valore. In quanto italiano, per me è un onore vedere un’azienda del mio paese con un lascito internazionale che sta contribuendo in maniera così fattiva alla nostra causa”.
“Nel mondo delle competizioni non è scontato mantenersi all’altezza della sfida, e Pirelli ha potuto attingere dalla sua lunga storia. Pirelli è stata in grado non solo di guardare internamente, ma anche esternamente, per attingere informazioni, assorbire metodologie di lavoro, sviluppare materiali. Il nostro percorso congiunto è stato incredibile. In questo momento stiamo cercando il miglior compromesso tra consentire ai piloti di spingere e la necessità di garantire la migliore visibilità con qualsiasi meteo. Affronteremo questa enorme opportunità con la giusta professionalità e l’apertura mentale necessaria”, ha aggiunto Domenicali. E il rapporto tra Pirelli e la Formula 1, è notizia di ieri, proseguirà almeno fino al 2028. Con nuove storie degne di un libro.