silk way rally 2016

SWR16 Telex 05. Despres e Peugeot, Quinta Piena

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Балқаш Көлі, il lago e la Città, quinto bivacco del Silk Way Rally. A Balkhash cambiano un po’ di cose. Despres vittoria bis, leadership Peugeot rinforzata, Peterhansel incidente, Loeb in ritardo. Si fanno vedere timidamente le Mini, e siamo in gara.

Balkhash, 14 LuglioBalkhash è una ridente cittadina, che ha avuto poco da ridere in passato, sulle rive lacustri dell’omonimo Балқаш Көлі. 70.000 abitanti, è nata nel ’37 con lo sfruttamento delle miniere di rame, attività ancora parzialmente in voga. In ginocchio per la seconda guerra mondiale, le donne sostituirono mariti, padri, fidanzati nelle miniere, sull’orlo, dalla parte più pericolosa, del collasso con la fine del blocco sovietico, Balkhash segue un destino migliore dagli anni novanta, agganciata all’economia del Lago (pesca, energia idroelettrica) ma anche ai suoi problemi ambientali (desertificazione, emissioni minerarie). Non bisogna allarmarsi troppo, sulla Via della Seta viaggiavano un tempo tessuti, spezie e prodotti regionali, ma successivamente i territori sterminati dell’ex Unione hanno celato anche dei non sempre rassicuranti sottoterra.

Se ci prende gusto, come è successo con le moto, è finita,  e ci toccano altri dieci anni di egemonia, tutt’al più spartita. Questa è Storia, e dunque il dato è certo: una volta che Cyril Despres ha “imparato” a vincere son dolori per tutti. E quando va bene nascono i duelli storici, come quello che ha tenuto banco, per dieci anni appunto, con Marc Coma. Cyril Despres ha vinto la quinta tappa del Silk Way Rally. Ieri in ritardo, anche per una foratura, oggi in rapido recupero, tanto è vero che ben prima che la speciale finisse, la Peugeot n° 104 era già da sola, ad aprire la pista.

Gran botto di Peterhansel
Gran botto di Peterhansel

Dall’altare alla polvere. Peterhansel, al contrario, partito per primo in virtù della vittoria di Astana, ha avuto i suoi guai. Scenari che cambiano, ancora fango all’inizio, poi, man mano che passano i chilometri, il Silk Way si avvicina all’idea che ci si è fatti dei Rally Raid. Le piste sono più o meno visibili, talvolta ancora nel fango, altre ancora nascoste dalla vegetazione. E così le insidie. E su una di queste, un solco profondo poco oltre il 400° chilometro della lunghissima Speciale, la Peugeot 2008 DKR del vincitore della Dakar parte in tonneau. Sei giri, dicono, e finalmente si ferma, sul tetto, non tutte le ruote al loro posto. Lo scenario è sempre inquietante. Queste macchine vanno fortissimo, e quando si fermano così “bruscamente” i pezzi schizzano da tutte le parti. Per fortuna le moderne auto da corsa, e la 2008 DKR è un’avanguardia, sono sicure. Può volare via tutto, ma il centro, la cellula della struttura, è progettata per proteggere i suoi “passeggeri”. Quella della 2008 DKR ricorda molto da vicino l’altrettanto sofisticata e indistruttibile cellula in fibra di carbonio della “mitica” 908 delle Le Mans. Peterhansel e Cottret escono illesi dalla Vettura. Aspetteranno il Camion di assistenza. Poi, una volta che tutto il “materiale” sarà al bivacco, si deciderà se continuare o no.

Parte del ritardo accusato da Loeb e Elena è dovuto allo stop in corrispondenza del punto di incidente della Macchina di Paterhansel, ma non è tutto. Loeb e Elena partecipano alle operazioni necessarie per rimettere sulle ruote la Macchina di “Peter”. Prima, però, hanno perso un po’ di tempo per una “svista” di navigazione, e nel finale, un centinaio di chilometri, il gas della Peugeot #102 è rimasto bloccato a fondo. Si vede che si era abituato al piede di Loeb. Scherzi a parte, ecco spiegato il quinto tempo della coppia d’assalto ex WRC, che tuttavia vale, anche grazie allo stop dei compagni di squadra, un gradino più in alto nella provvisoria, al secondo posto alle spalle di Despres e Castera.

Nell’incertezza si fanno sotto anche gli avversari, seppure a debita distanza da Despres. Sono Al Rajhi, che ha anche bucato tre volte, e quindi è stato ben più che bravo, l’ormai ben pronunciato Rakhimbayev e l’inglese Hunt, tutti con una Mini, tutti in un fazzoletto di un paio di minuti prima che arrivi Loeb. La persistenza della resistenza Mini è commovente di fronte alla “prestanza” delle Peugeot, ma la notizia positiva è che le Macchine di X-raid danno segni di grande vitalità, non propriamente “plafonate”, come si era portati a credere all’indomani della batosta alla Dakar, e dunque ancora su un grande livello di competitività (fatto anche di un’affidabilità che è considerata “storica”).

Nella generale, Despres inizia a far sentire la propria “maturazione” come Pilota di Auto, e il “feeling” con la 2008 DKR produce ora un vantaggio che somma a ben 14 minuti su Loeb, a sua volta tallonato da vicino da Al Rahji e da Vasilyev. L’italiano Pietro Fogliani “incrocia” a metà classifica, anzi, un po’ meglio.

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