Trump cambia le regole sulle riparazioni auto: cosa significa davvero il nuovo "Freedom to Fix"

Trump cambia le regole sulle riparazioni auto: cosa significa davvero il nuovo "Freedom to Fix"
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato il memorandum "Freedom to Fix", un provvedimento che punta a rendere più semplice per gli automobilisti riparare autonomamente le proprie vetture e ad abbassare i costi di manutenzione. Ecco cosa cambia e perché il tema del "diritto alla riparazione" è destinato a far discutere l'intero settore automotive
1 luglio 2026

Riparare la propria auto senza ostacoli burocratici o tecnici potrebbe presto diventare molto più semplice negli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha infatti firmato il memorandum "Freedom to Fix", un provvedimento che mira a rafforzare il cosiddetto diritto alla riparazione ("Right to Repair"), tema da anni al centro del confronto tra Case automobilistiche, officine indipendenti e associazioni dei consumatori. Secondo Trump, negli ultimi anni le normative e alcune restrizioni imposte dai costruttori hanno finito per aumentare inutilmente i costi per gli automobilisti, limitando la possibilità di intervenire autonomamente sui propri veicoli.

Durante la firma del provvedimento, Trump ha dichiarato che "arrestavano cittadini che si riparavano l'auto, una follia", spiegando che l'obiettivo dell'iniziativa è restituire ai proprietari delle vetture la libertà di effettuare interventi di manutenzione e riparazione senza il timore di incorrere in sanzioni quando riportano il veicolo alle condizioni originali. Nel dettaglio, il memorandum incarica l'Environmental Protection Agency (EPA) di chiarire entro 30 giorni quali interventi sui sistemi di controllo delle emissioni siano consentiti ai privati, di accelerare l'omologazione dei componenti aftermarket e di valutare un approccio meno severo nei confronti di chi, in buona fede, ripara la propria auto rispettandone la configurazione originale. L'amministrazione sostiene inoltre che una maggiore disponibilità di ricambi compatibili e un accesso più semplice agli strumenti diagnostici possano favorire la concorrenza, ridurre il costo delle riparazioni e sostenere le officine indipendenti. Le Case automobilistiche, invece, continuano a difendere alcune limitazioni, ritenendole necessarie per garantire sicurezza informatica, conformità ambientale e affidabilità dei sistemi elettronici sempre più complessi. Il tema del Right to Repair, già molto dibattuto negli Stati Uniti e in Europa, potrebbe quindi tornare al centro del dibattito internazionale, con possibili ripercussioni anche sul mercato automobilistico e sulle future normative dedicate alla manutenzione dei veicoli.

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