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Durante un recente comizio tenutosi a Las Vegas, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a puntare il dito contro le auto elettriche, lanciando dichiarazioni accese che hanno subito fatto discutere. Nel suo mirino sono finiti non solo i presunti obblighi governativi, ma anche gli stessi guidatori di veicoli a zero emissioni.
Secondo Trump, chi si mette al volante di un'auto elettrica soffre di una vera e propria patologia legata all'autonomia. "Avete mai visto i cartelli? Stai guidando in un'auto elettrica, e questi hanno una malattia, sono malati", ha attaccato il presidente dal palco.
Il riferimento è alla cosiddetta range anxiety, l'ansia da autonomia. Trump ha ironizzato sulle preoccupazioni degli automobilisti alla ricerca di una colonnina: "Stanno guidando e si rendono conto che la batteria si sta scaricando, e cominciano a pensarci già quando è a 3/4. [...] Sei lì che guidi in autostrada, vedi un cartello - stazione di ricarica, con una freccia, 89 miglia a destra. Questi sono pazzi".
Se da un lato il tema della range anxiety esiste realmente, la narrazione del presidente appare esasperata: l'ansia legata all'autonomia è una preoccupazione che colpisce soprattutto i neofiti, ma che tende fisiologicamente ad attenuarsi con l'esperienza di guida, lo sviluppo di batterie più capienti e la graduale diffusione delle infrastrutture di ricarica.
Oltre alle considerazioni personali sui guidatori, Trump ha rivendicato un preciso merito politico: "Ho messo fine all'obbligo delle elettriche perché diceva che entro poco tempo, tipo il 2030, tutti dovevano avere un'auto elettrica, anche se non c'è modo di caricarla". Tuttavia, analizzando la realtà dei fatti, questa affermazione non trova alcun riscontro. Negli Stati Uniti nessuna legge federale ha mai imposto l'acquisto di auto elettriche entro il 2030 (né in altre date).
Il presunto "obbligo" a cui allude il presidente fa riferimento, in realtà, agli standard federali sulle emissioni e alla normativa dello Stato della California, che prevede lo stop alle vendite di nuovi veicoli endotermici a partire dal 2035 (una misura, quest'ultima, che l'amministrazione Trump aveva cercato di bloccare revocando l'autorizzazione federale).
Si tratta di norme concepite per spingere i costruttori ad ampliare l'offerta di modelli a batteria, ma che in nessun caso hanno mai obbligato i consumatori ad acquistare un'auto elettrica. Infine, per sostenere la tesi secondo cui le elettriche non interesserebbero agli americani, Trump ha citato una quota di mercato ferma al 7%.
Se è vero che questo dato è sostanzialmente in linea con le attuali vendite di auto a batteria (BEV) negli Stati Uniti, da solo non è sufficiente a spiegare l'andamento della domanda. A frenare l'adozione delle auto elettriche nel Paese hanno contribuito in modo significativo le stesse mosse politiche dell'amministrazione Trump. Fin dai primi giorni del suo mandato, infatti, il presidente ha lavorato per ridimensionare drasticamente le politiche a sostegno del settore, ponendo fine ai preziosi incentivi federali e intervenendo per allentare i parametri degli standard CAFE (Corporate Average Fuel Economy).