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Tra le perenni promesse politiche di abolizione - riportate in auge proprio in questi giorni dal centrodestra - e la necessità per le casse regionali di incassare miliardi di euro, il Governo sceglie la strada del riordino. È stata infatti approvata dal Consiglio dei Ministri la tanto attesa miniriforma del bollo auto, inserita nel più ampio decreto legislativo sul federalismo fiscale. Si tratta di un provvedimento destinato a entrare in vigore nella quotidianità degli automobilisti a partire dal 1° gennaio 2028 e che, pur lasciando intatti i costi della tassa, ne stravolge la gestione burocratica e i calendari di versamento.
Per chi temeva un rincaro a sorpresa, le notizie sono rassicuranti. Il provvedimento non tocca in alcun modo i parametri di calcolo tradizionali: la potenza omologata del motore espresso in kilowatt, la classe ambientale del veicolo e le tariffe di base rimangono esattamente quelle attuali, inclusa la facoltà per le singole Regioni di ritoccarle fino al 10%. Allo stesso modo, restano confermate tutte le esenzioni storiche, come il bonus quinquennale riservato alle auto elettriche, così come non subisce variazioni il contestato "superbollo" per i modelli con potenza superiore ai 100 kW.
La vera svolta riguarda la scansione temporale dei pagamenti. Dal 2028 verrà definitivamente mandato in soffitta il vecchio sistema delle scadenze fisse nei mesi di aprile, agosto e dicembre. Il primo bollo per le vetture di nuova immatricolazione si pagherà ovunque per un periodo fisso di dodici mesi, prendendo come riferimento il mese in cui l'auto viene immatricolata, una modalità finora adottata solo in poche realtà virtuose come Lombardia e Piemonte.
Di conseguenza cambiano anche i termini di versamento: il primo pagamento si potrà effettuare entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello dell'immatricolazione, mentre per i rinnovi negli anni seguenti la scadenza coinciderà sempre con l'ultimo giorno del mese di immatricolazione originale. Per le vetture già in circolazione, ovviamente, rimarrà invariata la periodicità accumulata nel tempo.
Tra le novità studiate per agevolare i contribuenti compare anche la possibilità, concessa alle singole Regioni, di introdurre opzioni di pagamento quadrimestrale per specifiche categorie di veicoli. Inoltre, viene introdotto un utile meccanismo di compensazione diretta tra enti: qualora un cittadino versi per errore la tassa a una Regione diversa da quella di residenza, saranno gli stessi enti territoriali a girarsi direttamente gli importi incassati, senza costringere l'automobilista a estenuanti trafile burocratiche per richiedere rimborsi.
Un capitolo rilevante della riforma è dedicato alle società, alle flotte aziendali e al mercato dell'usato. Per evitare manovre elusive nel settore del noleggio a lungo termine, la tassa andrà versata alla Regione in cui avviene l'effettiva gestione ordinaria e prevalente dell'attività, superando il criterio formale della semplice sede legale della società. Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2027, i contratti di noleggio senza conducente dovranno essere registrati anche al Pubblico Registro Automobilistico.
Per i commercianti d'auto usate, la sospensione del bollo sulle vetture ritirate per la vendita scatterà soltanto a fronte dell'effettiva trascrizione del passaggio di proprietà al PRA entro sessanta giorni dalla cessione. Al momento della rivendita, il nuovo acquirente pagherà la frazione di mesi necessaria per riallineare la scadenza al mese di prima immatricolazione del veicolo.
Infine, il testo sancisce una regola rigorosa in materia di fermo amministrativo: il blocco fiscale del veicolo disposto dall'agente della riscossione non sospenderà più l'obbligo di pagare il bollo, che continuerà a maturare regolarmente. L'intero impianto sarà infine monitorato dall'ANTA (Archivio Nazionale delle Tasse Automobilistiche), il database gestito dal PRA che garantirà l'incrocio telematico permanente dei dati tra Stato e Regioni, azzerando i margini di errore nelle notifiche e nei controlli.