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Togliere il tetto a una hypercar estrema senza comprometterne le prestazioni è una sfida tutt’altro che semplice. La Czinger 21C Spyder nasce proprio con questo obiettivo e debutta alla Monterey Car Week 2026 come terza interpretazione della famiglia 21C, dopo le versioni HDF e VMax. Il risultato è una vettura a cielo aperto che conserva numeri da auto da pista: 1.250 CV, 0-100 km/h in appena 1,92 secondi e una velocità massima di 330 km/h con il tetto installato. La serie sarà esclusivissima: appena 30 esemplari, tutti assemblati a mano a Los Angeles.
Il cuore della Czinger 21C Spyder è un sistema ibrido sviluppato internamente, costruito attorno a un compatto V8 2.88 litri biturbo a carter secco e albero motore flat-plane, capace di raggiungere regimi prossimi agli 11.000 giri/min. Il propulsore termico sviluppa 750 CV e lavora insieme a tre unità elettriche: due motori sono collocati sull’asse anteriore, mentre il terzo svolge la funzione di motogeneratore collegato al motore endotermico. La potenza complessiva dichiarata arriva così a 1.250 CV secondo le specifiche riportate da Czinger e dalle principali fonti internazionali.
La trasmissione è un sequenziale a sette rapporti, mentre la presenza dei motori elettrici anteriori permette di ottenere la trazione integrale e una risposta immediata all’acceleratore. Czinger dichiara uno scatto da 0 a 60 mph in 1,9 secondi e un tempo sul quarto di miglio di 8,7 secondi; per il mercato europeo il dato equivalente da 0 a 100 km/h è di circa 1,92 secondi. La velocità massima raggiunge 330 km/h, con il tetto rigido montato.
La novità più evidente è naturalmente il tetto. La 21C Spyder utilizza un hardtop in fibra di carbonio removibile, progettato per mantenere pressoché invariato il comportamento aerodinamico della vettura. Con il tetto installato, la Czinger dichiara circa 1.500 kg di deportanza a 241 km/h; anche senza tetto il carico aerodinamico resta impressionante, nell’ordine dei 1.482 kg alla stessa velocità. È un valore che, secondo il costruttore, porta la Spyder ai vertici delle vetture stradali scoperte per capacità di generare carico verticale.
Il progetto mantiene inoltre la caratteristica configurazione dell'abitacolo della 21C, con guidatore e passeggero disposti in tandem, uno dietro l'altro come su un jet. Questa soluzione riduce la sezione frontale e contribuisce alla ricerca della massima efficienza aerodinamica. Il peso a secco è indicato intorno ai 1.620 kg in alcune specifiche internazionali, mentre il tetto removibile aggiunge soltanto una quantità contenuta di massa rispetto alla configurazione chiusa.
La Czinger 21C Spyder non è però soltanto una supercar senza tetto. Il progetto rappresenta una vetrina per le tecnologie di produzione additiva sviluppate dal gruppo Czinger e da Divergent Technologies. Una delle innovazioni più interessanti è il sistema frenante BrakeNode, nel quale pinza, portamozzo e canalizzazioni del circuito idraulico vengono integrati in un'unica struttura realizzata attraverso la stampa 3D in metallo. L'obiettivo è ridurre la massa non sospesa e il numero dei componenti, aumentando allo stesso tempo la rigidità. Secondo Czinger, il sistema può contribuire a ridurre lo spazio di frenata fino al 15%.
Anche il posto guida segue la stessa filosofia. La nuova struttura NeuralNode integra strumentazione, comandi e canalizzazioni dell'impianto di climatizzazione in un elemento leggero e dall'aspetto quasi scheletrico. È un esempio concreto della filosofia BioLogic Engineering adottata dal costruttore, che combina progettazione generativa, intelligenza artificiale e manifattura additiva per ottenere forme difficilmente realizzabili con i tradizionali processi industriali. La produzione della Czinger 21C Spyder sarà limitata a 30 esemplari, assemblati manualmente nella struttura Area 21 di Los Angeles e personalizzabili secondo le richieste dei clienti. Il prezzo di partenza è fissato a 2,75 milioni di dollari: una cifra che la colloca direttamente nell'élite delle hypercar più esclusive al mondo.