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Il nuovo Tutor 3.0 è già operativo su diverse tratte autostradali italiane e sta facendo molto parlare di sé tra gli automobilisti. Il motivo è semplice: il sistema di controllo evoluto sviluppato da Autostrade per l’Italia insieme alla Polizia di Stato non si limita più a misurare la velocità media dei veicoli, ma introduce un monitoraggio molto più sofisticato rispetto al passato. Negli ultimi mesi il piano di aggiornamento delle infrastrutture di controllo è stato accelerato e il Tutor 3.0 è stato attivato progressivamente su decine di nuove tratte, portando la rete monitorata a circa 1.800 chilometri complessivi.
A differenza dell’autovelox tradizionale, che rileva la velocità istantanea in un preciso punto della strada, il Tutor 3.0 calcola la velocità media percorsa tra due portali installati lungo il tratto autostradale. Quando il veicolo entra nella sezione controllata, il sistema registra targa, categoria del mezzo, data e ora di passaggio. Gli stessi dati vengono rilevati nuovamente all’uscita del tratto monitorato. Grazie al confronto tra il tempo impiegato e la distanza percorsa, il software determina la velocità media del veicolo. Se questa supera il limite consentito, scatta automaticamente la segnalazione dell’infrazione. La vera novità del Tutor 3.0, però, è l’integrazione di radar, telecamere ad alta definizione e algoritmi avanzati di elaborazione dati. Il nuovo sistema offre immagini più dettagliate e un riconoscimento delle targhe molto più preciso, anche in condizioni meteorologiche difficili o di scarsa visibilità.
Il motivo per cui molti automobilisti parlano del Tutor 3.0 come di un sistema “che fa paura” è legato soprattutto alle sue funzioni aggiuntive. Il dispositivo, infatti, non serve esclusivamente a rilevare chi supera i limiti di velocità. Il Tutor 3.0 può monitorare anche:
Il sistema rientra inoltre nella piattaforma tecnologica Navigard, sviluppata da Movyon, che punta a migliorare la sicurezza stradale attraverso un monitoraggio più capillare del traffico autostradale. Questo significa che le nuove telecamere non si limitano a “fare multe”, ma raccolgono una quantità molto più ampia di informazioni sul comportamento dei veicoli lungo la rete autostradale italiana.
Dal marzo 2025 il nuovo Tutor 3.0 è stato attivato su 26 ulteriori tratte autostradali italiane, con installazioni distribuite lungo alcune delle principali arterie del Paese. L’obiettivo dichiarato è ridurre incidenti e mortalità legati soprattutto all’eccesso di velocità. Il sistema Tutor ha contribuito negli anni a diminuire sensibilmente incidenti gravi e comportamenti rischiosi alla guida. Con la versione 3.0 cambia però anche l’approccio degli automobilisti. Se in passato molti guidatori rallentavano soltanto in prossimità degli autovelox, oggi il controllo continuo della velocità media rende inutile frenare esclusivamente vicino ai portali. Proprio questa caratteristica rende il sistema più efficace nel contrastare le condotte pericolose. Il Tutor 3.0 rappresenta quindi un ulteriore passo verso un controllo sempre più digitale e automatizzato della circolazione autostradale italiana. Una tecnologia che promette maggiore sicurezza, ma che inevitabilmente continua ad alimentare il dibattito tra chi la considera uno strumento indispensabile e chi teme un monitoraggio sempre più invasivo della guida quotidiana.