Veicoli fuori uso con fermo amministrativo: ora possono essere cancellati dal PRA

Veicoli fuori uso con fermo amministrativo: ora possono essere cancellati dal PRA
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Svolta sul fronte della gestione dei veicoli fuori uso
23 gennaio 2026

Dopo il via libera della Camera, è arrivato anche l’ok definitivo del Senato al disegno di legge che consente la cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) dei veicoli non più utilizzabili anche in presenza di fermo amministrativo, aprendo così alla loro demolizione.

Il provvedimento è ora legge e punta a risolvere una situazione che, negli anni, ha creato criticità sia per i cittadini sia per gli enti locali, spesso costretti a gestire mezzi abbandonati o inutilizzabili senza la possibilità di rimuoverli formalmente dal registro.

La possibilità di cancellazione dal PRA riguarda i veicoli fuori uso, inclusi quelli rinvenuti dagli organi pubblici o non reclamati dai proprietari. In questi casi, anche se sul mezzo grava un fermo amministrativo, sarà possibile procedere con la radiazione e la successiva demolizione. Un passaggio fondamentale per liberare spazi pubblici, ridurre l’impatto ambientale e semplificare le procedure burocratiche legate alla gestione dei veicoli abbandonati.

La legge chiarisce però un punto importante: in presenza di fermo amministrativo non è prevista alcuna agevolazione. Il proprietario del veicolo non potrà quindi rottamare l’auto per ottenere incentivi pubblici all’acquisto di un nuovo mezzo. La cancellazione dal PRA ha dunque un obiettivo esclusivamente amministrativo e ambientale, non premiale.

Nel caso dei veicoli iscritti al PRA rinvenuti sul territorio e non reclamati, l’attestazione dell’inutilizzabilità spetterà a Comuni, Città metropolitane, Province o agli enti proprietari delle strade. Saranno loro a certificare che il mezzo è effettivamente fuori uso e a permettere l’avvio delle procedure di radiazione e demolizione.

Infine, con questa legge, il legislatore interviene su un vuoto normativo che ha a lungo bloccato la gestione di migliaia di veicoli non più circolanti. L’obiettivo è duplice: snellire le procedure e ridurre il numero di mezzi abbandonati, senza però aprire a scorciatoie sugli incentivi pubblici.

 

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